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martedì 10 aprile 2012

CANTI E NARRAZIONI DEGLI INDIANI D'AMERICA (Songs and stories of Native Americans)



    
DUE RAPPRESENTAZIONI INDIANE

I testi che seguono, le Rappresentazioni d'Autunno e la Rappresentazione dei doni, sono tratte dalla raccolta Canti e narrazioni degli indiani d'America. I due brani sono descrizioni fedeli di ciò che accade durante alcune 'rappresentazioni' in uso presso le tribù. Non si tratta certamente di 'teatro', così come lo intendiamo noi. Non c'è infatti un gioco scenico gratuito, destinato solo a divertire lo spettatore, privo di scopi pratici: realtà e finzione si mescolano inscindibilmente (i doni e le botte che vengono dati sono ad esempio verissimi). Siamo di fronte ad una forma di espressione sconosciuta alla nostra civiltà (simile, forse, a certi nostri giochi infantili), a metà tra la danza, il rituale, la musica, il teatro, la magia, la festa. Gli 'attori' sono membri delle comunità indiane, la rappresentazione richiede il coinvolgimento e la partecipazione del pubblico, venendo in tal modo ad assomigliare un poco a ciò che oggi si definisce uno happening.

Il primo testo raccoglie un rituale in uso presso gli Eschimesi dell'estremo Nord dell'America, ai limiti della zona artica. 
Esso descrive una cerimonia simbolica divisa in due momenti: dapprima c'è una specie di gioco, nel quale una coppia deve superare una 'prova', scavalcando una cinghia di cuoio tesa dai compagni, che impedisce l'accesso ad una capanna, e patire una penitenza ad ogni tentativo fallito; segue una sorta di rito che allude probabilmente all'inverno ed alla sicurezza della casa. Vengono utilizzate maschere ed oggetti (cinghia, frustino, coltello).

Il secondo testo descrive in cinque fasi l'utilizzazione, presso i Winnebago (una stirpe di origine Sioux), di un “fantoccio dei desideri”, che serve per chiedere dei doni, ottenuti a prezzo di una 'penitenza'. 
Da ultimo il pupazzo viene fatto a pezzi, in una simbolica cerimonia di morte.

Davanti a questo modo di 'recitare' scene corali e rituali, non ci resta che interrogarci sui significati reconditi dei gesti e sull'origine di questi “giochi di gruppo”, in cui si fondono divertimento e movimento collettivo, in cui emerge soprattutto un forte senso di vita comunitaria, unito ad una interpretazione magica dell'uomo, della natura e del destino.
  
Indiani Winnebago



RAPPRESENTAZIONI D'AUTUNNO

Un uomo e una donna portano maschere di pelle di foca, quella della donna è tatuata. I capelli dell'uomo sono raccolti in una ciocca che sporge dalla fronte, quelli della donna in una treccia per lato e in una grossa ciocca dietro la testa. Le gambe sinistre sono legate con una cinghia che scorre attorno al collo e al ginocchio e che li costringe a zoppicare.

Rappresentazione della Soglia 

A gambe legate l'uomo e la donna devono cercare di entrare in una capanna mentre gli occupanti oppongono una lunga cinghia di pelle di foca per tenerli fuori. Se cadono nel tentativo di attraversare la soglia vengono picchiati ben bene con un frustino o con bastoni. Una volta entrati nella capanna tutti i fuochi vengono spenti.


Rappresentazione della neve

I promotori delle Rappresentazioni d'Autunno si arampicano sui tetti e gridando svegliano tutti. Quando tutti sono usciti e si sono riuniti, l'uomo e la donna della rappresentazione precedente si siedono sulla neve. L'uomo ha in mano un coltello e canta:

Oangaja jaja jajaja aja 
Pissiungmipadlo panginejernago 
Qodlungutaokpan panginejerlugping 
Pissiungmipadlo panginejernago.

La donna segue il ritmo del canto con movimenti del corpo e delle braccia, e allo stesso tempo getta della neve ai partecipanti. Poi tutti entrano in una capanna dedicata ai canti e partecipano alle danze cantando. Gli uomini sono i primi ad uscire e rimangono fuori mentre l'uomo e la donna mascherati vigilano all'ingresso. Gli uomini sono fuori e le donne continuano a cantare, finché la coppia mascherata una alla volta le conduce dagli uomini che le attendono. Poi tutte le coppie che si sono formate rientrano nella capanna dedicata ai canti e girano attorno al fuoco centrale. Gli uomini e le donne gridano “hrr! hrr!” con entrambi i lati della bocca. Le coppie entrano nella capanna della donna e assieme trascorrono la notte.


RAPPRESENTAZIONE DEI DONI

1 - Qualcuno crea un pupazzo di erba e lo riveste di tutti gli oggetti che vorrebbe ricevere in dono. Se vuole un cavallo pone una briglia di traverso attorno al pupazzo; se vuole vestiti, riveste il pupazzo di indumenti indiani.

2 -  Poi chi ha creato il pupazzo lo pone vicino ad un gruppo di persone o dove pensa che la gente si riunirà. Si siede accanto al suo pupazzo.

3 - Non appena un altro partecipante vede il pupazzo si avvicina e o colpisce o dà un calcio all'uomo che l'ha fatto, allo stesso tempo gli dona uno degli oggetti desiderati. Altri possono partecipare a pari condizioni.

4 - I partecipanti smettono di prendere a calci chi ha creato il pupazzo soltanto quando qualcuno, preferibilmente un guerriero che ha già tagliato a pezzi un nemico in guerra, taglia a pezzi il pupazzo.

5 - Non appena i suoi lividi glielo permettono, l'uomo che ha creato il pupazzo si alza, raccoglie i doni, e torna a casa.
  

2 commenti:

Soffio ha detto...

E' molto interessante cogliere il senso profondo di queste ritualità che sono comparabili con le leggende e i miti di noi europei

TheSweetColours ha detto...

quante cose che non conosco...