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martedì 1 novembre 2011

ANTIGONE - Sofocle

ANTIGONE  (1882) olio su tela di Frederic Leighton (1830–1896)  

ANTIGONE


Autore - Sofocle
Titolo originale - Ἀντιγόνη
Lingua originale - Greco antico
Genere - Tragedia greca
Ambientazione - Davanti al palazzo reale di Tebe, Grecia
Prima assoluta - 442 a.C.
Teatro di Dioniso, Atene
Premi - Vittoria alle Grandi Dionisie del 442 a.C.

Personaggi

Antigone
Creonte, re di Tebe
Ismene, sorella di Antigone
Emone, figlio di Creonte
Tiresia, indovino cieco
Euridice, moglie di Creonte
Guardia
Messaggero
Secondo messaggero
Coro di anziani tebani

Riduzione cinematografica

I cannibali (1970) di Liliana Cavani


Antigone, figlia infelice di Edipo, vive un momento drammatico quando il fratello Polinice si ribella allo zio Creonte, che ha usurpato il trono di Tebe, e muove guerra alla città. L'altro fratello Eteocle si schiera, invece, con Creonte : i due fratelli muoiono in un duello, ma solo Eteocle viene sepolto. L'ira di Creonte decreta che il cadavere di Polinice sia lasciato ad imputridire sulla terra, preda degli avvoltoi. Antigone è una ragazza esile e già provata dalla vita: è nata da un incesto, il padre Edipo si è accecato ed è stato cacciato da Tebe, la madre Giocasta si è suicidata per la vergogna, tutto sotto lo sguardo imperscrutabile degli dei, che imperversano , mentre l'uomo non può difendersi. Antigone, nonostante il divieto del re, trova il cadavere di Polinice e tenta di seppellirlo, ma le guardie la sorprendono e la portano in catene alla presenza di Creonte. Il dialogo tra i due è serrato , uno dei capolavori della letteratura greca. Creonte le rimprovera di non aver obbedito alle leggi scritte, ma Antigone risponde:

"Non Giove a me lanciò simile bando,
né la Giustizia, che dimora insieme
coi Dèmoni d'Averno, onde altre leggi
furono imposte agli uomini; e i tuoi bandi
io non credei che tanta forza avessero
da far sí che le leggi dei Celesti,
non scritte, ed incrollabili, potesse
soverchiare un mortal: ché non adesso
furon sancite, o ieri: eterne vivono
esse; e niuno conosce il dí che nacquero.
E vïolarle e renderne ragione
ai Numi, non potevo io, per timore
d'alcun superbo. Ch'io morir dovessi,
ben lo sapevo, e come no?, pur senza
l'annuncio tuo. Ma se prima del tempo
morrò, guadagno questo io lo considero:
per chi vive, com'io vivo, fra tante
pene, un guadagno non sarà la morte?
Per me, dunque, affrontar tale destino,
doglia è da nulla. Ma se l'uomo nato
dalla mia madre abbandonato avessi,
salma insepolta, allor sí, mi sarei
accorata: del resto non m'accoro.
Tu dirai che da folle io mi comporto;
ma forse di follia m'accusa un folle. "

Creonte, anche se colpito dalla forza di queste parole, fa imprigionare Antigone in una caverna. In seguito, preso dai rimorsi, anche perchè un indovino gli predice sventure, fa seppellire il corpo di Polinice, ma è troppo tardi per Antigone, che si è stretta una corda al collo.Il destino non dà che una sola possibilità. E la stirpe di Edipo è maledetta.
  
Sofocle - Bronzi della Meloria
Museo archeologico nazionale di Firenze
   
Sofocle, tra i tragici greci del V° secolo, è il più problematico. Ha una fede solida negli dei, ma, dolorosamente, ammette che l'uomo vive in balìa di un Fato che gli impone scelte di vita con comprensibili. L'uomo soffre per delitti incredibili che commette senza esserne consapevole..., Edipo uccide colui che gli ha dato la vita, perchè non lo conosce, sposa la madre per onorare la città di Tebe, genera quattro figli, e solo allo scoppiare della peste, tremenda vendetta degli dei per l'incesto, viene colpito dalla rivelazione del suo " crimine". Sofocle chiede agli dei: Perchè?, ma non c'è risposta.
Eschilo, prima di lui, aveva parlato di "invidia degli dei" per la vita dell'uomo, Euripide, ateo, risolve il problema,confinando gli dei in un mondo di fantasia popolare, e spiega all'uomo che egli stesso è causa dei suoi mali, quando deroga da una linea equilibrata di vita, e si abbandona alle passioni. Medea di Euripide, follemente innamorata di Giasone, uccide la sua famiglia per seguirlo in Grecia. La sua fine è nota a tutti: tradita, uccide i figli per vendicarsi.
Ma questa è un'altra storia....


Grazie Rosalba . . .

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1 commento:

Anonimo ha detto...

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Rosalba