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domenica 30 ottobre 2011

C A N D I D A - George Bernard Shaw





    
CANDIDA
Dramma in prosa in tre atti di G.B. Shaw.
Rappresentato nel 1894, venne pubblicato a Londra nel 1898

  
ATTO I

East End londinese, studio del reverendo James Morell: predicatore liberale, moderno, intelligente, di inclinazioni socialiste, è sposato con Candida, donna giovane, bella e brillante. Candida è in vacanza con i bambini; Morell avrebbe dovuto incontrarla alla stazione, ma se ne è dimenticato, distratto dalla visita del gretto padre di lei. Candida giunge finalmente a casa, accompagnata dal giovane Eugene Marchbanks: timido, irresoluto, con un temperamento poetico, che i Morell (in particolar modo Candida) hanno accolto sotto la loro ala protettrice. Il tranquillo menage familiare di Morell è però destinato a incrinarsi: approfittando dell'assenza di Candida, Marchbanks gli rivela di essere innamorato di sua moglie e lo accusa di averla nutrita soltanto di tetri discorsi e di vuota retorica, senza passione. I due discutono vivacemente e Morell è roso dal dubbio.


ATTO II

Morell vede ora Candida con occhi nuovi: parlano della sua missione, dei suoi interessi socialisti, dello stesso Eugene, che secondo Candida soffre perché troppo poco amato. Morell conosce però la natura dell'interesse di Marchbanks per lei e si tormenta nel vedere la moglie così commossa dalla situazione di quel giovane timido e inconcludente. In poche ore, la tranquilla esistenza di Morell è stata scossa sino alle fondamenta.


ATTO III

Morell decide di risolvere drasticamente la situazione: lascerà Candida e Marchbanks soli per un'intera serata, in casa sua: se deve accadere qualcosa tra loro, che accada. Al suo ritorno, però, tutto è rimasto come prima e si giunge a un confronto a tre. I due uomini dichiarano, a turno, il proprio amore per Candida e il motivo per cui ella dovrebbe decidersi a favore dell'uno o dell'altro. Morell sottolinea la sua rettitudine e la sua solida posizione; Marchbanks oppone, al contrario, fragilità e bisogno d'affetto. Candida riflette per un momento e poi decide senza esitare: sceglierà il più debole dei due, Morell. Se lei lo lasciasse, infatti, per il reverendo sarebbe la fine, travolto dalla sua stessa vita e dal peso della sua missione..., Marchbanks, invece, “ha imparato a vivere senza felicità”, come dice Candida, ed è quindi, paradossalmente, uomo di più grandi risorse.


RIASSUNTO

Candida è la moglie del pastore anglicano James Morell, un uomo mediocre e convenzionale che predica continuamente i meriti dell'onore e della virtù.
Un giorno viene a visitare i Morell un giovane poeta, Eugene Marchbanks, che s'innamora subito di Candida. Il suo è l'amore classico dei diciotto anni: impetuoso, ardente, appassionato, eccessivo.
Eugene rivela alla donna il suo sentimento, ma Candida è una donna forte, equilibrata, quasi materna e non dà molta importanza alla passione del giovane.
Marchbanks è disperato: convinto che Morell non sia degno di Candida, vuole strappargliela a tutti i costi.
In uno scontro col pastore gli confessa i suoi sentimenti per Candida e gli lascia intendere che anch' essa non è rimasta indifferente alla dichiarazione del suo amore.
Morell, sempre con quella sua aria professorale da predicatore, cerca di rimediare a tutto con le parole, si mostra sdegnato e sicuro della sua posizione di marito. Ma dentro di sé trema; egli è veramente innamorato della moglie e intuisce che Marchbanks è molto forte: se Candida cedesse allo slancio appassionato del giovane poeta? Egli sa che nessuno ha mai rivolto a Candida parole d'amore così ardenti….
I due uomini ora sono di fronte, ciascuno con la sua arma: Morell ha l'autorità maritale, la forza della consuetudine coniugale, Marchbanks ha lo slancio ardente dei suoi giovani anni.Sono decisi a battersi fino in fondo, ma sono inglesi e sono gentiluomini e quindi vogliono giocare lealmente. Perciò giungono ad un accordo: chiederanno a Candida di scegliere l'uomo a cui dovrà appartenere.
Candida, che certamente è la più forte dei tre, accondiscende alla richiesta e chiede loro che cosa abbiano da offrirle. Morell le offre protezione, onestà di propositi, posizione sociale; l'offerta di Marchbanks è sogni, giovinezza, amore appassionato.
Candida riflette. E' un momento drammatico, colmo di tensione. I due uomini la guardano con ansia. Infine la donna decide: "Verrò con il più debole di voi due".
Morell china il capo, angosciato: egli non è il più debole, perciò è lo sconfitto.
Ma Candida ha scelto lui, ha scelto il marito, che sotto un'apparenza di forza e di sicurezza, è il più debole. Ella, che lo conosce a fondo, sa che non avrebbe la forza di sopportare il peso dell'abbandono e della solitudine. Senza di lei sarebbe un uomo finito.
Marchbanks è giovane, ha tutta la vita davanti a se, potrà dimenticare e innamorarsi di nuovo….
Il giovane poeta riconosce che Candida ha ragione. E se ne va per sempre.
  
