Produttore e Regia: Walt Disney
Casa di produzione: Walt Disney Productions
Supervisori alla Regia: Ben Sharpsteen, Norman Ferguson, Wilfred Jackson,
Bill Roberts, Jack Kinney, Samuel Armstrong
Soggetto: Otto Englander, Vernon Stallings
Sceneggiatura: Joe Grant, Dick Huemer, Otto Englander, Bill Peet,
Aurelius Battaglia, Joe Rinaldi, George Stallings, Webb Smith
Genere: Animazione, drammatico, musicale
Art director: Herman Ryman, Ken O'Conner, Terrell Stapp, Don Da Gradi,
Al Zinnen, Ernest Nordli, Dick Kelsey, Charles Payzant
Character design: John P. Miller, Martin Provenson, John Walbridge,
James Brodrero, Maurice Noble, Elmer Plummer
Animatori: Bill Tytla, Fred Moore, Ward Kimball, John Lounsbery, Art Babbitt, Wolfgang Reitherman, Hugh Fraser, Harvey Toombs, Milt Neil, Hicks Lokey, Howard Swift, Don Towsley, Les Clark, Claude Smith, Bernie Wolf, Jack Campbell, Walt Kelly, Don Patterson, Cy Young, Ray Patterson, Grant Simmons, Joshua Meador, Bill Shull, Art Palmer
Sfondi: Claude Coats, Al Dempster, John Hench, Gerald Nevius, Ray Lockrem, Joe Stahley
Musiche: Frank Churchill, Oliver Wallace
Distribuzione (Italia): RKO Radio Pictures
Nazionalità: USA 1941
Durata: h 1.04
Trama - Un cucciolo di elefante con delle enormi orecchie, viene messo dal padrone del circo a fare il clown. Dumbo é sconsolato, ma incontra il topo Timothy che gli insegna ad avere più fiducia in se stesso. Dumbo così imparerà a volare, diventanto l'attrazione del circo.
Realismo e stilizzazione, umorismo e melodramma sono fusi abbastanza bene.
Gli animali sono elefanti, elefanti da circo equestre, i cui sentimenti umani (evidenziati dal tocco sapiente del costumista: la papalina della puerpera, i cappelli piumati delle comari) contrastano con la massa ingombrante e animalesca del corpo in un modo che è ridicolo e insieme patetico.
I pochi personaggi collaterali invitano a non prendere le cose troppo su), serio (cicogne che consegnano bambini e cuccioli, un topino consigliere segreto in uniforme da domatore).
La trama sembra rifarsi lontanamente a “Il brutto anatroccolo”: un elefantino, deriso da tutti per le sue orecchie troppo grandi, viene declassato al rango di clown, ma un giorno scopre che quelle orecchie gli servono per volare, ritrova la fiducia in se stesso e si avvia a una trionfale carriera di star.
Ci sono le note comiche (il numero acrobatico della piramide di elefanti, rovinato dall'intervento di Dumbo che inciampa nelle orecchie), i contrappunti commoventi (la madre, imbizzarrita per le umiliazioni patite da Dumbo, viene rinchiusa in gabbia: ogni tanto lui va a trovarla e annodano affettuosamente le due proboscidi) e una parentesi onirica (Dumbo si ubriaca e sogna elefantini rosa che si moltiplicano uscendo uno dalla proboscide dell'altro).
Quel che manca è il respiro: niente pause, disgressioni, niente cattivi, ... quasi una Silly Symphony, ma ciò non gli ha impedito di diventare un piccolo film di culto, almeno per Steven Spielberg, il quale ha immaginato nel comicolossal 1941, che mentre i giapponesi attaccano Los Angeles, un generale americano trascuri i suoi doveri patriottici per andarsene al cinema a vedere Dumbo.
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DISEGNI DI DUMBO DA COLORARE
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troppo carino!!!!!!!!!!!!
un bacio....S.
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