9474652420519448 01688101952603718437

lunedì 31 ottobre 2011

LE BARUFFE CHIOZZOTTE (Quarrels at Chioggia) - Carlo Goldoni


   
La Venezia di Carlo Goldoni: Le baruffe chiozzotte

Commedia in tre atti

Lingua originale - Dialetto veneziano-chioggiotto
Prima assoluta - Fine gennaio 1762
Teatro San Luca di Venezia
Pubblicata a Venezia nel 1774

Personaggi

Padron Toni (Antonio), padrone di tartana peschereccia
Madonna Pasqua, moglie di padron Toni
Lucietta, fanciulla, sorella di padron Toni
Titta-Nane (Giambattista), giovine pescatore
Beppe (Giuseppe), giovine, fratello di padron Toni
Padron Fortunato, pescatore
Madonna Libera, moglie di padron Fortunato
Orsetta (Orsolina), fanciulla, sorella di madonna Libera
Checca (Francesca), altra fanciulla, sorella di madonna Libera
Padron Vincenzo, pescatore
Toffolo (Cristoforo), battellaio
Isidoro, Coadiutore del Cancelliere Criminale
Il Comandador, Messo del Criminale
Canocchia, giovine che vende zucca arrostita
Uomini della tartana di padron Toni
Servitore del Coadiutore
  
TRAMA


ATTO I

Mentre attendono il ritorno dei loro uomini dalla pesca, le donne in strada ricamano, sperando di veder realizzati i progetti matrimoniali: Orsetta, sorella di Libera, moglie di Fortunato, è promessa a Beppo, fratello di Toni, proprietario della paranza..., Lucietta, sorella di Toni, al giovane pescatore Titta Nane..., Checca, sorella di Orsetta, vorrebbe soffiare Titta Nane a Lucietta, ma è desiderata dal battellaio Toffolo, che gentilmente offre a tutte le donne delle fette di “zucca barucca”. Costui, indispettito per il rifiuto di Checca, si mette a conversare con Lucietta, ripetendo a voce alta un epiteto offensivo nei riguardi dell'amata. Tra le donne delle due famiglie scoppia una lite clamorosa, ma esse si rappacificano prima dell'arrivo dei loro uomini, promettendosi di non dir loro nulla dell'accaduto. Lucietta e Checca, però, si prendono la loro personale rivincita denunciando ai rispettivi fidanzati i colloqui tra Toflolo e Orsetta, da una parte, e Toffolo e Lucietta dall'altra, e riuscendo così a farli aspramente ingelosire. Toffolo, incautamente, chiede a Fortunato la mano di Checca, ma non appena Beppe lo scorge, gli sfodera contro un coltello..., Toffolo, per difendersi, gli tira dei sassi, che colpiscono in testa l'ignaro Toni, anch'egli ora in armi, contro Toffolo, salvato a sua volta da Fortunato dalle grinfie di Titta Nane.



ATTO II

Toffolo sporge denuncia contro i suoi aggressori e il coadiutore Isidoro cita le protagoniste della lite a deporre, mentre gli uomini, ad eccezione di Fortunato, avvertiti e protetti dalle loro donne, si nascondono. Davanti al coadiutore sfilano i testimoni: a Checca, candidamente sincera, Isidoro si offre di mediare con Titta Nane e di costituirle (non senza maliziose intenzioni) una dote per accasarla..., Orsetta è sicura di sé, e non dice una parola più del necessario..., Libera si finge sorda, mentre l'esasperante difetto di pronuncia di Fortunato rende incomprensibile la sua deposizione. Lucietta, già scaricata da Titta Nane, è indignata per non essere stata ascoltata dall'esausto coadiutore e lo sospetta di favoritismi verso Checca.



ATTO III

Anche per i pescatori arriva la citazione e le donne temono pene assai severe per loro. Isidoro, venuto a prenderli, mostra particolare favore per Checca e Titta Nane, che saluta la ragazza con galanteria..., Lucietta, indispettita, reagisce scatenando un'ulteriore baruffa femminile, sedata da Fortunato. In tribunale, intanto, Titta Nane confessa a Isidoro di amare solo Lucietta e così, dati i sentimenti di Toffolo per Checca..., il coadiutore gliela promette in moglie. Isidoro rappacifica gli uomini e ottiene il consenso alle nozze tra gli. innamorati delle due famiglie, ma la notizia dell'ennesima lite muliebre separa nuovamente i due clan. Fortunato e Libera risolvono la situazione acconsentendo alle nozze di Checca, a cui si uniscono gli altri sposalizi. Le due famiglie festeggiano in strada con balli e canti.
    

           
 COMMENTO

Durante il Seicento e la prima metà del Settecento, vi era stata in Italia una produzione abbastanza vasta di commedie, che univano gli insegnamenti di Molière alla tradizione della commedia rinascimentale. Queste opere rivelavano l’esigenza di un genere dio commedia più aderente alla realtà contemporanea. L’autore di questo nuovo tipo di commedia fu Carlo Goldoni (177-1793); egli si allontanò gradualmente dagli schemi della commedia dell’arte, dando vita ad un teatro che rifletteva i problemi e le aspirazioni della borghesia, e mettere in scena individui concreti appartenenti ad una precisa classe sociale Ciò gli permise di condurre analisi psicologiche più approfondite, oltre a una realistica rappresentazione della società. Goldoni sostituì ai canovacci della commedia dell’arte un testo scritto che doveva essere imparato a memoria dall’attore e che non lasciava spazio all’improvvisazione; in seguito eliminò anche le maschere e i servi. Egli conferì ai suoi personaggi un’individualità che superava la tipizzazione del teatro comico latino e rinascimentale, mettendo a punto una commedia corale (Le baruffe chiozzotte, 1762 – Il campiello, 1756), dove il gioco comico nasce dalla partecipazione di più personaggi.
  
Carlo Goldoni
LE BARUFFE CHIOZZOTTE sono un mirabile esempio di teatro comico settecentesco permeato di valori illuministici.
In questa opera teatrale, in tre atti, scritta nel 1762 in dialetto veneziano e chioggiotto, Goldoni trasforma la vecchia commedia improvvisata (commedia dell’Arte) in commedia di carattere e d’ambiente.
Su un’esile trama, infatti, vengono rappresentati atteggiamenti, sentimenti ed il comune buon senso di alcuni popolani veneti, l’eterna ritrosia e malizia delle ragazze, e l’arroganza e la presunzione dei vecchi contrapposte alla fanciullesca baldanza della gioventù, il tutto in una ininterrotta serie di chiacchiere di piazza e di litigi.
Ne LE BARUFFE CHIOZZOTTE non c’è un personaggio principale, un protagonista intorno a cui ruoti l'azione: è l’ambiente stesso che dà colore e senso alla variegata folla di popolani.
Ed è proprio la storia di alcuni popolani che Goldoni narra con lieve ironia; al centro della trama, infatti, sono vicende di alcuni pescatori di Chioggia e delle loro famiglie: una serie di malintesi, ripicche e rumorose baruffe, appunto, porteranno i “protagonisti” (Lucietta, Checca, Orsetta, Toffolo, Beppo) in tribunale, dove tutto si accomoderà grazie all’intervento pacificatore della pubblica autorità.
Nella commedia si evidenzia l’osservazione precisa e diretta della vita popolare della Venezia del Settecento, resa attraverso una costruzione teatrale nuova, indipendente da ogni regola e pregiudizio accademico e formale.


Nessun commento: