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lunedì 12 dicembre 2011

ALADDIN (Aladino e la lampada magica) - Walt Disney





    
ALADDIN
Titolo originale - Aladdin
Paese - Stati Uniti
Anno - 1992
Durata - 87 minuti
Colore - Colore
Audio - Dolby Stereo
Genere - Animazione, commedia
Regia - Ron Clements e John Musker
Soggetto - Tratto dal libro "Le mille e una notte" di Anonimo
Sceneggiatura - John Musker, Ron Clements, Ted Elliott, Terry Rossio
Produttore - John Musker
Produttore esecutivo - Ron Clements
Casa di produzione - Walt Disney Feature Animation
Distribuzione (Italia) - Walt Disney Pictures
Montaggio - H. Lee Peterson
Musiche - Alan Menken
Howard Ashman (testi canzoni)
Tim Rice (testi canzoni)
Scenografia - Robert Vander Wende

Doppiatori italiani e personaggi

Massimiliano Alto: Aladdin
Vincent Thoma: Aladdin (canto)
Gigi Proietti: Genio
Manuela Cenciarelli: Jasmine
Simona Peron: Jasmine (canto)
Massimo Corvo: Jafar
Marco Bresciani: Iago
Frank Welker: Abu
Gianni Vagliani: Sultano
Michele Kalamera: Razoul
Romano Malaspina: principe Akmhed
Mino Caprio: Narratore
Daniele Viri: Narratore (parte cantata)
    
     
C'era una volta il fantastico regno di Agrabah, dominato da un bonario Sultano. E c'era un tepistello chiamato Aladdin, il cui sogno più grande era quello di diventare ricco e sposare la figlia del Sultano, Jasmine. Il suo sogno si realizza quando viene incaricato di trovare una certa lampada, e dopo averla trovata, ne eredita il genio che gli permette di esprimere i tre desideri.

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L'aria (tesa) dei tempi è quasi palpabile nello spielberghiano Aladdin (1992), soprattutto nelle metamorfosi superveloci del Genio della lampada, buffone virtuale che a ogni battuta può cambiare aspetto, dimensioni e colore.
In pochi secondi diventa Ed Sullivan, una slot-machine, un drago, un giocoliere che palleggia le sue quattro teste,... e dopo il the end diventa il sole verso cui Aladdin e Jasmine si involano romanticamente, un sole ammiccante forse ispirato alla luna di Le voyage dans la lune di Méliès, progenitore del cinema dei trucchi da cui anche Disney discende.
Fa da pendant al funambolismo del Genio, la delicatezza un po' desueta del tappeto volante, che esprime un massimo di sentimenti umani, paura amicizia tenerezza, con un minimo di mezzi: privo di voce e di testa, ha solo le nappe che fungono ogni tanto da mani.
È l'unica nota quasi poetica del film, dovuta in realtà ai prodigi dell'animazione computerizzata.


  DISEGNI DA COLORARE  
  ALADDIN  






































































1 commento:

Marianna S. ha detto...

quasi quasi stampo i disegni e li coloro...ho un sacco di tempo libero adesso...e sinceramente mi annoio....