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lunedì 12 settembre 2011

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE (Alice in Wonderland) - Walt Disney


ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Titolo originale - Alice in Wonderland

Regia - Clyde Geronimi, Wilfred Jackson, Hamilton Luske

Soggetto - Tratto dal libro "Alice nel paese delle meraviglie" di Lewis Carroll

Genere - Musicale, fantastico, commedia, animazione

Sceneggiatura - Winston Hibler, Ted Sears, Bill Peet, Erdman Penner, Joe Rinaldi, Milt Banta,
Bill Cottrell, Dick Kelsey, Joe Grant, Dick Huemer, Del Connell, Tom Oreb, John Walbridge

Produttore - Walt Disney

Produttore esecutivo - Ben Sharpsteen

Casa di produzione - Walt Disney Productions

Distribuzione (Italia) - RKO Radio Pictures

Animatori - Milt Kahl, Ward Kimball, Frank Thomas, Eric Larson, John Lounsbery, Ollie Johnston, Wolfgang Reitherman, Marc Davis, Les Clark, Norman Ferguson, Hal King, Don Lusk, Judge Whitaker, Cliff Nordberg, Hal Ambro, Harvey Toombs, Bill Justice, Fred Moore, Phil Duncan, Marin Woodward, Bob Carlson, Hugh Fraser, Charles Nichols, Josh Meador, George Rowley, Dan MacManus, Blaine Gibson

Montaggio - Lloyd L. Richardson

Effetti speciali - Ub Iwerks

Musiche - Oliver Wallace (autore partiture)
Mack David, Gene de Paul, Sammy Fain, Winston Hibler,
Bob Hilliard, Al Hoffman, Jerry Livingston, Don Raye (autori canzoni)

Paese Stati Uniti - Anno 1951 - Durata 72 minuti


PERSONAGGI
  
Alice
   
Bianconiglio
  
Capitan Libeccio
     
Regina di Cuori
   
Stregatto
  
Cappellaio Matto
     
Leprotto Bisestile
  
Brucaliffo
     
Re di Cuori
  
Oreste, il gatto di Alice
  
Pinco Panco e Panco Pinco 
   
Baron Tricheco e mastro Carpentiere
  
Ostrichette Curiose
     
Signora Serratura
   
Biagio
  
Gabbia di Uccelli

Toperchio
  
Mamma Uccello
  
Rosa Parlante
      
Carte pittrici
  
Altre Carte
     
I Fiori
   
Sorella di Alice
    
Trama - Alice è una bambina a cui piace divertirsi, ma quando la mamma le dice di studiare, lei si addormenta e sogna di trovarsi in un paese meraviglioso.
  
    
Alice nel paese delle meraviglie (1951) si fonda su un malinteso.
La favola di Carroll deve essere parsa a Walt Disney un soggetto ideale e invece è quanto di più distante dalla sua sensibilità.
Abbondano in Carroll gli antropomorfi bizzarri, che il regista di Clown of theJungle ha saputo rendere ancora più antropomorfi e ancora più bizzarri (il gatto dello Cheshire appare dipinto a striscie bicolori, come si addice al suo corpo snodabile e ipnotizzante, la follia del Mad Tea Party è aggravata dal fatto che vi si festeggia un non-compleanno, ecc.).
Ma un conto è mettere un animale stupefacente in un film di otto minuti, un conto metterne dieci in un film di un'ora e un quarto, e poi nella parte dell'umano stupefatto Paperino è incomparabilmente più simpatico di Alice.
Abbondano in Carroll le metamorfosi preoccupanti (Alice diventa spesso troppo grande o troppo piccola per l'ambiente in cui si trova) e Walt Disney già da molti anni si divertiva a gonfiare e a comprimere Donald Duck con le tecniche più efferate.
Ma in Carroll, dove dialoghi, monologhi e giochi di parole contano quanto le azioni, la perdita di identità corporea dell'eroina si accompagna alla perdita di identità psicologica (e alla perdita di senso dell'universo), mentre nel film, impostato come un incubo musicale, le trasformazioni a vista di Alice non riescono a incutere terrore (a esclusione dell'episodio finale, il processo alla corte della Regina di Cuori), perché manca un qualsiasi filo logico un minimo appiglio di credibilità.
Lacuna che evidentemente non ha disturbato gli studenti dei campus americani negli anni Sessanta (gli anni della drug culture) dove il film divenne un cult movie: (il viaggio di Alice faceva pensare a un trip) e la Disney lo ritirò dalla circolazione per timore di pubblicità negativa.
Comunque sia, è buono l'adattamento disneyano dei due celebri romanzi di Lewis Carroll ("Alice nel paese delle meraviglie" e "Attraverso lo specchio"), dove lo spirito dell'autore viene "stravolto" a dovere dagli animatori di casa Disney, che si divertono a descrivere li stralunato mondo di Alice in maniera anticonvenzionale, sfoderando personaggi e situazioni grottesche mai tentate in un film d'animazione(almeno per quell'epoca). Il risultato è di un surrealismo che lascia spiazzati e che diverte con una originalità di ritmo e di invenzioni mai leziose,ma inaspettatamente cattive, che porta lo spettatore a non provare simpatia per nessun personaggio (Alice compresa) e a farsi coinvolgere dal percorso di una ragazzina viziata e troppo curiosa, che nel suo lungo sogno impara a crescere e a capirsi, riuscendo a cavarsela da sola affrontando un mondo di pazzi buffoni che fingono di non ascoltarla per far sì che riesca a migliorarsi e ad inserirsi in un mondo che non è a sua disposizione, ma è tutto da guadagnare anche faticando, se necessario. Il Bianconiglio è una metafora del tempo che ci vuole per entrare in un percorso complicato, dove nessuno è disposto ad aiutarti nè a darti delle risposte chiare ma solo incertezze che aiutano a maturare e a capire ciò che dobbiamo affrontare per diventare coscenti. Mai film Disney è stato tanto psicologico ed educativo come questo.
Meglio la realtà o la fantasia? La fantasia può anche essere pericolosa, se non si ascoltano i consigli, ma non può essere soffocata dalla vita di tutti i giorni.


DISEGNI DA COLORARE DI
ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE















VEDI ANCHE . . .

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE - Lewis Carroll

1 commento:

Anonimo ha detto...

quanto mi piacerebbe essere Alice...
ciao, Marianna :-*