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sabato 1 ottobre 2011

ROBIN HOOD - Walt Disney

   
ROBIN HOOD

Autore - Wolfgang Reitherman
Soggetto - Ken Anderson, Larry Clemmons
Scenografia - Ken Anderson, Vance Gerry, Frank Thomas, Eric Cleworty, Julius Svesen, Dave Michener
Animatori - Milt Kahl, Ollie Johnston, Frank Thomas, John Lounsbery
Musiche - George Bruns
Durata 83 minuti
Apparizione - 1973

PERSONAGGI

Robin Hood, una volpe
  
Little John
  
Fra Tuck
  
Lady Cocca
  
Re Riccardo
  
Cantagallo
  
Saetta e Tobia
  
Popolo di Nottingham
  
Principe Giovanni
  
Sir Biss
Sceriffo di Nottingham
  
Tonto e Crucco
  
Lady Marian (moglie)
  


Le avventure di una volpe, Robin Hood, che ruba ai ricchi per dare ai poveri raccontate dal Cantagallo, un gallo cantastorie. Robin vive nella foresta di Sherwood, nella contea di Nottingham, e si accompagna all'orso Little John. Il leone Giovanni, che vuole rubare la corona d'Inghilterra a suo fratello, e il serpente, sceriffo della contea, sono i suoi acerrimi nemici...
   
     
    
“Robin Hood” (1973) è un isolato esperimento di gusto naif. Figure stilizzate, scenografie volutamente piatte (anche per risparmiare), antropomorfismo da ballo in maschera (una sfilata di animali dall'aria volpina e antipatica travestiti da nobili e avventurieri, oppure, il che è lo stesso, una sfilata di nobili e avventurieri con maschere di volpi, leoni, orsi), racconto di avventure interpolato con spezzoni in stile di ballata (c'è un gallo-trovatore che presenta la storia e a volte sembra che tutto sia già avvenuto e che appartenga ormai alla leggenda, come quando Lady Marian e un ragazzino giocano al duello tra Robin Hood e il principe Giovanni, duello ancora da combattere), anacronismi spiritosi alla René Clair (la rissa tra armigeri e ribelli degenera in un incontro di rugby) e alla Jerry Lewis (il principe Giovanni si succhia il pollice, angustiato dal complesso di Edipo) e un solo personaggio veramente riuscito, il perfido serpente consigliere Sir Bliss (non è da tutti far diventare simpatico un serpente).

C'è anche una nota populista, quasi lamentosa, sulle angherie fiscali degli sgherri di Re Giovanni, al cui confronto il precedente Warner Bros (“La leggenda di Robin Hood” di Michael Curtiz) appare sempre più come un modello di leggerezza.
Forse agli sceneggiatori Disney sarà sembrato un modo per stare al passo coi tempi (anche a Hollywood, come si ricorderà, era in voga l'impegno).
Ma non bisogna essere storicisti a oltranza.
La colpa non è solo della Storia, cioè della decadenza di Hollywood, ma anche del peso assunto da Wolfgang Reitherman nell'azienda.
Il principale artefice de “Il libro della giungla”, “Goliath II”, “”Robin Hood” ha il gusto dello zoo..., Hamilton Luske e Clyde Geronimi (Pecos Bill, Cenerentola, Peter Pan) avevano il gusto del bazar.


       DISEGNI DA COLORARE DI ROBIN HOOD       
























    




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1 commento:

zaffiro ha detto...

Nuuuuuuuuuuu... ma mica puoi distruggere così uno dei miei miti. Ho passato ore intere con le mie (ex) bimbe sul divano a cantare con Cantagallo!! E' uno dei miei cartoni preferiti!! :D :D :D