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lunedì 5 settembre 2011

TIRO A SEGNO (The High Sign) - Buster Keaton

TIRO A SEGNO


Titolo Originale: THE HIGH SIGN


Regia: Edward F. Cline, Buster Keaton

Interpreti: Buster Keaton


Durata: h 0.21


Nazionalità:  USA 1921


Genere: commedia





 



PREMESSA


Per molti anni si è citato come primo cortometraggio di Keaton “One Week”, mentre in realtà si tratta di “The High Sign”..., l'equivoco nasce dal fatto che Keaton stesso, per nulla soddisfatto del film, ne ritarda l'uscita al 1921, quando un incidente sul set lo costringe all'immobilità e ha bisogno di qualcosa che gli permetta di rispettare le consegne.
Giudico eccessivo questo rigore autocritico: “The High Sign” non è uno dei suoi capolavori, ma nemmeno quell'esordio disastroso che Keaton immaginava.



TRAMA


Da un tram che passa cade inopinatamente Buster Keaton, un vagabondo alla ricerca di lavoro.
Approdato per caso a un tiro a segno, benché del tutto incapace di maneggiare qualsiasi arma, riesce grazie a un ingegnoso trucco, a farsi credere un grande tiratore e a farsi assumere come guardia del corpo di un miliardario.
Si innamora di sua figlia, ma una setta segreta, i Blinking Buzzards, lo incarica di uccidere il suo datore di lavoro.
La conclusione è travolgente: Buster Keaton dissemina (a casa del miliardario di strani marchingegni, porte nascoste, trabocchetti, ecc, grazie ai quali riesce a sgominare progressivamente tutti gli avversari.
Ovvio happy end con la ragazza.
   










COMMENTO

Anche se è diviso in due parti nettamente distinte (storia del vagabondo e storia della guardia del corpo) e risente in molti punti della gratuità ereditata dalla slapstick, il film contiene alcuni momenti che mettono già in scena il miglior Keaton, come la travolgente sequenza finale, tutta giocata sul crescendo frenetico di un inseguimento all'interno di una casa mostrata in spaccato..., il parossismo ritmico che la scandisce trasforma la casa in una specie di imbuto che risucchia i personaggi come in un vortice, piccoli ingranaggi di un meccanismo sezionato al microscopio.
Ancora più singolare forse è l'apertura del film: la caduta del protagonista dal tram mi pare del tutto immotivata, ma sta proprio qui, in quest'assenza di spiegazioni concrete, l'intuizione di una delle leggi fondamentali del comico, l'espulsione.
Essa definisce lo statuto del personaggio in rapporto a un mondo che lo rifiuta.
Di norma nella commedia a questo rifiuto segue l'integrazione dell'eroe da parte della società e l'happy end realizza l'accettazione di regole che l'eroe aveva infranto o rifiutato.

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