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sabato 8 ottobre 2011

EDIPO RE (Oedipus Rex) - Sofocle (Trama e video)


    
PREMESSA


La tragedia (ed il teatro in genere) occupava un ruolo di primo piano nell'Atene dei tempi classici.
Nel 535 a.C. vennero persino istituiti dei concorsi pubblici, riservati ai poeti tragici..., si rappresentavano così a spese dello stato le opere teatrali, ritenute un rito al quale i cittadini erano tenuti ad assistere.
Alla tragedia, infatti, si attribuiva una funzione di educazione morale nei confronti dello spettatore.

La tragedia è un genere teatrale che descrive fatti tristi, che si concludono con la morte di uno o più personaggi.
Questa morte, nel teatro greco, è spesso voluta dagli dei, come punizione del male commesso..., rappresentata sulla scena, essa era destinata a colpire la fantasia degli spettatori, suscitando in loro un'intensa reazione emotiva.
La tragedia classica traeva i propri argomenti dal mito (più raramente dalla storia), e metteva in scena personaggi illustri, eroi, divinità..., mai quindi gente di tutti i giorni, mai fatti della banale quotidianità.

Poiché nelle rappresentazioni tradizionali sulla scena c'era un solo attore alla volta, Tespi (nato verso i1580 a.C.), per movimentare l'azione, affidò al coro una funzione nuova.
Prima di lui, sulla scena si alternavano il coro e gli attori (questi ultimi, però, sempre uno alla volta)..., Tespi, invece, rese il coro partecipe dei fatti scenici, come gente che vede di persona, assiste, commenta.
Sulla scena, si vennero così a trovare nello stesso tempo l'attore ed il coro.
Il capo del coro, il corifèo, diventò quasi un vero personaggio, e prese anzi a dialogare col protagonista.
Dopo Tespi, Eschilo aggiunse un secondo personaggio: sulla scena, perciò, si potevano trovare contemporaneamente due attori (non necessariamente gli stessi per tutta la durata del dramma) ed il coro..., Sofocle, infine, aggiunse sulla scena un terzo attore.
Al termine di questa evoluzione, venne a mancare la necessità di dare al coro un ruolo primario, e questo si ridusse a semplice esecutore di intermezzi lirici e, talvolta, narrativi.
Come si vede, nel breve volgere di un secolo, la tragedia classica subì una profonda trasformazione..., ma i caratteri che essa finì per assumere si trasmisero, con poche variazioni, ai posteri e durarono per secoli.

Sofocle fu uno dei maggiori, tragici greci.
Nato nel 497 a.C. circa, partecipò alla vita politica di Atene, fu conoscitore di musica ed anche attore delle sue tragedie..., morì nel 406.
Scrisse più di 100 drammi e per più di venti volte vinse il primo premio nel concorso tragico ad Atene.
Nelle sue tragedie, pur riprendendo i temi dalla mitologia, ci mostra le passioni, le lotte, le sconfitte e le vittorie degli uomini: i suoi personaggi sono dunque degli eroi mitici umanizzati.

L'EDIPO RE è considerata la più perfetta tragedia del teatro greco.
La data di rappresentazione è ignota, ma si ipotizza che essa possa collocarsi al centro della attività artistica del tragediografo (430 - 420 a.C. circa).
  

  
PERSONAGGI

EDIPO - Re di Tebe
GIOCASTA - Moglie e madre di Edipo
CREONTE - Fratello di Giocasta
TIRESIA
Servo di Laio
Sacerdote di Zeus
Primo nunzio
Secondo nunzio
Coro di anziani tebani