   
UNA SCENA -  Atto III 

CANDIDA - Ah! Debbo scegliere, eh? Immagino sia ben deciso ch'io debba appartenere all'uno o all'altro?

MORELL (fermamente) - Decisissimo. Devi fare una scelta definitiva.

MARCHBANKS (ansioso) - Morell, tu non capisci. Intende dire che appartiene a se stessa.

CANDIDA (volgendosi verso di lui) - Intendo questo e molte altre cose, Eugenio, come vedrà tra poco. E ora vi prego, miei signori e padroni, che cosa avete da offrire per la mia scelta? Sono messa all'asta, a quanto pare. Che offerta fai tu, Giacomo?

MORELL (in tono di rimprovero) - Candy…. (non regge più: gli occhi e la gola gli si empiono di lacrime, l'oratore diventa una bestia ferita). Non riesce a parlare….

MARCHBANKS (in preda ad un folle allarme) - Ferma, non vale. Non devi mostrare che soffri, Morell. Anch'io sono alla tortura, ma non piango.

MORELL (chiamando a raccolta tutte le proprie forze) - Sì…hai ragione. Non è la compassione che sto chiedendo. (Allontana da sé Candida).

CANDIDA (ritraendosi gelidamente) - Ti chiedo scusa, Giacomo, non intendevo toccarti. Aspetto la tua offerta.

MORELL (con orgogliosa umiltà) - Non ho altro da offrirti che la mia forza per la tua difesa, la mia onestà per la tua sicurezza, la mia capacità per il tuo mantenimento, la mia autorità e la mia posizione per la tua dignità. Ecco tutto quello che un uomo può decorosamente offrire a una donna.

CANDIDA (calma) - E lei, Eugenio? Che cosa mi offre?

MARCHBANKS - La mia debolezza. La mia desolazione. La fame del mio cuore.

CANDIDA (impressionata) - E' una bella offerta, Eugenio. Ora so come fare la mia scelta. ( S' interrompe e volge con curiosità gli occhi dall'uno all'altro come soppesandoli. Morell, la cui piena fiducia in se stesso si è trasformata in una paura che gli spezza il cuore, mentre ascolta l'offerta di Eugenio, non sa più nascondere la propria ansia. Eugenio, con nervi spasmodicamente tesi, non muove un muscolo.)

MORELL (con voce soffocata….il richiamo scoppia dalle profondità della sua angoscia) - Candida!…..

MARCHBANKS (a parte, in un baleno di disprezzo) - Vigliacco!

CANDIDA (in tono pieno di significato) - Mi dò al più debole. (Eugenio indovina subito ciò che essa intende, il viso gli si fa bianco come l'acciaio nella fornace).

MORELL (curvando il capo con la calma del collasso) - Accetto la tua sentenza, Candida.

CANDIDA - Lei ha capito, Eugenio?

MARCHBANKS - Sento che sono perduto. Lui non avrebbe la forza di sostenere questo fardello.

MORELL (incredulo, alza il capo e la voce con comica rapidità) - Vuoi dire che scegli me, Candida?
  
