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sabato 14 aprile 2012

IL FILO DEL RASOIO ( The Razor's Edge) - Edmund Goulding

    
IL FILO DEL RASOIO
Titolo originale - The Razor's Edge
Regia - Edmund Goulding
Genere - Drammatico
Soggetto - W. Somerset Maugham
Sceneggiatura - Lamar Trotti
Produttore - Darryl F. Zanuck per 20th Century Fox
Distribuzione(Italia) 20th Century Fox (1947)
Fotografia - Arthur C. Miller
Montaggio - J. Watson Webb Jr.
Musiche - Ray Dorey, Edmund Goulding,Isham Jones, John W. Kellette,Jaan Kenbrovin, Alfred Newman,Louis Silvers
Paese - Stati Uniti
Anno - 1946
Durata - 145 minuti
Colore - Bianco/Nero
Audio - Sonoro

Interpreti

Tyrone Power
Gene Tierney
John Payne
Anne Baxter
Clifton Webb
Herbert Marshall
Lucile Watson
Frank Latimore
Elsa Lanchester
Cecil Humphreys
Fritz Korner
John Wengraf
Jean del Val
Jaque Catelain

Doppiatori italiani

Giulio Panicali - Tyrone Power
Lydia Simoneschi - Gene Tierney
Emilio Cigoli - John Payne
Andreina Pagnani - Anne Baxter
Augusto Marcacci - Clifton Webb
Gaetano Verna - Herbert Marshall
Lola Braccini - Lucille Watson
Giuseppe Rinaldi - Frank Latimore
Wanda Tettoni - Elsa Lancaster
Aldo Silvani - Cecil Humphreys
Mario Besesti - Fritz Korner
Giorgio Capecchi - Jihn Wengraf
Stefano Sibaldi - Jean de Val


Riconoscimenti

1947 - Premio Oscar
Miglior attrice non protagonista a Anne Baxter
Nomination Miglior film alla 20th Century Fox
Nomination Miglior attore non protagonista a Clifton Webb
Nomination Migliore scenografia a Richard Day, Nathan Juran, Thomas Little e Paul S. Fox

1947 - Golden Globe
Miglior attore non protagonista a Clifton Webb
Migliore attrice non protagonista a Anne Baxter



      
Dall'omonimo romanzo di William Somerset Maugham: l'itinerario di un giovane e ricco americano che, straziato da una crisi interiore, viaggia prima in Europa e poi in India sino a raggiungere la pace dello spirito. 


Chicago 1919.
Isabel Bradley è una bella ragazza di diciotto anni, fidanzata con Larry Darrel. Isabel appartiene a una famiglia abbastanza in vista: suo zio, Elliot Templeton vive la maggior parte dell'anno a Parigi dove ama circondarsi di gente importante; snob oltre ogni dire, per lui contano solo i quattrini, una posizione sociale solida e un ottimo cuoco con cui sbalordire i propri invitati. Per questo motivo considera Larry, come futuro marito di sua nipote, un vero fallimento.
Il ragazzo, reduce dalla guerra in Europa, sembra non avere nessuna ambizione di farsi una posizione che gli assicuri il benessere materiale.
Vive con una piccola rendita e insegue sogni che a Elliot sembrano addirittura ridicoli. Ma Isabel è "pazza" del suo Larry, pazza come lo può essere una bella ragazza ricca, abituata ad avere tutto. C'è infatti in Larry qualcosa che le sfugge: il giovane, pur amandola, non è disposto ad assecondare i suoi capricci. La sua apparente sottomissione nasconde una volontà ben decisa.
Un giorno Larry dichiara di voler andarsene da Chicago: ha deciso di vivere a Parigi per un po' di tempo per cercarvi "la sua strada". Se non la troverà se ne tornerà in America e accetterà il primo impiego che gli offriranno.
Ma fino ad allora nessuno potrà impedirgli di fare come ha deciso. Deve trovare una risposta agli interrogativi che lo assillano: in guerra un suo amico è morto per salvargli la vita e Larry continua a domandarsi perché ciò sia accaduto. Se lui è vivo al posto di quell'altro, forse ci sarà un motivo e lui deve trovarlo a ogni costo.
Passano così due anni. Larry è a Parigi, ma, anziché essersi dato alla bella vita (Elliot lo avrebbe giustificato), è sparito dalla circolazione.
Isabel intanto continua la propria esistenza brillante, ma non ha dimenticato Larry. Non appena le si presenta l'occasione di fare un viaggio di piacere in Europa, corre a Parigi per rivedere Larry.
Se prima Larry le sfuggiva, ora non è più possibile alcuna intesa tra loro: il giovane vive in un mondo tutto suo, fatto di meditazione e di studio, un mondo al quale Isabel si sente estranea. Dentro di lui si agitano nuove domande...

