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mercoledì 26 ottobre 2011

IL MALATO IMMAGINARIO (The Imaginary Invalid) - Molière


    
IL MALATO IMMAGINARIO - Molière

Titolo originale - Le Malade imaginaire
Lingua originale - Francese
Genere - Comédia-balletto
Ambientazione - Si svolge a Parigi
Composto nel 1673
Prima assoluta - 10 febbraio 1673
Théâtre de la Salle du Palais -Royal di Parigi


PERSONAGGI

Personaggi dei prologhi

Primo prologo

Flora
Pan
Climene
Dafne
Tirsi
Dorilla
Due zeffiri, sei fauni, pastori e pastorelle


Secondo prologo

Una pastorella
Fauni
Egipani


Personaggi della commedia

Argante, malato immaginario
Belinda, seconda moglie di Argante
Angelica, figlia maggiore di Argante
Luigina, figlia minore di Argante
Beraldo, fratello di Argante
Cleante, amante di Angelica
Signor Diafoirus, medico
Tommaso Diafoirus, suo figlio e amante di Angelica
Dottor Purgone, medico di Argante
Signor Fiorante, speziale
Signor Buonafede, notaio
Tonietta, serva


Personaggi degli intermezzi

Primo intermezzo

Pulcinella
Una vecchia
Gli arcieri
La ronda notturna, con musica e violini


Secondo intermezzo

Quattro donne
Zingare e zingari vestiti alla moresca
Scimmie


Terzo intermezzo

Praeses
Pimo medico
Bacelliere
Secondo medico
Terzo medico
Quarto medico
Quinto medico
Chirurgo
Coro
Tappezzieri, otto porta-siringhe, sei speziali, otto chirurghi che ballano, ventidue dottori
    
Jean-Baptiste Poquelin - Molière


           
Molière è il nome d'arte di Jean-Baptiste Poquelin, scrittore che può essere considerato il fondatore della commedia moderna. Nacque a Parigi nel 1622 e morì nel 1673, subito dopo aver recitato una sua commedia: cioè proprio quel “Malato immaginario” di cui parlo adesso.
Visse in Francia nel secolo XVII ai tempi di Luigi XIV 'Re Sole', il grande sovrano che seppe affermare la supremazia francese su tutta l'Europa.
Molière, dopo aver seguito studi giuridici, si legò ad ambienti teatrali; fondò una compagnia, e riuscì, a prezzo di molte fatiche, a conquistare il successo, dopo diversi fiaschi scenici e molti indebitamenti, che lo portarono persino in carcere. Ottenu­te protezioni nella famiglia reale, la compagnia di Molière poté rientrare a Parigi dopo un apprendistato in provincia, e recitare alla presenza del sovrano. Da questo momento la storia dello scrittore si lega inscindibilmente a quella del teatro, che gli diede una grande fama, procurandogli tuttavia non poche inimicizie, soprattutto da parte di coloro che si sentivano colpiti dalla carica polemica e satirica delle sue commedie.
Lo scopo della commedia, in quanto genere letterario, è divertire il pubblico con vicende comiche. Naturalmente l'intento faceto non impedisce che l'opera abbia un obiettivo serio ed un significato profondo, raggiunto attraverso la satira e la polemica.
Molière riuscì a cogliere aspetti caratteristici della società del suo tempo e a dare vita a personaggi ispirati alla realtà. Per limitarci ad un solo esempio, del resto assai rilevante, si pensi che egli si inimicò i gesuiti, e gli ambienti cattolici di più stretta osservanza, con la commedia Tartufo, nella quale metteva in scena la figura di un ipocrita, capace di penetrare con le sue arti in una famiglia, fingendosi religiosissimo e santo, grazie a chiacchiere devote e ad esibizioni ostentate e ridicole di fede. Il tema era scottante, perché metteva alla berlina la credulità ed il formalismo religioso. Altro obiet­tivo polemico di Molière (lo vedremo nella breve recensione) furono i medici, categoria che egli detestava.
  

    

Ecco la trama della commedia “Il malato immaginario”…
Il riassunto permette di comprendere lo svolgimento dell'azione, la quale altrimenti si perderebbe, data la brevità del testo.
Argante è un uomo sanissimo, ma così fanaticamente convinto di essere ammalato, che passa la vita a consultare medici e ad ingollare medicine. Sua moglie Belinda asseconda per convenienza le manie del marito, vezzeggiandolo con mille moine, nella speranza che egli finisca per morire davvero, ucciso dalle troppe cure del medico Purgone (si noti il nome comico!), lasciandola erede universale.
Il malato immaginario non si avvede dell'inganno ed è sem­pre più sicuro di essere moribondo ed assistito dalla più premurosa delle mogli. È anche fermamente deciso a fare sposare la figlia Angelica ad un medico, negandola al giovane che la fanciulla ama, e ciò solo per guadagnarsi per sempre l'assistenza del genero, Beral­do, fratello del malato immaginario, e la domestica Tonietta, sapranno comunque sottrar­re il folle alle cure del dottor Purgone.
Tonietta troverà anche il modo di far capire ad Argante la vera natura della moglie: egli dovrà fingersi morto, per osservare in libertà l'atteggiamento di Belinda.
Argante è convinto di assistere ad una scena di disperazione, ed invece può udire con le proprie orecchie la viva soddi­sfazione della donna, espressa con parole inequivocabili.
Argante guarirà allora dalle proprie ossessioni e acconsentirà alle nozze d'amore della figlia (ma un po' di mania per la medicina gli resterà: porrà infatti la condizione che il genero si faccia medico).
Così tutto andrà per il meglio, con i buoni premiati ed i cattivi puniti, secondo la tradizione della commedia.
   
Peppino De Filippo: Il malato immaginario, di Moliere

       
La comicità si sviluppa attorno alla figura del protagonista, la cui parte veniva recitata dallo stesso Molière. Il tipo di “malato immaginario” che dà il titolo all'opera è quello dello sciocco, del credulone, terrorizzato dalle fandonie inventate da chi gli sta attorno; la commedia, fin dall'antichità, si è spesso servita dei tipo dello “sciocco gabbato”.
Per arri­vare al lieto fine, naturalmente, la situazione dovrà rovesciarsi, e lo sciocco, ben consiglia­to, dovrà a sua volta gabbare i ‘furbi’ che l'hanno menato per il naso.
La comicità della scena in cui Argante scopre il vero carattere della moglie è giocata sull'espediente del finto-morto, che in realtà vede e sente tutto; la situazione, apparentemente macabra, in realtà è farsesca e burlesca.

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