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martedì 20 marzo 2012

GILBERTO GOVI - Vita e opere (Life and works)


Gilberto Govi (Baccere Baciccia)
      
Gilberto Govi, nome d'arte di Amerigo Armando Gilberto Govi (Genova, 22 ottobre 1885 – Genova, 28 aprile 1966), è stato un attore italiano. 

Fondatore del teatro dialettale genovese, è considerato uno dei simboli della città della Lanterna. Formatosi nelle compagnie parrocchiali e nei circoli filodrammatici della natia Genova, si trovò nel 1913 a capeggiare la Dialettale genovese di cui era primattrice Rina Franchi Gaioni, sposata qualche tempo dopo.
Suoi cavalli di battaglia furono all'inizio le commedie di Nicolò Baciagalupo, considerato il padre del teatro genovese moderno, di cui allestì quasi tutta la produzione dialettale, a cominciare da I manezzi pè majà `na figgia. 
Il crescente successo ottenuto anche fuori dalla Liguria lo indusse, a partire dal 1925, a chiedere nuove commedie, particolarmente adatte alla sua peculiarità interpretativa, ad autori non necessariamente genovesi. 
Scrissero per lui, tra i tanti E. Cariesi (I Gustavin e i Passalegna, da un romanzo di De Marchi), A. Varaldo (Quando a rocca a Cerca o fuso e Scacco matto), E. Valentinetti (Pignasecca e Pignaverde), A. Acquarone (Quand'o gatto ne gh'è), G. Orengo (Sotto a chi tocca), E. La Rosa (In guardia!, Colpi di timone, O vaso de Pandora), S. Lopez (Parodi & C.).
  
  
Iscrisse contemporaneamente nel suo repertorio commedie tratte dal veneziano (I recini de festa di R. Selvatico, Per la regola! di D. Varagnolo, Sior Felice che cuccagna, Impresa trasporti e Metallurgiche Triscornia di V. Moruccio) e dal fiorentino (Quando la pera è matura di A. Novelli e Il trabocchetto di V. Palmarini).
Dotato di una mimica di immediata capacità comunicativa, di una ricerca perfezionistica del trucco, di una simpatia immediata a dispetto del carattere schivo, riuscì a rendere pienamente intellegibile un dialetto particolarmente ostico, vincendo battaglie memorabili per imporlo anche a pubblici inizialmente refrattari. 
Si congedò dalle scene nel 1960, rinunciando per la prima volta al trucco per impersonare Pietro Burlando nel Porto di casa mia di E. Bassano. 
L'anno seguente prese parte a Lui, lei l'altro, quarto e ultimo dei suoi film.
  

1 commento:

TheSweetColours ha detto...

novità, novità, quante novità!