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sabato 20 agosto 2011

LO STRANIERO (The Stranger) - Orson Welles

Edward G. Robinson e Philip Merivale








   
     
LO STRANIERO
Titolo originale - The Stranger
Regia - Orson Welles
Paese - Stati Uniti
Genere - Nero / thriller / drammatico
Soggetto - Victor Trivas
Sceneggiatura - Decla Dunning, Victor Trivas, Anthony Veiller
Produttore - Sam Spiegel per RKO
Fotografia - Russell Metty
Montaggio - Ernest J. Nims
Musiche - Bronislau Kaper
Anno 1946
Durata 95 min
Colore B/N
Audio - Sonoro

INTERPRETI E PERSONAGGI

Orson Welles: prof. Charles Rankin alias Franz Kindler
Loretta Young: Mary Longstreet, sposa di Rankin
Edward G. Robinson: Mr. Wilson
Richard Long: Noah Longstreet
Philip Merivale: giudice Adam Longstreet
Konstantin Shayne: Konrad Meinike


Lo straniero” è la storia del nazista Franz Kindler (Welles), rifugiatosi dopo la guerra, sotto il falso nome di Charles Rankin, nella cittadina di Harper, Connecticut, dove vive insegnando in una scuola.
Nel paese, proprio nel giorno del suo matrimonio con la figlia del giudice locale, Mary Longstreet (Loretta Young), arriva Meinike, un ex nazista volutamente rilasciato dalla Commissione Alleata per i Crimini di Guerra perché conduca fino a Kindler l'ispettore Wilson (Edward G. Robinson), che gli sta discretamente alle calcagna. Kindler porta Meinike in un bosco e lo uccide. Wilson - che ha "capito" - tenta di "incastrarlo". KindlerlRankin si "tradirà" diverse volte.
Dopo il ritrovamento del corpo di Meinike e dopo che Mary (la quale finora si è rifiutata di credere a quello che Wilson le rivela sul marito) assiste a un film sulle atrocità naziste, si accorge che il cerchio inesorabilmente gli si sta chiudendo intorno.
Progetta allora (un delitto tira l'altro, come è noto) di uccidere anche la moglie.
Come in tutti i film americani, Wilson interviene all'ultimo minuto: Kindler/Rankin è ucciso dall'orologio della chiesa del paese che lui stesso ha riparato.




Ieri sera, per passare un'oretta, ho scartabellato tra i dvd della mia cineteca e ho trovato questo film di Orson Welles: Lo straniero. 
E' una storia banale, ma banale è anche la regia. Salvo qualche "impennata", sepolta tra difetti e approssimazioni, non ha nulla di notevole.
Lo stesso Welles considera Lo straniero il peggior film tra quelli che ha diretto: «Non c'è niente di me in questo film - ha detto - l'ho fatto solo per dimostrare che anch'io potevo metter in piedi un film, come chiunque altro».
I difetti? Per esempio, la linearità scontata e banale dei dialoghi, gli squilibri di recitazione negli attori: Welles prevarica sugli altri, ma nello stesso tempo è troppo gigione (con quegli occhi sempre sbarrati, indizio espressionista di colpevolezza e di calvinistica predestînazione).
Edward G. Robinson è poco attendibile nel ruolo dell'investigatore sarebbe stato Welles, o forse, meglio come avrebbe voluto lui, - e Spiegel non l'ha concesso - Agnes Moorehead).
Lo straniero”, in realtà, è pieno di situazioni cinematografiche improbabili e ingenue: come il fatto che Kindler si tradisca a tavola affermando che “Marx non era tedesco, era ebreo” o che sua moglie - già presentata come una "povera scema" provinciale - si convinca finalmente dell'identità e della colpevolezza del marito solo assistendo al filmino sulle atrocità naziste.
Ma non mancano nemmeno i momenti assai belli, come la scena della collana.
Mary, avvisata da Wilson, ha già presente la possibilità reale che il marito sia il "mostro" che le è stato descritto e, al momento di togliersi la collana di perle, rifiuta bruscamente l'aiuto di Rankin, impaurita dalla possibilità che lui possa strangolarla, e la spezza. Vanno ricordati inoltre i gradevoli spaccati di vita quotidiana del paesino di Harper, con le partite a dama nello spaccio del Signor Potter, ecc.
Notevole - proprio perché "carico", troppo, e quindi ironico - è, invece, il finale, che ha "scandalizzato" molti cultori del realismo nudo e crudo.
Sarà un "divertissement" di Welles, ma quanto significativo. Dovendo rappresentare il suicidio di Kindler quando il codice di censura proibisce la rappresentazione del suicidio, ricorre allo stratagemma dell'angelo gotico dell'orologio del campanile che é un hobby del nazista (e anche questo lo ha tradito) - costui ha appena riparata per la gioia di questi troppo ottusi cittadini di Harper.
L'angelo con la sua spada lo trapasserà come un tordo un attimo prima che sull'abbrivo cada dal campanile tra la folla, che, impaurita e morbosa, si è radunata là sotto, come nell'incendio e nella morte del "mostro" in Frankenstein di James Whale.





2 commenti:

nino p. ha detto...

gran bella recensione

Laura ha detto...

Un finale inquietante... :D