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venerdì 10 febbraio 2012

VERONIKA VOSS - Rainer Fassbinder


     
VERONIKA VOSS


Titolo originale - Die Sehnsucht der Veronika Voss
Paese - Germania Ovest
Anno - 1982
Durata - 104 minuti
Colore - Bianco e nero
Audio - Sonoro
Genere - Drammatico
Regia - Rainer Werner Fassbinder
Soggetto - Rainer Werner Fassbinder, Pea Fröhlich, Peter Märthesheimer
Sceneggiatura - Rainer Werner Fassbinder, Pea Fröhlich, Peter Märthesheimer
Produttore - Rainer Werner Fassbinder, Thomas Schühly, Bertram Vetter, Horst Wendlandt
Fotografia - Xaver Schwarzenberger
Montaggio - Juliane Lorenz
Musiche - Peer Raben
Scenografia - Rolf Zehetbauer, Walter E. Richarz

Interpreti e personaggi

Rosel Zech: Veronika Voss
Hilmar Thate: Robert Krohn
Cornelia Froboess: Henriette
Annemarie Düringer: Dr. Marianne Katz
Doris Schade: Josefa
Erik Schumann: Dr. Edel
Peter Berling: Filmproduzent/Dicker Mann
Günther Kaufmann: G.I./Dealer
Sonja Neudorfer: Verkäuferin
Lilo Pempeit: Chehm

Premi - Festival di Berlino 1982: Orso d'oro
   

      
DIE SEHNSUCHT DER VERONIKA VOSS

“Die Sehnsucht der Veronika Voss”  ha vinto il Festival di Berlino 1982 (un festival in cui il regista non aveva mai avuto vita facile, sin dal primo lungometraggio).

Monaco, 1955. 
Robert Krohn, un cronista sportivo, incontra per caso Veronika Voss, una famosa star UFA (casa di produzione cinematografica dell'anteguerra tedesca). Robert ne rimane affascinato anche se non può fare a meno di notare lo strano e nevrotico comportamento della donna. Henriette, la donna di Robert, è in parte divertita e in parte preoccupata da questo incontro. Robert rivede Veronika e, seguendola, scopre che vive nella casa della sua psichiatra, la dottoressa Katz.
La dottoressa Katz, una donna piacente e cortese, spiega a Roben che ospita Veronika come paziente. Tornando a casa una sera con Henriette, Robert trova ad attenderlo sulla porta Veronika, che gli "ordina" di passare con lui la notte nella sua villa. Ma, mentre stanno dormendo, Veronika comincia a lamentarsi, tormentata da atroci dolori. Roberc la aiuta ad abbandonare la villa (un luogo disabitato da anni) e la porta dalla psichiatra. Robert è sempre più invischiato sia sentimentalmente che professionalmente. Ora segue Veronika sul set di un film in cui ha ottenuto una piccola parte. Ma anche la rentréeè un disastro. Veronika, colpita da una delle solite crisi, è condotta dalla dottoressa Katz.
Sul set Robert incontra l'ex-manto di Veronika, da cui apprende la verità: il declino dell'attrice, lo sgretolamento del loro matrimonio, il vizio del bere, e l'allontanamento dagli Studi; infine, l'assuefazione alla morfina. Robert comprende allora il rapporto tra Veronika e la dottoressa Katz. Costei riduce i pazienti a tossicomani per costringerli a lasciarle in eredità tutti i loro beni. La droga le viene fornita da un funzionario del Dipartimento della Sanità.
Robert ed Henriette organizzano una trappola per "incastrare" la dottoressa Katz; ma Henriette viene eliminata e nessuno saprà mai come. Per la dottoressa Katz e i suoi soci il gioco si è fatto più pericoloso: dopo pochi giorni anche Veronika muore, "suicidandosi" con una dose eccessiva di sonniferi. Impotente, Robert torna alla vita di sempre.
  


   
Realizzato con i nuovi, ormai abituali collaboratori e interpretato da un gruppo di bravissimi attori di teatro, “Die Sehnsucht der Veronika Voss” è prima di tutto uno splendido esercizio di stile. Con uno stupendo bianco e nero, con una sbalorditiva padronanza dei movimenti di macchina, con un finissimo senso del montaggio e della recitazione, il film conferma una volta di più che il referente di Fassbinder è diventato il vasto pubblico del cosiddetto art film.
La Germania del miracolo è frequentata da un fantasma: Veronika Voss. Veronika incarna il ritorno del passato: non l'incubo del nazismo e della guerra, ma il glamour luccicante del Terzo Reich antebellico. Veronika, come Lili Marleen, è, nonostante tutti i suoi misteri, un personaggio piatto e vacuo. È l'immagine inquietante del fascino per qualcosa di perduto, per qualcosa che Robert ha legato al ricordo della sua gioventù.
Il sogno di questa nuova eroina fassbinderiana non è un sogno attuabile, è un sogno regressivo: il termine “Sehnsucht” significa rimpianto, nostalgia, passione melanconica. Robert ne è prigioniero non solo per l'emozione che questa epifania del passato gli procura, ma perché vorrebbe anche comprenderne il mistero. Man mano che la sua relazione con Veronika procede, deve però fare i conti con altri aspetti della memoria: due altri pazienti della dottoressa Katz sono vecchi ebrei sfuggiti ai campi di sterminio.
Il comportamento di Veronika si fa sempre più isterico e incomprensibile, fino al tradimento finale. Di fronte alla polizia, Veronika scagiona la dottoressa Katz e sostiene di non aver mai conosciuto Robert. Il passato si vendica della 'ubris' di Robert: e la nemesi arriva implacabile, sotto le spoglie dell'efficiente e spregiudicato medico - un prodotto del presente - che stritola anche Veronika nella sua macchina criminale.
Alla fine Robert si ritrova solo, dopo aver perso entrambe le sue donne, l'impalpabile Veronika e la concreta, simpatica Henriette. Solo, sconfitto, sfiduciato, tornerà a celebrare nella pagina sportiva i trionfi di quella nazionale tedesca che alla fine de “Il matrimonio di Maria Braun”, un anno prima, aveva vinto il titolo mondiale.
Ispirato al suicidio dell'attrice Sybille Schmitz avvenuto nel 1955 e probabilmente influenzato dal fallito progetto di trarre un film da “Cocaina” di Pitigrilli, “Die Sehnsucht der Veronika Voss” si muove in un'atmosfera assai suggestiva ma con risultati non completamente felici. Sembra diviso tra due intenzioni e due "tempi": la commedia drammatica (tutta la prima parte e tutta la storia d'amore tra Robert e Veronika) e il film noir (la seconda parte, in cui la dottoressa Kats si configura come un genio del male e le morti si succedono l'una all'altra). 
Questo sbalzo di tono, a mio avviso, nuoce al film, anche se lo rende forse più avvincente.


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1 commento:

TheSweetColours ha detto...

terrò presente!