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lunedì 5 dicembre 2011

2 - CINEMA - L'avvento del sonoro (The advent of sound)


 Maurice Chevalier (Parigi, 12 settembre 1888 – Parigi, 1º gennaio 1972)

Nel 1928, un men che discreto filmetto musicale, "Il cantante di jazz", riscosse un travolgente successo di pubblico: si trattava del primo film sonoro, tutto da vedere e da sentire. Inutilmente i grandi del muto, da Chaplin a Clair, da Vidor a Eisenstein si opposero al "parlato" in nome dell'arte pura delle immagini. Il sonoro dilagava, conquistando le platee di tutto il mondo e scatenando una nuova lotta economica. Hollywood, insieme a un rinnovato slancio artistico, riprendeva il controllo della situazione, grazie alle sue potenti industrie (Paramount, MGM, Warner Bros, Fox, RKO, cui si aggiungevano le "minori" Universal, Columbia, United Artists). Inizia la sua carriera il film "rivista", si sfruttano le operette (di cui il francese Maurice Chevalier diviene apprezzatissimo interprete), si affermano registi nuovi o coloro che nel "muto" non avevano avuto possibilità di emergere: Frank Capra, John Ford e poi William Wyler e Orson Welles.

In Germania, G.W. Pabst si impone con un bellissimo film pacifista, "Westfront", mentre Fritz Lang realizza "M" e "Il testamento del Dottor Mabuse", poi proibito dal regime nazista.
  
Jean Renoir (Montmartre, 15 settembre 1894 – Beverly Hills, 12 febbraio 1979)
  
In Francia l'avvento del sonoro coincide con l'inizio di una grande stagione artistica. Clair dirige "14 luglio" e "A noi la libertà"; Jean Vigo, "L'Atalante", film d'insolita bel lezza e poesia. La situazione politica, la risposta vittoriosa - con il "Fronte popolare" - dei democratici francesi al la minaccia d'un insorgere del fascismo, aveva stimolato i cineasti a un forte impegno culturale. Si stacca, in questo contesto e con grande vigore, la figura di Jean Renoir,  figlio del celebre pittore impressionista. Dopo aver diretto alcuni film d'avanguardia e uno di propaganda politica per il partito comunista francese ("La vita è nostra"), Renoir consegna alla storia del cinema un film stupendo, "La grande illusione", cui seguono una poderosa "Marsigliese", "L'angelo del male" (La béte humaine) - dove si affermano le capacità interpretative dell'attore Jean Gabin - "La regola del gioco". 
A Renoir si affiancano, emulandone l'arte, Julien Duvivier e Marcel Carné (autore di "Porto delle nebbie" e del pressoché perfetto "Alba tragica").

Jean Gabin, nome d'arte di Jean-Alexis Gabin Moncorgé
(Parigi, 17 maggio 1904 – Neuilly-sur-Seine, 15 novembre 1976) 


   
In Unione Sovietica, il cinema sonoro trovò i suoi protagonisti in Nikolaj Vladimirovic Ekk  (Riga 1902 - Mosca 1976),  Serghei Dmitrievich Vassiliev (Mosca, 4 Novembre 1900  - Mosca, 16 Dicembre 1959) il cui film "Ciapaiev" ebbe una enorme fortuna, Fridrich Markovič Ermler  (Leningrado, 13 maggio 1898 – 12 luglio 1967) e altri, ma i vertici toccati nel "muto" da Ėjzenštejn e Pudovkin non dovevano essere più raggiunti.

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