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mercoledì 14 settembre 2011

ONE WEEK (Una settimana) - Buster Keaton


   
UNA SETTIMANA

Titolo originale - One Week
Regia - Buster Keaton
Paese USA
Anno 1920
Durata 19 minuti
Genere - Commedia

Interpreti e personaggi

Buster Keaton
Sybil Seely
Joe Roberts
V. Fox
Eddie Cline
   



L'evoluzione verso strutture comico-narrative più complesse, meno legate all'istantaneità improvvisata della slapstick, trova conferma in One Week, primo dei cortometraggi grazie al quale il pubblico fa la conoscenza di Keaton autore.
  


  

In occasione del suo matrimonio Buster Keaton riceve in dono una casa prefabbricata.
Un rivale geloso scambia i numeri sulle casse cosicché il risultato è disastroso: muri sbilenchi, l'ingresso al primo piano, il tetto che copre la costruzione solo in parte e via dicendo.
Non basta: il giorno della sua inaugurazione un tornado travolge la casa facendola girare vorticosamente su se stessa..., poi uno scambio di numeri sul terreno impone ai due giovani di spostarsi, portandosi dietro la casa o quel che ne resta..., Buster Keaton la aggancia alla sua Ford T con una corda, ma questa si rompe proprio quando si trova su una rotaia.
Arriva un treno.
I due giovani sposi si coprono il volto terrorizzati.
Niente paura: il treno si limita a passare loro accanto, su una rotaia parallela.
Sospiro di sollievo.
E in quel momento arriva l'altro treno e sfascia definitivamente la costruzione.
   

   
Questo non è un happy end, ma potrebbe esserlo.
Certo, i due protagonisti sopravvivono e si abbracciano felici per lo scampato pericolo (diamine, è sempre un film comico), ma la risoluzione del progetto narrativo che compone il film non potrebbe essere più catastrofica e unhappy.
E non solo per un intervento del caso, ma perché l'intero progetto è votato alla catastrofe, si potrebbe dire dalle fondamenta.
Allo scambio iniziale dei numeri sulle casse risponde lo scambio dei numeri sul terreno: la ripetizione certifica l'ineluttabilità di avvenimenti che hanno tutta la normalità cronologica dei giorni della settimana su cui sono scanditi.
È già ampiamente riconoscibile quella “tensione all'apocalisse” ed è paradossalmente il risultato di un'accettazione delle regole: i due protagonisti non commettono errori nella costruzione della casa, rispettano fedelmente tutte le istruzioni.
Sono queste ad essere sbagliate da prima, anzi da sempre, come per l'espulsione iniziale di High Sign.
Anche se è ispirato a un cortometraggio pubblicitario, quello che ne esce è, a suo modo, un film terribile, la variazione sistematica, compatta e coerente, di un incubo.

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