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giovedì 8 settembre 2011

CENERENTOLA (Cinderella) - Walt Disney


   
CENERENTOLA
Titolo originaleCinderella
Regia - Clyde Geronimi, Wilfred Jackson, Hamilton Luske
Soggetto - Bill Peet, Ted Sears, Homer Brightman, Ken Anderson, Erdman Penner,
Winston Hibler, Harry Reeves, Joe Rinaldi dalla favola di Charles Perrault
Sceneggiatura - Mac Stewart, Tom Codrick, Lance Nolley, Don Griffith,
Ken O'Connor, Hugh Hennesy, Charles Phillipi, Thor Putnam
Produttore - Walt Disney
Produttore esecutivo - Ben Sharpsteen
Casa di produzione - Walt Disney Productions
Distribuzione (Italia) - RKO Radio Pictures
Animatori - Eric Larson, Milt Kahl, Frank Thomas, John Lounsbery, Wolfgang Reitherman, Ward Kimball, Ollie Johnston, Marc Davis, Les Clark, Norman Ferguson, Don Lusk, Phil Duncan, Hugh Fraser, Hal King, Fred Moore, Judge Whitaker, Cliff Nordberg, Marvin Woodward, Hal Ambro, George Nicholas, Ken O'Brien, George Rowley, Joshua Meador, Jack Boyd
Montaggio - Donald Halliday
Musiche - Paul J. Smith e Oliver Wallace (colonna sonora), Mack David,
Jerry Livingston e Al Hoffman (canzoni)
Paese - Stati Uniti
Anno 1950
Durata 71 minuti
Genere - animazione, musicale



Personaggi principali

Cenerentola, la bella sguattera che non rinuncia a sognare
Lady Tremaine, la crudele e invidiosa matrigna di Cenerentola
Anastasia e Genoveffa, le sorellastre di Cenerentola, egoiste e vanitose
La Fata Smemorina, la madrina di Cenerentola, che veglia su di lei
Giac e GasGas, i topolini migliori amici di Cenerentola
Lucifero, il perfido gatto di Lady Tremaine


Personaggi secondari

Il Principe che si innamora, ricambiato, di Cenerentola
Il Re, bilioso monarca
Il Granduca Monocolao, ansioso e insicuro servitore del Re
Tobia, il fedele cane di Cenerentola
Ronzino, il cavallo di Cenerentola
Araldo, il personaggio del palazzo che porta la posta dell'invito al ballo
e che porta la scarpetta di cristallo nella prova


Trama in sintesi - Vessata dalla matrigna e dalle di lei figlie, la bella e sfortunata Cenerentola sogna di poter andare al ballo dove tutte le fanciulle in età da marito si recano con la speranza di conquistare il cuore del principe…
  

   

Cenerentola (1950) aggiorna al nuovo stile la formula di Biancaneve e i sette nani.
È una specie di remake e, come tutti i remake, molto istruttivo per capire la storia (di Hollywood), i suoi ricorsi, la sua inesauribile parodia di se stessa.
La vicenda è più o meno invariata: una ragazza, povera ma onesta, vessata da una o più donne malefiche, muove a compassione tutta una schiera di alleati benefici (animali, umani e sovrumani): col loro aiuto trionfa e sposa un principe.

Manca l'idea originale dei nani, ma la galleria dei caratteristi è più variopinta, più sapientemente dislocata nella vicenda.
Non agiscono in massa, come i sette nani, ma a piccoli gruppi.
Sono divisi in due schiere (buoni e cattivi) riprodotte specularmente nei tre strati del cast.
Fra gli animali, un alleato della matrigna (il gattone malvagio) e alcuni alleati di Cenerentola (due topini vestiti e parlanti, uno furbo e l'altro tonto, un cane, un cavallo e un piccolo stuolo di uccellini intelligenti ma non parlanti con status di quasi comparse).
Tra gli umani, semplificati con qualche tratto di magia o di caricatura, da un lato le due sorelle isteriche e bruttine, dall'altro una fata sempliciotta di mezza età, un re e un granduca acrobatici come marionette.
Invece Cenerentola e il principe tendono alla decalcomania, come già Biancaneve.
Ma l'incastro tra i vari piani del racconto è perfetto. Inoltre questa volta Disney non assume un'aria rapita di fronte al miracolo della natura antropomorfica: gli animali sono pochi e più simpatici che poetici.
L'ambientazione è trasferita dall'eterno mondo delle fiabe a una Mitteleuropa ottocentesca e Cenerentola non è una trepida adolescente come Biancaneve..., ma una ragazza quasi sexy (all'inizio la vediamo sotto la doccia)..., è evidente che l'hanno disegnata così per rendere la fiaba un po' meno infantile.
Anche se i valori apparentemente sono gli stessi dell'altro film, il tono è meno paludato, e l'azione comica e drammatica conta più della lezione morale.
La scrittura non presenta quei caratteri, ora piatti ora leziosi, dei film precedenti: il ballo di Cenerentola col principe, nei saloni di una reggia più fastosamente stuccata di quelle Metro Goldwin Mayer, risulterebbe cartolinesco se non venisse osservato attraverso il monocolo del granduca che spia non visto la coppia, mentre l'idillio tra Biancaneve e il principe, tra mandorli in fiore e colombe bianche in volo, era effettivamente oleografico.
Così lo stile modifica il senso.
Cenerentola inginocchiata che lava il pavimento ma senza squallore e cenere bensì con una fantasia di bolle di sapone che fanno eco alla sua voce e rispecchiano la sua immagine non è tanto la Virtù Perseguitata, quanto il Diritto al Desiderio (sta appunto cantando “I sogni son desideri”).


     DISEGNI DA COLORARE DI CENERENTOLA    



  
   
   
   
    
  
   
  
  
  
  
  
  


   
   
  
  
  
  
  
  
  










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2 commenti:

nino p. ha detto...

fiabesca :-)))))

ebribribri ha detto...

Ma vogliamo anche parlare della vendetta di Cenerentola ?
http://youtu.be/Jk9hrT5KAEQ