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mercoledì 2 novembre 2011

ASPETTANDO GODOT ( En attendant Godot - Waiting for Godot) - Samuel Beckett

Samuel Beckett
   
ASPETTANDO GODOT 
Autore - Samuel Beckett
Titolo originale - En Attendant Godot - Waiting for Godot
Lingue originali - Francese e Inglese
Genere - Teatro dell'assurdo
Composto nel Éditions de Minuit, 1952
Prima assoluta - 1953 - Théâtre de Babylone, Parigi

Personaggi
Estragone: Lucien Raimbourg
Vladimiro: Pierre Latour
Lucky: Jean Martin
Pozzo: Roger Blin
Ragazzo
  

ATTO I

Una sera, in una strada di campagna, Vladimir ed Estragon attendono Godot vicino a un albero, luogo fissato per l'appuntamento, discutendo di argomenti vari. La loro attesa è interrotta dal rumoroso arrivo del canagliesco Pozzo, che tiene legato a una cinghia per un vile facchinaggio il povero Lucky, ormai disfatto dalla fatica di trascinare valigie piene di sabbia. Pozzo vorrebbe sbarazzarsene e guadagnarci qualcosa, vendendolo come schiavo. Prima, però, lo utilizza per intrattenere i due estranei, ordinandogli di ballare e poi di pensare, cosa a lui possibile soltanto quando indossa il cappello. L'orazione di Lucky è un monologo sconnesso, circolare, intermittente, interrotto non appena gli venga levato il cappello. Pozzo riparte, imponendo a Lucky di tornare bestia da soma, dopo aver calpestato il cappello per impedirgli di pensare. Rimasti soli, Vladimir ed Estragon hanno finalmente notizie di Godot: un ragazzo, presunto guardiano di capre di Godot, annuncia che Godot verrà a incontrarli l'indomani. A Vladimir ed Estragon, compagni ormai da una vita, non resta che pernottare lí e attenderlo.


ATTO II

Il mattino dopo Vladimir ed Estragon si ritrovano, giacché Estragon si è nuovamente separato dal compagno durante la notte e, come la notte precedente, è stato percosso da sconosciuti, uscendone stordito e immemore di quanto accaduto. Giungono Pozzo e Lucky, ma, diversamente dal giorno prima, é Lucky a tirare Pozzo, che, cieco e piagnucolante, chiede continuamente aiuto. Luclcy, ormai muto, stramazza al suolo, risvegliato solo da una raffica di calci di Estragon; Lucky e Pozzo ripartono, senza sapere neppur loro per dove Vladimir ed Estragon devono nuovamente attendere l'evento, ma Estragon non regge e s'addormenta. A Vladimir si ripresenta il ragazzo mandato da Godot con lo stesso messaggio del giorno prima, senza però riconoscerli. Risvegliatosi, Estragon decide di andarsene insieme a Vladimir, per tornare l'indomani e provare a impiccarsi all'albero, tentando così di vincere almeno la monotona ripetitività dell'esistenza.
    

    

NOTE


Samuel Beckett, scrittore irlandese (Dublino1906 – Parigi 1989) rivoluzionò la drammaturgia tradizionale e la concezione stessa del teatro. E’ stato premio Nobel nel 1969.

“Aspettando Godot” è una tragicommedia in prosa in due atti, composta tra l’ottobre 1948 e il gennaio 1949, eseguita in versione abbreviata per la radio francese il 17 febbraio 1952, venne pubblicata a Parigi nell’ottobre 1952 e rappresentata al Theatre de Babylone di Parigi il 24 gennaio 1953.


“Aspettando Godot” è la storia di un’attesa: i due protagonisti, Vladimir (chiamato anche Didi) ed Estragon (chiamato anche Gogo), due vagabondi, aspettano un personaggio misterioso, Godot appunto, nei pressi di un albero, luogo fissato per l'appuntamento, e discutono di argomenti vari, ma non sanno chi sia Godot né quando e come possa manifestarsi, e, soprattutto, non sanno che fare nel tempo che dovranno trascorrere aspettando.
Nella strada spoglia e desolata in cui stazionano i due protagonisti passano, nell’arco di due giorni, alcuni personaggi: Lucky, uno strano vecchio tenuto a guinzaglio dal suo padrone, Pozzo, che lo vuole vendere ed un ragazzo che, freddamente, annuncia ogni sera che Godot non è potuto venire ma che verrà certamente l’indomani.
Nel secondo atto Lucky diventerà cieco e Pozzo muto come molti altri personaggi di Beckett, spesso costretti a vivere privati della libertà di movimento e addirittura dell’uso dei sensi.
Alla fine della commedia i due personaggi stanno ancora aspettando Godot, ma si è ormai capito che la loro attesa durerà tutta la vita e sarà tanto inutile quanto vana, quasi a significare l’impossibilità, per l’uomo moderno, d’arrivare a vivere una vita vera, senza essere una piccola rotella di un enorme meccanismo che, come sembra volerci suggerire Beckett, gira a vuoto, senza nessun senso o valore profondo.

Rappresentata per la prima volta a Parigi (come già detto) nel 1953 con la regia di Roger Blin, dopo molti rifiuti da parte di direttori di teatri, “Aspettando Godot” procurò di colpo a Beckett fama internazionale facendolo diventare uno dei maggiori esponenti del teatro dell’assurdo.

Lo scopo del teatro dell’assurdo è mettere lo spettatore di fronte all’assurdità della vita umana, vissuta angosciosamente perché non ha nessuno scopo e nessun significato.
Sul palcoscenico la scenografia è ridotta all’essenziale e il dialogo consiste solo in brevi scambi di battute, volti a dimostrare l’impossibilità di comunicare con gli altri.
I personaggi non rappresentano alcuna realtà sociale, e spesso non hanno neanche un nome.
  



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