  
L'ALTRA FACCIA DI SHAW

Questa è una scena splendida per me, una delle più belle scene del teatro di Shaw. Come vediamo, è scritta con il suo solito stile brillante, vivido, ironico (quel marito che non capisce nulla, dal principio alla fine), ma nello stesso tempo è una pagina piena di poesia, di sofferenza, di profonda umanità. Osserviamo come lo scrittore rende perfettamente e con pochissime parole ( mentre Candida fa la sua scelta) il dramma dei due uomini, entrambi torturati dall'amore e dal timore, eppure desiderosi di "stare al gioco" … (- Non devi mostrare che soffri, Morell. Anch'io sono alla tortura, ma non piango), e osserviamo la stupenda umanità di Candida, che in tutta semplicità, serenamente, senza esitazioni, compie la scelta giusta. In "Candida" scopriamo l'altra faccia di Shaw, cioè quella meno conosciuta, egli non è solo uno scrittore crudele, amaro e sarcastico…, con le parole che fa dire a Candida, a Morell, a Marchbanks mostra tutta la sua comprensione, la sua pietà per l'uomo che ama, che lotta, che soffre.
  
  
LA LUNGA VITA DI UN LOTTATORE
  
Nel 1876 giunse a Londra, nella tranquilla Londra della regina Vittoria, un giovane irlandese magro, dal viso allungato e dallo sguardo acuto; non aveva un soldo in tasca, ma idee da vendere. Un poco confuse, forse. Le aveva raccattate e coltivate nella povera casa di Dublino, dov'era nato il 26 luglio 1856.
George Bernard Shaw era figlio di piccoli commercianti ridotti quasi in rovina, … aveva trascorso l'infanzia e la prima giovinezza quasi abbandonato a se stesso, fantasticando, leggendo, sognando. Finché a vent'anni, come tanti altri giovani irlandesi, aveva lasciato la sua terra per trasferirsi nella grande Londra, e cercare la sua strada. A Londra il giovane Shaw visse in grande povertà, scrivendo romanzi che nessuno comperava, tenendo comizi politici che nessuno ascoltava, esercitando per vivere i più strampalati mestieri. Furono anni duri, ma finalmente il giovane riuscì a farsi assumere, prima come critico letterario, poi come critico musicale, in un giornale. E fu qui che cominciarono ad apparire le sue iniziali, - G.B.S. -, una sigla che a poco a poco fu conosciuta in tutto il paese.
Shaw intanto aveva iniziato a scrivere anche per il teatro; la sua prima opera fu - Le case dei vedovi -, che si rappresentò con scarso successo, nel 1885. Ma ormai Shaw era maturo per la conquista del successo, e lo raggiunse nel 1894 con una commedia - La professione della Signora Warren- che scandalizzò mezza Inghilterra ( è facile intuire quale fosse la "professione" della signora, e allora non si usava parlarne in pubblico. Comunque c'era stoffa del vero scrittore e anche i critici dell'Inghilterra vittoriana dovettero riconoscerlo.
Da allora le sue opere teatrali sempre più ingegnose, polemiche, moderne, lo fecero riconoscere come il maggior commediografo inglese dei nostri tempi.
La sua affermazione, o meglio l'affermazione delle sue idee, non fu facile. Shaw, non era uomo da lasciare indifferenti. Era amato e odiato con pari impegno anche se faceva di tutto per farsi solamente odiare. La sua opera era una continua satira della società inglese e dell'uomo inglese, ignaro dei propri pregiudizi e dei propri limiti. Per questo motivo l'odio dei suoi numerosi nemici, il conformismo e la superficialità di gran parete del pubblico, a volte la stessa censura per la scabrosità dei suoi argomenti, lo ostacolarono molto.
Ma egli ricambiò tutti con eguale moneta, polemizzando violentemente con le idee comuni, ridicolizzando i suoi simili nei loro pregiudizi.
A quarantadue anni, si ammalò gravemente e dovette rimanere a letto per parecchio tempo; in questa occasione fu amorevolmente assistito da una sua ricca ammiratrice, che sposò non appena guarito.
Nel 1925 gli venne assegnato il Premio Nobel, ma non per questo il terribile vecchio divenne più mansueto; egli stesso si era autodefinito in un suo lavoro - un mulinello dell'intelligenza pura -. E continuò la sua battaglia contro il mondo.
Nel 1943 gli morì la moglie e rimase solo, poiché non aveva figli. Invecchiò, ma fino all'ultimo rimase battagliero e ostinato, continuò a scrivere fino a un giorno di novembre del 1950, in cui chiuse la sua lunghissima, straordinaria vita.
  

