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mercoledì 2 novembre 2011

DA CALIGARI A HITLER - Siegrfried Kracauer

DA CALIGARI A HITLER
Una storia psicologica del cinema tedesco
Siegrfried Kracauer


Da Caligari a Hitler è uno dei «classici» della storiografia cinematografica, un fondamentale testo di riferimento per la conoscenza dell’evoluzione del cinema tedesco tra le due guerre.




Siegrfried Kracauer è uno studioso tedesco di cose cinematografiche, emigrato negli Stati Uniti una settantina d'anni fa per sfuggire, insieme a fanti altri intellettuali, alle persecuzioni naziste. Durante gli anni del secondo conflitto mondiale, egli si propose di svolgere un'indagine per mettere in chiaro i rapporti tra il cinema e l'involuzione politica tedesca negli anni tra il 1928 e il 1933, quando Hitler divenne Cancelliere del Reich. I risultati di quella indagine apparvero in volume nel 1947 - e la traduzione italiana è uscita molti anni dopo, con notevole ritardo, in un libro intitolato "Cinema tedesco".

La tesi che Kracauer ha voluto dimostrare è questa, in poche parole.
I film riflettono sempre, in più o meno grande misura e belli o brutti che possano essere da un punto di vista estetico, la situazione politica nazionale. E poiché la situazione politica di un paese è sempre il prodotto di varie situazioni complementari - economica, sociale, morale ecc. - il film vale, di volte in volta, come documento della società nei suoi molteplici aspetti.

L'edizione originale del libro aveva un titolo significativo: "Da Caligari a Hitler", che ben riassumeva questa tesi.
Caligari è il nome del protagonista del primo notevole film tedesco dell'altro dopoguerra: un uomo che ha il potere di ipnotizzare gli esseri umani e di spingerli a compiere azioni delittuose.
Dalla precisa e approfondita analisi compiuta da Kracauer sul film il gabinetto del dottor Caligari emerge chiaramente il simbolico e preoccupante valore di anticipazione storica contenuto nel protagonista.
  

Locandina
"Il gabinetto del dottor Caligari" è del 1920 e segna il nascere di una vasta produzione cinematografica destinata a sbalordire i critici e il pubblico di quel tempo per la potenza drammatica degli argomenti e per la forma rivoluzionaria, per così dire, data agli argomenti.
Tra il 1918 e il 1933, il cinema tedesco è punteggiato dalla comparsa di mostri e di tiranni discendenti da Caligari: è un cinema ossessionato da questo personaggio, sempre meglio approfondito, fino a diventare il dottor Mabuse in due famosi film di Fritz Lang e un pervertito sessuale in un terzo film di Fritz Lang: M (iniziale di: Moerder, in tedesco "assassino").
  


Locandina
"M" è del 1932; l'anno dopo Hitler appare sulla ribalta politica nazionale. In seguito, a proposito di questo film, Fritz Lang, che ne fu il regista, raccontò a Kracauer un episodio molto significativo.
Quando il film ancora non era terminato, su un giornale apparve una notizia in cui si parlava del nuovo lavoro indicandolo col titolo provvisorio "L'assassino è tra noi". Poco dopo giunsero a Lang molte lettere minacciose e, per di più, gli fu proibito di continuare a "girare".
"Perché questa congiura incomprensibile contro un film su Kürten, l'assassino di bimbi di Düsseldorf?".... domandò Lang disperato al direttore dello studio... "Ah. adesso capisco!".... gli rispose il direttore, e gli diede l'autorizzazione a girare.
Anche Lang capì: discutendo col direttore lo aveva preso per il bavero e aveva intravisto sul risvolto il distintivo nazista. "L'assassino è tra noi" era un titolo di troppo trasparente denuncia (anche se, in questo caso, involontaria), perfino pei un seguace di Hitler.


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2 commenti:

xena58 ha detto...

Post davvero interessante..grazie

Letizia ha detto...

Ho seguito alcuni specila in Tv sull'argomento e mi affascinano moltissimo. Complimenti per avergli dedicato un post, io non ne sarei stata capace!