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martedì 27 settembre 2011

TEATRO DELL'OPERA DI PECHINO (Beijing Opera) - Teatro classico cinese


    
Meraviglia di colori e di movenze nel teatro classico dell'Opera di Pechino


Enorme interesse ha suscitato in me la lunga tournée europea che ha compiuto, qualche anno fa, il complesso di attori del Teatro classico dell'Opera di Pechino.
E' stata, per me e per coloro che hanno potuto assistere al loro spettacoli, una emozione nuova e profonda..., è stata una conoscenza importante.
Da essa ci si è potuti fare un'idea sia dell'altissimo livello artistico del teatro cinese, sia della sua più che evidente appartenenza ad una nobilissima ed eccezionale tradizione.

Ciò che avviene sul palcoscenico durante la rappresentazione degli artisti cinesi ha proprie, peculiari caratteristiche, lontanissime da tutto ciò cui siamo abituati noi, spettatori del teatro occidentale, sia esso di prosa, lirico, o di balletto.
Nel teatro cinese si ha una intima e squisita sintesi di tutte le attitudini dell'uomo che si esprime recitando, rappresentando qualche cosa, vogliamo dire, una perfetta sintesi dell'arte del canto, della danza e della Prosa.
L'attore è al tempo stesso danzatore, mimo, cantante: ed esso narra con tutto se stesso una vicenda, una fiaba oppure un soggetto tratto dalla stessa storia contemporanea, con gesti estremamente stilizzati.
Una tecnica secolare, che si tramanda di generazione in generazione, controlla il movimento nei più minuti particolari, così come controlla le modulazioni della voce, che si spiega e si accompagna sul suono di strumenti a percussione, battuti secondo ritmi particolari, ciascuno dotato di un suo significato.

I temi, i soggetti di queste rappresentazioni sono tratti generalmente da antiche leggende.
Dal romanzo popolare "I paladini degli Yangs" è tratta, per esempio, la storia di "Tre incontri".

Tsiao Tsan, guerriero famoso, viene cacciato in esilio perché caduto in disgrazia presso l'imperatore in seguita a calunnie.
Lo accompagnano alcuni guardiani, che meditano dì ucciderlo.
Giunta la comitiva in una locanda, l'albergatore e la moglie si avvedono dei propositi dei guardiani, e si insospettiscono anche di un altro guerriero giunto presso di loro, e che in realtà sorveglia l'esiliato e vigila su di lui per impedire che gli accada il peggio.
Durante la notte, l'albergatore s'introduce nella camera del guerriero, sopraggiunto, e tra i due al buio si svolge un selvaggio corpo a corpo.
Intanto la moglie del locandiere libera Tsiao Tsan e con lui si precipita nella stanza dove ha luogo la lotta tra i due.
Alla fine viene accesa una candela, e si scopre l'equivoco.


Ebbene: questa breve vicenda dà modo agli attori cinesi di dimostrare tutta la loro bravura..., straordinaria è la scena del duello, che benché si svolga in piena luce, è citata con tanta potenza mimica da dar l'idea del buio più assoluto, da suscitare terrore nello spettatore.
  


    
Nello "Addio della favorita" c'é un mirabile esempio di danza classica cinese.

Yuki, la favorita del principe Ciu, mentre con lui si trova nella sua tenda, circondata dai nemici, dinanzi all'amato si uccide con due spade, che le servono per l'ultima danza.


Nel giro di una danza, di una composizione coreografica, di una pantomina, è compresa spesso una intensa comicità: come nel "Fiume d'Autunno", dove si narra di una fanciulla, Ceng Miao Ciang, che insegue un giovane di cui si è innamorata.
Giunta ad un fiume che le impedisce di procedere, chiede aiuto ad un barcaiolo, il quale si diverte a stuzzicarla con dinieghi, domande, allusioni, sottintesi.
Alla fine, il barcaiolo traghetta la fanciulla, rendendola felice.
Tali sono le movenze degli attori, tale il loro potere evocativo, che pur avendo dinanzi il palcoscenico spoglio, io spettatore vedevo il fiume, e la barca che lo attraversava fendendo a fatica le onde.


Passioni di oggi ispirano invece "La fortezza di Yentanchan", in cui vediamo i cittadini insorgere contro un generale feudale.
  


    
Famosissimo pezzo del teatro cinese è infine "La caccia alla tigre".

Due cacciatori hanno ferito a morte una tigre, e l'inseguono.
Ma la belva si rifugia nella proprietà di un cattivo signorotto di provincia.
Occorre combattere anche contro di lui, per poi catturare la tigre, e ottenere la ricompensa stabilita per chi uccideva quei felini, vere piaghe della campagna cinese.


La meravigliosa bellezza dei costumi contribuisce in modo assai rilevante a fare di questi spettacoli un complesso e raffinatissimo fatto d'arte, in cui si quintessenzia una civiltà millenaria: tanto lontana dalla nostra, e così diversa.
E tuttavia, parlando essa attraverso questo teatro con l'universale linguaggio dell'arte, noi ben possiamo sentirne la grande umanità.
   


   
Alcuni titoli delle scene


IL FIUME D'AUTUNNO

LA FORTEZZA DI YENTANCHAN

LA CACCIA ALLA TIGRE

IL SERPENTE BIANCO

TRE INCONTRI

SCOMPIGLIO NEL REGNO DEL CIELO

LA FORTEZZA DI MOKO

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