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lunedì 8 agosto 2011

HOOK - Capitan Uncino - Steven Spielberg

      
Paura di volare


Peter Banning è un avvocato americano di mezza età, sposato e con due figli piccoli. E’ orfano e fu raccolto a suo tempo da Wendy Darling, nonna di sua moglie, che vive ormai vecchissima a Londra.
E proprio lì l’intera famiglia sta per recarsi dopo dieci anni.
Peter ha paura dell’aereo, non ha molto tempo per i figli ed è succube del suo lavoro, ma si mette in viaggio. Una volta a Londra, i suoi figli vengono rapiti durante la notte da Capitan Uncino, entrato dalla finestra, che gli lascia un minaccioso messaggio di sfida. La vecchia Wendy allora gli deve rivelare la verità… Banning è Peter Pan.
Stanco di rimanere solo mentre tutte le persone amate, a cominciare da Wendy, invecchiano, Peter un giorno decise di legarsi alla nipote di questa (la donna che oggi è sua moglie) e di rinunciare alla sua eterna fanciullezza.
L’avvocato non crede alle proprie orecchie, ma dal cielo arriva Campanellino, la celebre fatina sua amica, a convincerlo di seguirla in cielo, nell’isola-che-non-c’è…, i suoi figli sono là, prigionieri del perfido Uncino, il quale lo attende per la battaglia decisiva.
Giunto sull’isola, Peter affronta il pirata, ma, ben poco convinto di essere Peter Pan, viene liquidato come un impostore.
Lo salva Campanellino, che strappa ad Uncino tre giorni per riportare Peter alla forma di sempre.
Ma anche presso il gruppo dei Bambini Perduti le cose non vanno meglio…, Peter non assomiglia certo al Peter Pan che loro ricordano e soltanto dopo molte beffe e umiliazioni viene riconosciuto
Dopo una serie di esercizi per ritornare in forma, Peter comprende finalmente il segreto per poter volare ancora… avere un pensiero felice, e quel pensiero non possono essere altro che i suoi figli. Ma nel frattempo Uncino ha divisato con il nostromo Spugna un perfido piano… accaparrarsi l’affetto dei figli di Peter per umiliarlo in modo definitivo. La bambina capisce subito la trama e rifiuta, ma il piccolo Jack si lascia irretire dal pirata che gli dice quanto i figli siano in fondo un peso per i genitori, che non a caso spesso li trascurano.
Peter ha ormai imparato a usare la propria fantasia e con i Bambini Perduti va all’attacco di Capitan Uncino e della sua ciurma. La battaglia infuria sul ponte della nave e un fido aiutante di Peter morirà per mano del bucaniere. Peter allora, dopo aver messo in salvo i suoi figli, affronta in duello il pirata che, dopo una serie di colpi mancini, cadrà vittima dell’enorme coccodrillo che un tempo gli aveva mangiato la mano.
Peter e i ragazzi ritornano volando a casa, dove la moglie e la nonna aspettano.
  
Robin Williams
   
Hook fu un fiasco fiabesco al botteghino e per una volta non è molto difficile capirne le ragioni. Il film è un’accorata dichiarazione cinematografica sul dolore e la tristezza dell’invecchiare (di qui, fra l’altro, la confessata idiosincrasia per gli orologi). Non è tuttavia un’opera triste, ma molto pensosa e accorata nella quale il regista Spielberg riflette su come sia facile dimenticare tutta l’innocenza e lo stupore che ci appartenevano in anni migliori e spensierati, su come è inevitabile perdere il senso del magico che è prerogativa dei primi anni della nostra vita. E’ per questo che fintantoché Peter Banning non rientra nel personaggio di Peter Pan il film regge bene. Il passato vi affiora lentamente, come con microscopici dejà vu, suggestioni inafferrabili che premono alla porta di un’età del tutto dimentica e prosaica.
L’incanto, sia dolce che pauroso, del tempo dimenticato si sposa a quel penchant per la serialità che è una caratteristica di Spielberg.
Esclama nonna Wendy… “Uncino è tornato!”…, e si coglie in quelle parole il senso di un ciclo perpetuo, l’entrata in scena di una vecchia conoscenza, un passato che si ripropone e che, almeno implicitamente, minaccia di essere senza sosta, di incombere per sempre.
Quando l’avvocato su fa bambino, quando scherza scioccamente con Campanellino (che invece è molto preoccupata della situazione), quando volteggia e schizza di dolci variopinti i Bambini Perduti fingendo con loro che la tavola sia veramente imbandita, c’è un qualcosa che non quadra, ma la capacità attoriale del artista più folletto del cinema americano, Robin Williams, rendono la scena molto congegnale, ance se il mondo dell’infanzia sembra attrarre soltanto i bambini, e perché questo problema possa parlare anche agli adulti è necessario trovare l’opportuna traduzione di quello stato e e di quell’idea in termini che anche questi ultimi possano sentire e soffrire. Tutti soffriamo della nostra riduzione o mancanza di fantasia, ma nessuno di noi si sente in perdita (forse) se non ha voglia di imbrattare di gelato i propri amici.
Nel finale arriva un messaggio, quando in risposta alla quieta tristezza della nonna sulla fine delle sue avventure, Peter risponde… “Oh no, vivere può essere un’avventura straordinaria!”…, una chiarificazione per poter tornarcene contenti di fare gli adulti.
In realtà, per me, il vero bambino qui è l’eroe titolare, quel Capitan Uncino che, come gli ripete la figlia di Peter, sarà anche un poveraccio perché non ha la mamma, ma almeno ha la dignità di non fingere per purezza così scioccherella che di essa si potrebbe tranquillamente fare a meno. Lo dice qualcuno nel film stesso… “Che cosa sarebbe un mondo senza Uncino?”… Vero, e c’è anche da chiedersi che cosa sarebbe stato il film senza Hook.
Un sogno dell'eterna giovinezza, dell'adolescenza trattenuta e nutrita, della fantasia infantile che non rinuncia a se stessa e che non accetta alcun compromesso con l'età che incalza e con ciò che questa si porta dietro obbligandoci a diventare diversi da quelle che sappiamo essere le nostre origini, le nostre radici, la nostra vocazione di essere liberi, spensierati e felici...
    


    
HOOK (Hook - Capitan Uncino)

Regia - Steven Spielberg

Sceneggiatura - Jim V.Hart, Malia Scotch MarmoFotografia - Dean Cundey

Montaggio - Michael HannScenografia - Normann Garwood

Musica - John WilliamsCostumi - Anthony PowellCanzoni - John Williams, Leslie Bricusse

Interpreti - Dustin Hoffman (Capitan Uncino)…Robin Williams (Peter Banning/Pan)…Julia Roberts (Campanellino)…Bob Hoskins (Spugna)…Maggie Smith (nonna Wendy)…Caroline Goodall (Moira)…Charlie Korsmo (Jack)…Amber Scott (Maggie)…Dante Basco (Rufio)…Glenn Close, David Crosby (pirati)…Phil Collins (polizziotto)Produzione - Katleen Kennedy, Frank Marshall, Gerald R. Molen

Anno 1991 - Durata - 135 minuti

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1 commento:

nino p. ha detto...

bellissima recensione ;-)