Ambientazione - Tebe in Grecia, davanti al palazzo di Edipo
   
Carmelo Bene - CREONTE - Edipo Re



  
LA TRAMA

Il mito narrava che Edipo era figlio del re di Tebe, Laio, e di Giocasta.
Nato il bambino, Laio consulta l'oracolo, perché ne vuole conoscere il futuro.
La risposta è che Edipo ucciderà il padre e sposerà la madre.
Atterrito da questa rivelazione, Laio affida il figlio ad un servo, per farlo uccidere..., ma il servo, avutane pietà, lo abbandona sul monte Citerone.
Qui viene trovato da un pastore del re di Corinto, Polibo, e questi lo tiene come figlio.
Cresciuto, Edipo consulta l'oracolo e ottiene la stessa risposta, che cioè ucciderà il padre e poi sposerà la madre. Credendo che Polibo sia il suo vero padre, fugge via da Corinto e si avvia verso Tebe.
Sulla strada, incontra un vecchio che lo tratta arrogantemente.
Edipo, sdegnato, lo uccide.
Presso Tebe, scioglie l'enigma della Sfinge, che uccideva i passanti e li torturava.
Per questo, giunto a Tebe, viene fatto re e sposa la regina, che era rimasta vedova.
In questo modo, l'oracolo si compie, poiché il vecchio ucciso per la strada era in realtà Laio, suo padre, ed ora egli sposava la propria madre.
Dopo alcuni anni, scoppia una pestilenza a Tebe.
L'oracolo di Delfi dice che la città sarà liberata, a patto che venga purificata dall'uomo che la contamina, avendo sposato la madre, ed ucciso il padre.
Edipo si dà alla ricerca dell'incestuoso parricida, e scopre che il destino aveva voluto che proprio lui fosse il colpevole.
Allora si cava gli occhi con la fibbia della cintura di Giocasta, sua madre-moglie, che già si era uccisa per il dolore e la vergogna..., poi, cieco e maledetto, si avvia in esilio.

Questo il mito.


In questa tragedia, Sofocle ha toccato dei temi di grande impatto emotivo, che riguardano questioni morali di fondamentale importanza, quali il parricidio e l'incesto.
Le società umane sono sempre fondate su leggi che tutelano i nuclei di base della comunità, generalmente da identificarsi nella famiglia..., il mancato rispetto di queste leggi metterebbe in pericolo la crescita armonica della collettività, ossia la circolazione dei beni e delle persone all'interno di essa.
Ecco quindi che una tragedia come questa doveva servire a rafforzare l'adesione degli spettatori a tali norme morali.
E va anche detto che questo mito di Edipo ha ispirato addirittura al fondatore della psicanalisi, Sigmund Freud il termine "complesso di Edipo", con cui si indica un'oscura tendenza della psiche umana, nei primissimi anni di vita, che consisterebbe (ma non tutti sono d'accordo oggi su questa teoria) nella gelosia del figlio verso il genitore del proprio sesso, e nell'amore verso l'altro: proprio come Edipo, che aveva ucciso il padre e poi sposato la madre e, in condizioni normali, si risolve gradualmente col passare degli anni.
  

 Edipo re - Pier Paolo Pasolini
  
ALCUNE NOTE TRASVERSALI

Il mito di Edipo fu interpretato come una raffigurazione del ciclo solare, oggi si tende ad avvicinarlo alle divinità infernali.



Le opere fondamentali sul mito di Edipo sono...
  
Edipo re - Gustave Moreau
EDIPO RE di Sofocle

EDIPO A COLONO di Sofocle

LE FENICIE di Euripide


Opere teatrali ispirate in ogni tempo alla leggenda di Edipo

OEDIPUS di Seneca

OEDIPE di Corneille (1659)

EDIPO di Emanuele Tesauro (1661)

OEDIPE di Voltaire (1718)

EDIPE di Andrè Gide (1930)


Opere musicali

OEDIPUS REX di Igor Stravinskij (1927) su testo di J. Cocteau


Riduzione cinematografica

EDIPO RE - Pier Paolo Pasolini 
VEDI SCHEDA FILM
   



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1 commento:

Anonimo ha detto...

La tragedia che preferisco leggere.
Rosalba