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lunedì 13 febbraio 2012

LA SPIAGGIA (The beach) - Alberto Lattuada


   
LA SPIAGGIA - Una puttana rispettabile 

REGIA - Alberto Lattuada 
Paese - Italia, Francia
Anno - 1954
Durata - 100 minuti
Genere - Commedia / drammatico
Soggetto - Alberto Lattuada
Sceneggiatura - Alberto Lattuada, Luigi Malerba, Rodolfo Sonego, Charles Spaak
Fotografia - Mario Craveri
Montaggio - Mario Serandrei
Musiche - Piero Piccioni sotto lo pseudonimo di Piero Morgan, Ercole Pace (fonico)
Scenografia - Dario Cecchi, Maurizio Serra
Costumi - Dario Cecchi, Maurizio Serra
Trucco - Carmen Brel


INTERPRETI E PERSONAGGI 

Martine Carol... Anna Maria Mentorsi 
Raf Vallone... Silvio, il sindaco 
Mara Berni... la signora Marini 
Carlo Bianco (Wassili D'Angiò)... Chiastrino 
Anna Gabriella Pisani... Caterina 
Mario Carotenuto... Carlo Albertocchi 
Clelia Matania... sig.ra Albertocchi 
Valeria Moriconi... Gughi, l'esistenzialista 
Nada Fiorelli... Ester 
Carlo Romano... Luigi 
Zina Rachevsky... la "Contessa Azzurra" 
Enrico Glori... direttore Hôtel Palace 
Nico Pepe... ex-fumatore magro 
Marco Ferreri... ex-fumatore grasso 
Marcella Rovena... Luigina, moglie di Roberto 
Tommaso "Maso" Cerisola... Maso, il vecchio pescatore 
Ennio Girolami... Riccardo 
Giancarlo Zarfati... bambino delle bottigliette 
   

     
Sempre più frequentemente appaiono sugli schermi problemi e questioni sociali. I migliori registi fanno una sempre maggiore opposizione alle trame superficiali, ai casi insignificanti, alle novellette d'evasione, sia ricorrendo a soggetti tratti dalla letteratura che ispirandosi a fatti reali della vita vissuta.
In entrambi i casi, quando riescono ad andare in profondità e a svolgere un discorso impegnativo, giungono all'analisi di problemi sociali. 
Mi è capitata tra le mani una cassetta di un vecchio film di Alberto Lattuada del 1954, LA SPIAGGIA, in cui viene affrontato il quesito dell'ipocrisia e delle false convenzioni sociali. 

Siamo nell'estate del 1953. 

Ne LA SPIAGGIA, una prostituta va a trascorrere le vacanze nella riviera ligure. 
Finchè non sanno chi ella sia in realtà, è ossequiata e riverita da tutti i frequentatori del Grand Hôtel dove ha preso alloggio..., quando si scopre la sua "professione", diventa oggetto di indignazione generale. 
Ma basta che un miliardario faccia le viste di accordarle la sua benevolenza, perché subito tutti le rivolgano di nuovo ossequi ed inchini. 

La tesi è antica, e si ritrovano facilmente negli apologhi e proverbi popolari, i quali hanno semp0re stigmatizzato il tartufiamo delle classi dominanti, dei ceti privilegiati che nascondono la corruzione e l'immoralità dietro al paravento di ipocrite norme formali, per cui quel che si dice è un conto, ma quel che si fa, un altro. 
Alberto Lattuada, mettendo assieme molte osservazioni, molti spunti, molti particolari e molti dettagli "dal vero", ha svolto con LA SPIAGGIA una sua vivace analisi sociale. 
Molte parti del suo film restano ancora allo stato di disegno, di schizzo appena tratteggiato, di caricatura, ma molte altre sono rifinite e complete, a tutto tondo, e hanno il penetrante vigore della satira, perché vi è chiaramente un punto di vista, un'idea che coordina i dettagli, le osservazioni, i frammenti di realtà. 
Questo punto di vista è critico, e denuncia, su un piano di polemica il costume..., l'immoralità e volgarità dei ceti privilegiati. 
Il giudizio che Lattuada dà di questo mondo di "bella gente" è sarcastico e amaro..., e la posizione è accentuata dalla scelta del personaggio principale che, oltre ad un significato ancora romantico, ha anche un significato vivacemente polemico: è infatti una prostituta, una "donna perduta", che si rivela assai migliore dei facoltosi benestanti, ed è attraverso il suo caso che il regista avanza, nel quadro di una pittura d'ambiente, una sua moralistica protesta. 
  
Martine Carol e Valeria Moriconi

2 commenti:

TheSweetColours ha detto...

...vecchiotto...

zloris ha detto...

....e sì... sono vecchiotto.....