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venerdì 23 marzo 2012

GIORGIO STREHLER - Vita e opere (Life and works)



   
Giorgio Strehler (Barcola, Trieste, 14 agosto 1921 – Lugano, 25 dicembre 1997) è stato un regista teatrale italiano.
Nato in una famiglia nella quale multiculturalità e spirito artistico contribuirono a orientare le sue future scelte, ancora giovanissimo si trasferì a Milano dove si iscrisse alla facoltà di Legge. Interrotti gli studi giuridici, frequentò l'Accademia dei Filodrammatici. Allo scoppio della guerra Strehler venne arruolato e successivamente fu rifugiato in Svizzera dove decise di non interrompere la propria attività mettendo in scena, con lo pseudonimo di Georges Firmy (cognome preso a prestito dalla nonna materna) Assassinio nella Cattedrale di Thomas S. Eliot, Caligola di Albert Camus e Piccola città di Thomas Wilder. 
Al suo ritomo in Italia, il primo spettacolo realizzato fu Il lutto si addice a Elettra di E. O'Neill; nel frattempo fu critico teatrale per “Momento sera”. 
Nel 1947, insieme all'amico Paolo Grassi, decise di fondare quello che sarebbe divenuto il più importante centro di ricerca e dinamica teatrale del dopoguerra, il Piccolo Teatro di Milano di cui Strehler fu direttore artistico fino al 1968, ritornandovi nel 1972 in veste di direttore unico, carica che ricoprì fino al 1996. 
Sin dalla sua nascita il Piccolo fu per Strehler luogo nel quale perseguire i suoi intenti di ricerca ed elaborazione. 
Tre furono, in un primo tempo, i filoni intrapresi dal regista: la rilettura critica delle opere di C. Goldoni (Arlecchino servitore di due padroni, 1947; La trilogia della villeggiatura, 1954; Le baruffe chiozzotte, 1964); la riscoperta e la valorizzazione dei testi propri del teatro milanese, con particolare attenzione a quelli di C. Bertolazzi (El nost Milan, 1955; L'egoista, 1960); la rilettura delle opere di W. Shakespeare e di Berthold Brecht, dapprima nel senso di una parricolare fedeltà al testo e ai suggerimenti propri dell'autore (è il caso di Coriolano, 1957, per Shakespeare, o di L'anima buona di Sezuan, 1957, e L'eccezione e la regola, 1961, per Brecht), quindi all'insegna della reinterpretazione critica dei testi legata alle conoscenze e alle situazioni politico-sociali del momento (Vita di Galileo, 1963, di Brecht; Il gioco dei potenti, 1964, tratto dall'Enrico VI di Shakespeare). 
La complessità dell'approccio ai testi spinse Strehler al già citato abbandono del Piccolo (1968) per la creazione di una sua compagnia (il Teatro Azione) con la quale proseguì fattività di ricerca destinata a continuare, a partire dal 1972, nuovamente al Piccolo. 

Tra gli allestimenti del periodo ricordo:

Santa Giovanna dei Macelli (1970) di B. Brecht
Re Lear (1972) di W. Shakespeare
L'opera da tre soldi (1973) di B. Brecht
Il giardino dei ciliegi (1974) di A. Cecov.

Durante gli anni Ottanta e Novanta Strehler si concentrò soprattutto sulla riedizione di suoi lavori precedenti e sulla realizzazione di un progetto, il Faust, che si concretizzò nella messa in scena di Faust, frammenti, parte I (1989) e Faust, frammenti, parte II (1991). 
Parallelamente all'attività di regista di prosa, Strehler si cimentò più volte nella regia di opere liriche, con attenzione particolare a quelle di W.A. Mozart: Il ratto del serraglio (1964), Le nozze di Figaro (1972), Il flauto magico (1974), Don Giovanni (1987), Così fan tutte (postumo, 1998). 

Tra le altre regie liriche ricordo:

La Traviata (1947) di G. Verdi
Simon Boccanegra (1972) di Verdi
L'amore delle tre melarance (1974) di S.S. Prokofiev
Falstaff (1980) di Verdi
Fidelio (1990) di L. van Beethoven.

Nel 1987 si prodigò per l'apertura di un nuovo teatro (Teatro Studio), destinato prevalentemente alla ricerca e all'attività della Scuola di Teatro diretta da Strehler stesso, mentre nel 1998 venne inaugurato il cosiddetto Nuovo Piccolo Teatro, poi denominato Teatro Strehler. Nel 1982 Strehler fu nominato direttore artistico del neonato Teatro d'Europa, voluto da F. Mitterand e J. Lang, rispettivamente presidente e ministro della Cultura francesi, e nel 1989 divenne direttore dell'Unione dei Teatri d'Europa. 
Senatore della Repubblica dal 1987 al 1992 nelle file del PCI, fu per un certo periodo parlamentare europeo. 
Tra le tante onorificenze da lui ottenute ricordo il premio Goethe, la laurea honoris causa conferita dall'università di Roma e la Legion d'onore francese. 
Nel 1974 raccolse i propri scritti nel volume Per un teatro umano.

Strehler e la concezione del teatro: ispirato fin da giovanissimo dalle teorie del regista austriaco M. Reinhardt, Strehler vide nell'attività teatrale il triplice intento comunicativo, divulgativo (in questo senso va visto l'allestimento di varie attività culturali - mostre, conferenze, ecc. - connesse alle opere presentate) e di partecipazione (memorabili le prove aperte allestite al Teatro Studio, costruito in modo da non creare una linea di demarcazione tra pubblico e attori). 
Esemplificativo è allora da intendere il percorso di avvicinamento all'opera teatrale proprio del regista, caratterizzato da varie tappe di lavoro concentrate sull'attore, sul testo e sulla struttura scenica (importantissime le luci e le scene, unite nella ricerca di una “leggera intensità”).
  
Arlecchino - Piccolo Teatro di Milano

1 commento:

TheSweetColours ha detto...

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