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domenica 16 ottobre 2011

DON GIOVANNI - Molière (Trama e video con Giorgio Albertazzi)

    
DON GIOVANNI
  
La leggenda di Don Giovanni Tenorio nasce in Spagna intorno al XVI secolo e viene fissata nel 1630 da Tirso de Molina, frate madrileno, nella commedia IL BURLADOR DE SEVILLA. La trama della vicenda viene poi ripresa in numerosi canovacci della Commedia Dell’Arte italiana, da autori francesi quali Dorimond e Villiers, poi essere raccolta da Molière, che nel 1665 scrisse DON GIOVANNI, e da molti altri, tra cui ricordiamo Mozart, con il suo DON GIOVANNI del 1787 su libretto di Lorenzo da Ponte, G. Angiolini, con il suo balletto su musiche di Gluck (1761) e, infine, Hohhmann e Byron in piena età romantica.

Don Giovanni, aristocratico, giovane, bello, sensuale, ma anche bugiardo, arrogante ed inguaribile seduttore, è uno dei più inquietanti personaggi della letteratura di ogni tempo. La sua storia è quella di un uomo che sfida Dio trasgredendone le leggi. Egli gode nel travestirsi, nel sostituirsi ad un altro per riuscire, con l’inganno, a godere di donne che abbandonerà poco dopo aver con esse consumato un giocoso rito d’amore. La trama dell’opera è proprio data dal susseguirsi di queste seduzioni e dalle inevitabili successive fughe fino al momento in cui, durante un’incursione notturna Don Giovanni uccide il padre di Donna Anna, una delle sue vittime.
Da questo momento in poi è il rapporto tra il protagonista e la statua parlante del morto ad animare la scena. Infatti la statua, sfidata da Don Giovanni che non ha paura della morte, lo invita a cena e questi, coraggiosamente, accetta.
La sera della cena, la statua, nel salutare Don Giovanni, gli porge la mano trascinandolo così con sé all’inferno.
In realtà, il tema centrale intorno a cui ruota la vicenda è il rapporto tra il protagonista e Dio. Nel ‘600, con Tirso de Molina, Don Giovanni deve fare i conti con la morale cattolica imperante; infatti ha il senso dell’onore e crede in Dio pur se, consapevolmente, ne viola le leggi in nome del suo piacere personale. Solo con Molière l’azione di Don Giovanni si sposa ad un razionalismo molto vicino all’ateismo.
Quando Molière portò alla ribalta il personaggio più popolare del teatro europeo, questo fu, per la prima volta accolto, se non dalla guerra aperta, dichiarata un anno prima contro il TARTUFO, da ostile freddezza, che durò nel secolo successivo, per tutto il ‘700, cioè, e più oltre. Causa della poca fortuna? La sconcertante modernità dell’opera che precorreva le posizioni più avanzate dell’illuminismo, costituendo una potente opera polemica di cui, forse, nemmeno l’autore stesso poteva valutare la precoce e grande importanza.



DON GIOVANNI o Il convitato di pietra
Autore - Molière
Titolo originale - Dom Juan ou le festin de pierre
Lingua originale - Francese
Genere - Tragicommedia
Ambientazione - Ambientata in Sicilia nell'arco di 2 giorni
Prima assoluta - 15 febbraio 1665 - Palais-Royal

Personaggi

Sganarello; servo di Don Giovanni, interpretato da Molière
Gusmano; scudiero di Elvira
Don Giovanni; ricco libertino
Elvira; sposa di Don Giovanni
Carlotta; contadina
Pierrot; contadino ed amante di Carlostta
Maturina; contadina
Ramaccio; spadaccino di Don Giovanni
Francesco; un Povero
Don Carlos; fratello di Elvira
Don Alonso; fratello di Elvira
Signor Domenica; mercante
Violetta; serva di Don Giovanni
Don Luigi; padre di Don Giovanni
Ragotino; servo di Don Giovanni
Statua del Commendatore

Uno Spettro
           

   
LA TRAMA DEL "DON GIOVANNI" DI MOLIERE


ATTO I

Don Giovanni, seduttore incallito, ha costretto Donna Elvira a fuggire dal convento, in cui si trovava, ma solo per sedurla e abbandonarla. Donna Elvira, decisa a tornare in clausura per il resto della sua vita, preannuncia a Don Giovanni la maledizione del Cielo.


ATTO II

Don Giovanni e il servitore Sganarello scampano a una tempesta marina grazie alla prontezza della contadina Carlotta, che, pur essendo promessa a Pierrot, cede alle lusinghe di Don Giovanni, come anche Mathurine. Quando le due giovani si contendono le attenzioni di Don Giovanni, lo spadaccino La Ramée gli annuncia che è ricercato da uomini in armi.


ATTO III

In una foresta Don Giovanni soccorre un gentiluomo assalito da tre banditi e scopre che si tratta di Don Carlos, uno dei fratelli di Donna Elvira che cerca Don Giovanni per vendicare l'onore della sorella. Riconosciuto, Don Giovanni viene lasciato libero per l'azione generosa appena compiuta. Inoltrandosi nella foresta, si trova davanti a1 monumento funebre del Commendatore, da lui assassinato, che accetta l'invito a cena fattogli per bravata da Don Giovanni.


ATTO IV

A casa di Don Giovanni, mentre viene allestito il banchetto serale e si attende l'arrivo della Statua del Commendatore, Don Giovanni riceve le visite del padre Don Luigi, che lo invita a ravvedersi, e di Donna Elvira, che gli chiede inutilmente, prima di ritirarsi definitivamente in convento, un atto di contrizione. Durante il banchetto la Statua del Commendatore invita Don Giovanni a cena per la sera successiva a casa sua.


ATTO V

Don Giovanni, per allontanare le insistenti richieste di ravvedimento del padre e di soddisfazione di Don Carlos, afferma ipocritamente d'essersi convertito. Questo è l'ultimo dei suoi crimini: dopo la comparsa di un fantasma femminile velato con le sembianze del Tempo, Don Giovanni accetta l'invito della Statua del Commendatore, che, afferratolo per la mano, lo inabissa in uno sfolgorio di lampi e fiamme.



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