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sabato 3 dicembre 2011

IL TEATRO NEL MEDIOEVO (The theater in the Middle Ages)



     La rinascita del teatro durante il Medioevo avvenne all'interno della chiesa, grazie allo sviluppo delle arti dialogate del cerimoniale liturgico.
La lettura della passione di Cristo, che aveva luogo durante la settimana santa, era affidata a tre officianti: uno era lo storico, un altro leggeva la parola di Gesù, e un terzo quelle degli altri personaggi.
A somiglianza di questo dialogo se ne svilupparono altri che ne mantenevano le caratteristiche: erano collegati alla funzione religiosa e venivano interpretati da sacerdoti e chierici.
In breve tempo i drammi liturgici si arricchirono di nuovi elementi: il volgare si sostituì al latino, aumentarono i personaggi, e il luogo della rappresentazione venne spostato all'esterno della chiesa, sul sagrato.
Il nuovo genere teatrale, nato dallo sviluppo del dramma liturgico, aveva come tema episodi del Nuovo e del Vecchio Testamento, ed era caratterizzato da una messinscena complessa. La rappresentazione, inoltre, poteva durare per più giorni (svolgimento ciclico).

Questi spettacoli si diffusero in tutta Europa e raggiunsero il pieno sviluppo nel XV secolo.
In Francia e in Germania furono chiamati “misteri” e se ne hanno testimonianze sin dall'XI secolo.
In Francia esisteva anche un altro tipo di rappresentazione, il “miracolo”, in cui erano narrati i miracoli avvenuti grazie all'intercessione della Vergine e dei Santi.
Il dramma sacro inglese, chiamato “miracle play”, si arricchì di elementi comici e drammatici che derivavano dalla tradizione pagana e, per questo, fu proibito nel XVI secolo dalla chiesa anglicana.
In Spagna era diffuso l'«auto» (atto), da cui si sviluppò, nel XVI secolo, l'«auto sacramental» (atto eucaristico), che aveva come tema l'Eucaristia e che divenne una delle più importanti espressioni del teatro barocco spagnolo.
In Italia le rappresentazioni sacre ebbero origine dall'organizzazione drammatica delle “laude” (componimenti poetici in cui si celebravano le lodi di Dio, della Vergine e dei Santi).
Vennero anche introdotti più personaggi e si curò molto la messinscena.
I soggetti erano tratti dal Vecchio e dal Nuovo Testamento, ma la trama si arricchiva di temi avventurosi e realistici.

Accanto al teatro religioso era presente il teatro profano, le cui espressioni principali sono la “moralità”, un dramma allegorico con fini moralistici in cui erano personificati i vizi e le virtù diffuso in Francia e in Inghilterra, e la “farsa”.
Derivata dal mimo greco e dai romani 'fescennino' e 'atellana', la farsa divenne un genere autonomo nel medioevo.
  







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