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martedì 9 agosto 2011

IL GATTOPARDO (The Leopard) - Regia di Luchino Visconti

Siamo nel 1860. 
La notizia dello sbarco dei garibaldini a Marsala interrompe la recita del rosario in casa del principe don Fabrizio di Salina.Suo nipote Tancredi, allo scopo di controllare il corso degli eventi, si arruola tra i volontari.
Il principe approva l'opportunismo del nipote, credendo così di mettersi al riparo da ogni cambiamento.
Di opposto avviso il prete di famiglia: il gesuita padre Pirrone.
Nonostante la rivoluzione, i Salina si recano come ogni anno in villeggiatura nel feudo di Donnafugata.
Qui è in corso il plebiscito per l'annessione allo Stato sabaudo, e il principe vota pubblicamente a favore.
I risultati della votazione simulano un'adesione unanime; a dispetto di chi, come don Ciccio Tumeo, aveva confermato la propria fedeltà al vecchio regime.
Capo locale del nuovo corso è il sindaco don Calogero Sedàra, un "uomo nuovo" arricchitosi coi suoi traffici.
Invitato a pranzo dal principe, il rozzo Sedàra sorprende tutti i convitati con la bellezza di sua figlia Angelica.
Don Fabrizio appoggia il fidanzamento del nipote, nobile ma spiantato, con la ricca e sensuale ereditiera: nonostante che anche sua figlia Concetta sia innamorata di Tancredi.
Mentre questi comincia la scalata sociale nello Stato sabaudo, don Fabrizio declina il seggio di senatore offertogli dal funzionario piemontese Chevalley, poiché è de tutto scettico sulle possibilità di cambiamento della Sicilia.
Durante un ballo a Palermo, presagisce la fine del proprio mondo e invoca l'estrema certezza della morte.
Tancredi e don Calogero, invece, tornano dal ballo rassicurati: hanno udito che l'esercito regolare ha giustiziato i garibaldini ribelli.

Il romanzo che Giuseppe Tomasi, ultimo principe di Lampedusa, dopo un ventennio di esitazioni e di rinvii, si era risolto a scrivere negli ultimi anni della sua vita, esplode postumo uno dei massimi successi e casi letterari del dopoguerra, creando polemiche sulla sua visione storica dividendo critiche e approvazioni.Nel GATTOPARDO, ammiro l'intrecciarsi di vita interiore e vita sociale, e vedo corrispondere, sul piano dello stile, la sintesi tra il realismo di stampo verghiano e il flusso della memoria proustiana.Luchino Visconti, con un attacco sontuoso, con quel susseguirsi di carrellate che funge da overture, con l'"allegro maestoso" del commento musicale di Nino Rota, dichiara col suo film, fin dall'inizio, di voler sottolineare la musicalità del romanzo.

Conclusione: All'antitesi estetica tra aristocrazia fondiaria e nuova borghesia tramonta il romanticismo.



IL GATTOPARDO - Regia di Luchino Visconti

SOGGETTO - Dal romanzo omonimo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

SCENOGRAFIA - Suso Cecchi d'Amico, Enrico Medioli, Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa e Luchino Visconti

FOTOGRAFIA - Technirama - Technicolor

SCENOGRAFIA - Mario Garbuglia

COSTUMI - Piero Tosi

MONTAGGIO - Mario Serandrei

MUSICA - Nino Rota, e un valzer inedito di Giuseppe Verdi

INTERPRETI - Burt Lancaster (il principe di Salina)..., Alain Delon (Tancredi)..., Claudia Cardinale (Angelica Sedàra)..., Paolo Stoppa (don Calogero Sedàra)..., Rina Morelli (la principessa di Salina)..., Serge Reggiani (don Ciccio Tumeo)..., Romolo Valli (padre Pirrone)..., Leslie French (Chevalley)..., Ivo Garrani (Pallavicino)..., Mario Girotti, meglio conosciuto come Therence Hill (Cavriaghi)..., Lucilla Morlacchi (Concetta)..., Pierre Clementi (Francesco Paolo)..., Giuliano Gemma (un generale garibaldino)

PRODUTTORE - Goffredo Lombardo per la TITANUS

DURATA - 205 minuti


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1 commento:

Luckystar74 ha detto...

Mi piace questo film. Ho letto anche il libro: un grande classico!