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martedì 9 agosto 2011

LE BUGIE CON LE GAMBE LUNGHE - Eduardo De Filippo



Lo stesso Eduardo ha dimostrato, raramente riprendendola in repertorio, di considerare – e a gran torto – opera “minore” questa commedia del 1947, LE BUGIE CON LE GAMBE LUNGHE, che è un piccolo capolavoro di analisi del costume.Sullo sfondo realistico delle conseguenze sociali della guerra (“… c’è stata una guerra; una guerra che ha distrutto tutte le illusioni, tutte le apparenze. Qua viviamo di realtà ora per ora, minuto per minuto”) e dell’esistenza miserabile della minima borghesia napoletana (i primi due atti si svolgono in casa di Libero Incoronato, impiegatuccio di un’azienda filatelica, e di una sorella quarantenne che, per non essere più di peso al fratello, accetterà di diventar moglie di un esoso commerciante sessantenne, cioè di fargli da serva) si svolge una vicenda dalla morale amara; si vive di menzogne, che da non pochi sono conosciute come tali ma che, comunque, corrono il mondo come inoppugnabili verità.
Al centro dell’azione i coniugi Benedetto e Olga Cigolella. Durante l’occupazione tedesca Benedetto si era trovato a Grosseto, tagliato fuori da Napoli e colà, per il prestito fattogli da un amico, aveva assunto la gestione di un cinema; gli affari erano andati bene, egli ne aveva potuto assumere la gestione di un secondo e con entrambi aveva avuto fortuna. Si era, intanto, messa in casa, come domestica, Angelina, una formosa contadina beneventana, e stava per averne un figlio; ed ora pensa di liberarsene, facendola sposare ad un suo dipendente, Guglielmo, che è maschera in uno dei suoi cinema, promettendogli il posto di direttore e un premio di cinquecentomila lire. Quanto ad Olga, sua moglie, rimasta a Napoli, essa aveva facilmente ceduto ad un capitano americano che le aveva promesso – appena essa avesse potuto avere il divorzio – di sposarla e condurla in America; ma era scomparso, senza lasciare più notizie di sé, appena l’aveva saputa incinta. I due coniugi attraverso scenate violente, si dicono reciprocamente tutto.

Passa un anno. Ecco, in casa Cigolella, vengono a far visita Guglielmo, ormai direttore del cinema e la moglie che porta in braccio il bambino.

LIBERO (il personaggio, cioè, di Eduardo che regge il filo conduttore dell’azione) gli dice confidenzialmente… - Avete fatto ‘a botta?! – (Avete fatto il colpo).

Ma GUGLIELMO, che mostra quasi di non riconoscerlo (eppure si era sfogato proprio con Libero nell’atto precedente, par che cada dalle nuvole…- Quale botta?

LIBERO… - “Da maschera a direttore”.

GUGLIELMO… - Me stisseve danno ‘e numere? (Mi date, forse i numeri del lotto? Frase napoletana per dire: Volete contarmi delle frottole).

LIBERO… - Quando la signora era al servizio di Benedetto Cigolella a Grosseto…

Ma la signora interviene…
ANGELINA… - Io sono la moglie di Guglielmo Caputo qui presente, mi chiamo Angelina Caputo fu Concetta e di Giammaria Trombetta, nata a Benevento, di condizione casalinga… e la serva non l’ho fatta mai!

Il marito la prende sotto braccio.
GUGLIELMO… - Andiamo Angelì, ‘o signore ha pigliato nu sbaglio… (poi a Libero) Buona permanenza (ed esce con la moglie).

Analogo è il comportamento di Benedetto, quel giorno in cui si celebra solennemente in casa Cigolella il battesimo del bambino – il figlio del capitano americano – messo al mondo da Olga. Fra Benedetto e Libero si svolge il seguente dialogo…

LIBERO… - Avete fatto bene a dare un marito alla cameriera di Grosseto ed a riunirvi con vostra moglie, riconoscendo il bambino.

BENEDETTO (come di fronte a una enormità) – Libero ma voi state scherzando?

LIBERO (eroico)… - No!

BENEDETTO (offensivo) – Allora siete impazzito. La cameriera di Grosseto, Angelina Trombetta, ha sposato il direttore di uno dei miei due cinema, Guglielmo Caputo.Hanno avuto un bambino, sono felici e mi fa tanto piacere per loro. In quanto al mio riavvicinamento con mia moglie, con il consequenziale riconoscimento del bambino, perché si fa tanta meraviglia? Non lo dovevo riconoscere? Libero, una creatura vostra, sangue del vostro sangue… sangue del mio sangue?…

LIBERO trarrà la morale che dà il titolo alla commedia… - Se vuoi trovarti, sai c’he a’ fa? Devi legare l’asino dove vuole il padrone. Il padrone sai chi è? E’ l’uomo vero. E il mammone, quello più forte di te, che ti può far paura se non leghi l’asino dove vuole lui. L’asino, invece è il tuo orgoglio, il tuo onore e quasi sempre il tuo diritto. Non dire mai una verità, lasciala in fondo al pozzo, e quando dici le bugie, le devi scegliere tra quelle che sono di gradimento del tuo padrone, perché se spiacciono a lui sa che fa? Me spezza ‘e gamme e dice ca so ‘ccorte e tu, con il tuo povero asino, corri sperduto e svergognato per il mondo. Se, al contrario, sono interessanti per lui, le aiuta, le fa correre e non le fa fermare più. Pensa che ce ne sono che camminano da quando è nato il mondo.

E a questo punto, Libero Incoronato, che è un ingenuo ma non è, certo, uno sciocco (un personaggio accorto, riflessivo, acuto, come Eduardo sa crearne per le sue parti), fa seguire l’epilogo di una vicenda personale. Graziella, una giovane donna, che gode di una discreta fortuna economica, per una vita liberamente vissuta e di cui è stanca (specie dopo la morte di un suo bambino) vuol bene a Libero e gli ha proposto più volte di sposarla. Ma egli ha sempre rifiutato, rinunciando, nel tempo stesso, a farla finita con la miseria, perché ha sempre temuto ciò che la gente avrebbe detto sul suo conto. Ora, ecco, ha cambiato improvvisamente opinione…

…Voglio darvi una notizia. Mi sposo! (meraviglia e approvazione dei presenti). La sposa è una giovane ereditiera di una grande famiglia aristocratica dell’Alta Italia. Rimasta orfana dei genitori, volle chiudersi nel suo dolore e visse parecchi anni in solitudine, nel suo castello, con poca servitù ed una governante che le era rimasta fedele. Avendo poi, io, durante gli anni di lavoro, accumulata una discreta fortuna, mi sono fatto animo ed ho chiesto la sua mano. L’accoglienza è stata favorevole e se permettete vi presento la mia fidanzata… (chiamando a sé Graziella) Grazia, vieni qua…

Un “lieto fine” – per la prima volta – amaro! Ed, in ciò, la novità defilippiana della commedia.





PERSONAGGI


Libero Incoronato, esperto in filatelia
Costanza, sua sorella

Carmela, portiera

Graziella

Roberto Perretti
Benedetto Cigolella, piccolo industriale
Olga, sua moglie
Cristina, madre di Olga
Guglielmo Caputo, maschera di cinema
Angelina Trombetta, sua moglie
La balia
La levatrice
Lo zio di Benedetto
Primo figlio
Secondo figlio

Il fratello Benedetto

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