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sabato 18 febbraio 2012

LA MANDRAGOLA - Niccolò Machiavelli (Video con Totò)


Totò nella parte di frate Timoteo e  Rosanna Schiaffino nel ruolo di Lucrezia


    
LA MANDRAGOLA 
Niccolò Machiavelli 

Lingua originale - Italiano
Composto nel 1512-1520


Personaggi

Callimaco -  Machiavelli lo presenta nel prologo come un “amante meschino”

Messer Nicia - Machiavelli lo presenta nel prologo come “un dottore poco astuto” 

Ligurio - Machiavelli lo presenta nel prologo come “un parassita di malizia el cucco”
(un parassita figlio prediletto della malizia)

Sostrata - La madre di Lucrezia 

Frate Timoteo -  E' un prete corrotto, pronto a mentire e a ingannare sotto compenso, 
anche se poi cerca di convincere l’ascoltatore, ma in fondo anche se stesso, 
che agisce così per fare del bene 

Lucrezia - Machiavelli la presenta nel prologo come ”una giovane molto accorta”

Siro

Ninfe e pastori che cantano il prologo

Una donna


Riduzioni cinematografiche 

La mandragola, film del 1965 diretto da Alberto Lattuada,  interpretato da Philippe Leroy nel ruolo di Callimaco, Rosanna Schiaffino nel ruolo di Lucrezia, Jean Claude Brialy nel ruolo di Ligurio, Romolo Valli nel ruolo del notaio Nicia, Nilla Pizzi nel ruolo di Sostrata, Armando Bandini nella parte di Siro e Totò nella parte di frate Timoteo.

La mandragola, film del 2009 diretto da Edoardo Sala, con la partecipazione di Mario Scaccia nel ruolo di fra' Timoteo, da lui più volte interpretato sulle scene di tutta Europa sotto la direzione di Marcello Pagliero e di Sergio Tofano

  


  
COMMENTO

Un cenno a parte merita, tra le opere minori del Machiavelli, la "Mandragola". 

La "Mandragola" è una delle più licenziose, ma anche delle più profonde e vivaci commedie del Cinquecento: composta nei primi tempi dell'esilio, quando all'autore era impedito di poter dire fare baciare.... 
La commedia è scritta, con molto senso di verità, in prosa, in una vivida prosa parlata. 
Nulla in essa delle situazioni care al teatro latino, e che riappaiono, come si è visto, nelle commedie dell'Ariosto, e dei Cinquecentisti..., piuttosto vi si continuano, con più coscienza satirica, gli spiriti boccacceschi. 

La favola si aggira intorno agli amori di un Callimaco per una signora Lucrezia, moglie di un messer Nicia, dottore in legge, ma senza sale in zucca. 
Una pozione di erba mandragola, che Lucrezia deve bere per aver figlioli, secondo il desiderio del marito, dà il titolo alla commedia. 
A violare la fedeltà corniugale, Lucrezia non si arrenderebbe mai..., ma Sostrata, la madre, cerca di levare via gli scrupoli della figlia..., e li dissipa del tutto frate Timoteo, il confessore di Lucrezia, che, pregato da Callimaco non meno che dal dottor Nicia, con argomentazioni teologiche dimostra alla donna che scopo del matrimonio è aver figli, e che tutti i mezzi diventano legittimi, se rivolti a quell'onestissimo fine. 
Fra Timoteo diventa così il personaggio più significativo: espressione di suprema ipocrisia e di cinica indifferenza morale. 

Questa commedia me la sono anche goduta un paio di anni fa in un teatro cittadino, e mi sovviene forte il personaggio del dottor Nicia che mi scuote ancora dal riso..., ma, analizzandolo, non si può vederlo senza ripugnanza morale adoperarsi egli stesso al proprio disonore.

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