UNO SCRITTORE CRUDELE E UMANO
  
E' difficile parlare spassionatamente di George Bernard Shaw, si è subito tentati di parteggiare per le sue idee o di polemizzare con lui. Questo succede perché Shaw è soprattutto uno scrittore di idee, cioè più che creare personaggi e fatti drammatici per fare del teatro, ha creato personaggi e fatti che servissero a diffondere le proprie idee. Egli insomma "prende posizione", si impegna sempre nella critica dell'uomo. Per questo ha adottato un linguaggio caustico, spiritoso e paradossale, eccedendo talvolta nel senso opposto. Il suo intervento nella vita dei contemporanei è stato irruente come una valanga. Nella sua opera non vi sono personaggi che rappresentano il torto e altri che rappresentano la ragione … - torto o ragione sono più o meno in tutti, perché Shaw non critica alcuni tipi, ma considera l'uomo in generale.
Egli probabilmente non è un grande scrittore, ma è uno scrittore unico, originalissimo, crudele e umano nello stesso tempo.
"Sono un saltimbanco" … diceva di se, e in un certo senso è vero, con lui si passa da una situazione all'altra con il fiato sospeso, pare sempre di cadere e sempre ci si ritrova con i piedi ben piantati per terra. Ma sotto i paradossi, sotto i trabocchetti tesi al buon senso del lettore, Shaw nasconde il suo senso del dramma umano, la sua pietà per le creature umane con i loro difetti e con le loro miserie.
Per questo, Candida è per me la più riuscita delle sue figure femminili: affettuosa e sicura di sé, forte e dolce, Candida è la creatura che sa capire, sa essere forte per chi è debole, … in una parola…sa amare.
   
  
ALTRE OPERE DI SHAW
  
LA PROFESSIONE DELLA SIGNORA WARREN - Opera scritta nel 1894, dove Shaw affronta con sarcasmo il problema della prostituzione. E' una commedia in cui si racconta la storia di una ragazza, adorata dalla madre che la fa vivere negli agi e nel lusso. Ma un giorno la fanciulla viene improvvisamente a conoscere la provenienza del denaro che le assicurava una vita facile e spensierata: sua madre, la signora Warren, è proprietaria di case di piacere. Il colpo è terribile per la giovane, ma essa reagisce con la stessa energia con la quale, a suo tempo, era riuscita a uscire dalla miseria. Non rinnegherà la madre, ma comincerà a vivere da sola e a lavorare per mantenersi.
  
CESARE E CLEOPATRA - Opera scritta nel 1898. In questa divertentissima commedia l'autore ci mostra Cesare e Cleopatra come personaggi moderni. Disinvolti e chiacchieroni, i due si buttano nelle braccia dell'altro, ma il loro flirt è turbato dalla guerra tra Roma e l'Egitto …seccante contrattempo… e da vari omicidi. Con un fuoco di fila di battute corrosive, Shaw demolisce la pretesa grandezza degli eroi e ce li fa vedere come comuni mortali nelle piccole vicende della vita quotidiana.
  
SANTA GIOVANNA - In questo dramma storico si rappresenta la famosa storia di Giovanna d'Arco, l'eroica fanciulla che guidò i Francesi contro gli Inglesi per liberare la Francia dalla dominazione straniera. Giovanna riesce a riconquistare Orléans, ma viene catturata dai suoi nemici e processata. La povera ragazza respinge i tranelli dei suoi accusatori ma paga con la vita, sul rogo, il suo coraggio.Shaw a questa vicenda aggiunge un fantastico epilogo, nel quale, venticinque anni dopo, si vede l'ombra di Giovanna che appare in sogno al re di Francia, chiedendo se debba ritornare sulla terra. Il re, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, rimase incerto…. Shaw, con questa sua opera ha voluto dire che spesso i santi sono "scomodi" e che questa Terra non è il luogo più adatto per accoglierli degnamente……
  
PIGMALIONE - Opera scritta nel 1912. E' la moderna visione di un'antica, famosa leggenda: un raffinato e coltissimo professore vuole trasformare una giovane fioraia, povera e volgare, in una gran signora. La ragazza apprende tutte le buone maniere, ma quando l'arido professore si degna di chiedere in sposa la sua "creatura", ella rivela la sua onestà e la sua schiettezza popolaresca… ha capito che il professore non l'ama, ma vuole una donna da dominare, un'eterna scolara, e quindi gli dice di no.
  

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