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lunedì 6 febbraio 2012

LOLA - Rainer Fassbinder

Barbara Sukowa




    

LOLA
Titolo Originale: LOLA
Regia: Rainer Werner Fassbinder
Genere: DRAMMATICO
Durata: 114 minuti
Nazionalità:  Germania 1981
Distribuito da: TITANUS (1982) - AVO FILM, PANARECORD, POLYGRAM FILMED ENTRTAINMENT VIDEO

Interpreti
Barbara Sukowa, Mario Adorf, Armin Müller-Stahl, Mathias Fuchs
   

   
TRAMA 

Tre anni dopo la morte di Maria Braun, nel 1957, in una piccola città di provincia. 
Il costruttore Schuckert è il padrone della città: sindaco e funzionari comunali, sono tutti pagati da lui, eccetto il "socialista" Esslin, il quale, peraltro, più che fare l'agitatore, preferisce fare il moralista ai margini della società. Ma tutti, Esslin compreso, si ritrovano la sera a villa Fink, il bordello del paese, la cui grande attrazione è Lola. Anche Lola, naturalmente, è posseduta da Schuckert, un uomo volgare ma tutto sommato non malvagio.
In paese arriva un nuovo direttore dei lavori pubblici, von Böhm. La fama che lo precede preoccupa i corrotti notabili del paese e Schuckert stesso. Resosi conto della situazione, Böhm, oltre a imprimere una energica carica di efficienza al suo ufficio, decide di seguire una linea di Realpolitik: lascia che Schuckert faccia le sue speculazioni purché al contempo si impegni anche per le opere pubbliche utili al benessere comune. Rifiuta però decisamente di accettare denaro. Lola, la cui madre è andata a fare la governante da Böhm, decide di conquistare l'incorrutibile funzionario. Lo incontra e lo provoca fingendo di essere una gran dama. 
Böhm se ne innamora. Una sera Schuckert porta Bóhm a villa Fink, di cui il funzionario ignora l'esistenza. Quando vede che anche Lola (per lui fino allora una creatura angelica), e lo stesso Esslin - pianista del bordello - sono espressione di quella decadenza morale provocata dal dominio economico di Schuckert, decide di combatterlo.
Si iscrive a un gruppo di sinistra, manifesta nelle strade, pone il veto alle speculazioni di Schuckert e dei suoi accoliti. Tutto è bloccato, ma la situazione non può durare. 
Esslin viene comprato da Schuckert. E, finalmente, una sera, ubriaco e ridotto a uno straccio, Böhm si reca al bordello dove chiede a Schuckert di lasciargli Lola.
Schuckert accetta di buon grado. Lola sposa Böhm e rileva il bordello lasciatole in dono di nozze da Schuckert. E costui non manca di esercitare il ius primae noctis. 
Tutto ritorna in ordine, la ricostruzione continua.
  

  
COMMENTO

“Lola” non è piaciuto quasi a nessuno. È sembrata un'opera pretenziosa, soprattutto poco "fassbinderiana". Non ci mancava che la dichiarazione del regista: 

“Lola non era un film indispensabile”. 

Troppi i riferimenti a “L'angelo azzurro” per non provocare indebiti raffronti. Eppure, Lola è un film buono e piuttosto rilevante nell'ambito di un discorso sull'evoluzione di Fassbinder. Qui egli conquista un genere: questa perversa commedia appartiene allo stesso ramo che annovera capolavori quali “L'ispettore generale” di Gogol'.
Non è difficile riconoscere in filigrana, attraverso l'immagine del villaggio, l'intera Germania degli anni '50. Ma, rispetto all'allegoria de “Il matrimonio di Maria Braun”, esiste un fondamentale spostamento di struttura: il personaggio di Lola non rappresenta altri che se stessa. La valenza simbolica della donna è ridotta a zero. L'ambiguità si trasforma in ipocrisia, l'innocenza è cancellata dalla crudezza della realtà. La morte di Maria Braun ha infranto tutti i sogni. Böhm, l'unico che non si è ancora trasformato in puro cinico e che pure s'è presentato come il potente demiurgo capace di controllare la situazione, dimostra man mano la sua patetica inadeguatezza davanti alla bancarotta dei sentimenti. La sua integrità non ha più senso. Il Nuovo Mondo è schizofrenico, e felice di esserlo.
Il film è diviso in due, offre un continuo parallelo tra la vita pubblica alla luce del sole e la vita notturna nel bordello. Ma non esiste rovesciamento di potere tra i due mondi: Schuckert (alla fine del film, ci accorgiamo con angoscia che è simpatico) è padrone dell'uno e dell'altro. Per riuscire occorre conoscere le leggi di entrambi: Lola costruisce 'il suo successo su questo Böhm, che ignora questa regola fondamentale, cade in un abisso senza fondo.
La lezione è semplice ed è, tutto sommato, quella di sempre: sesso e denaro determinano, in rapporto fra loro, la vita degli uomini. Ma è detta con un tono nuovo, brillante e - per la prima volta - divertente. Perciò questa balzachiana incursione di Fassbinder può anche non essere 'indispensabile' ma non è sicuramente inutile.
  




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