"Esiste Dio? Perché c'è il male? L'anima è immortale o tutto finirà con la morte?".

Isabel non comprende il suo accanimento di questa ricerca.

"Quando tornerai a Chicago?
"A Chicago? Non lo so. Non ci ho ancora pensato."
"Ti sbagli, Larry, sei un americano. Il tuo posto è in America, non qui."
"Tornerò quando avrò finito. Forse, avrò da fare qualche cosa che la gente sarà felice di prendere".
  
Tyrone Power
   
Se Isabel vuole, si possono sposare subito e vivere a Parigi con la sua piccola rendita. Non è gran che, certo, ma Parigi è una città che offre molto in cambio di poco. Isabel è sbalordita: l'idea di condurre una vita simile le sembra addirittura pazzesca. Lei è nata per avere bei vestiti, per dare ricevimenti, per avere l'automobile e Larry vorrebbe convincerla a sprecare la sua giovinezza e la sua bellezza in camere d'affitto, con vestiti smessi e magari con una nidiata di bambini a cui badare!...
I due giovani si lasciano: non hanno più nulla in comune, eccetto la passione che ancora li attrae fisicamente, ma che non è sufficiente a far desistere Larry dal suo proposito.
Isabel torna in America, sconfitta più nel suo orgoglio che nel suo amore, e Larry comincia la propria odissea di vagabondo alla ricerca di una risposta ai suoi interrogativi. Abbandonati momentaneamente i suoi studi, va a lavorare come minatore in una sperduta miniera della Francia del Nord; passa poi in Germania dove fa il contadino, ma la fatica che la terra esige da chi la lavora lo appaga fino ad un certo punto. L'India, con la sua millenaria religione, gli sembra il posto adatto per dare un significato alla sua ricerca e così passa due anni in un monastero sotto la guida di un santone.
Un bel giorno, però, anche il fascino dell'India finisce e Larry torna a Parigi, dove incontra i suoi amici di un tempo e fra loro Isabel.
La ragazza ha sposato Gray Maturin, un milionario che è stato rovinato dalla crisi economica del '29. Senza l'aiuto dello zio Elliot, che sistema la coppia e i loro due figli a Parigi, le cose rischierebbero di andare male.
Larry è stupito e sconcertato di trovare Isabel sposata. Sempre ansioso di chiarire i suoi "perché" spirituali, senza rendersene conto, risveglia in Isabel la passione di un tempo. Sebbene Isabel voglia bene a suo marito e si dedichi alle sue bambine, sente che Larry è dentro di lei come una malattia. Quell'uomo, così inaccessibile al suo potere, ha amato altre donne peggiori di lei, e questo le sembra assurdo. Soprattutto non può ammettere che il vero amore di Larry sia stato Sophie, sua amica d'infanzia.

"La sola donna - egli dice - che avrei potuto sposare. La povera Sophie aveva una bell'anima generosa, fervida, piena di nobili aspirazioni. I suoi ideali erano molto elevati. Trovò persino una tragica nobiltà nel modo con cui ha cercato la propria fine".
  
Gene Tierney
   
Nella sua bontà Larry giustificava Sophie che, sposa e madre felice, aveva avuto la famiglia distrutta da un incidente automobilistico. Da quel giorno la giovane non si era più ripresa. Era scesa sempre più in basso; minata nello spirito, abbruttita dall'alcool, aveva cominciato a frequentare i locali più malfamati, le case d'appuntamento, le ignobili pensioni degli angiporti francesi.
Larry ritrova Sophie durante la sosta parigina e cerca di riscattarla dalla vita perduta. Quasi ci riesce, e decide di sposarla. Nel suo candore la porta anche in casa di Isabel la quale, però, travolta dalla gelosia, fa di tutto per troncare il legame. Ci riesce facendo ricadere la poveretta nel vizio del bere. Sophie fugge allora disperata. Riprende la sua vita miseranda a Tolone, dove è uccisa da un amante occasionale: la ripescherà la polizia nelle acque del porto con la gola tagliata.
Ma neppure la scomparsa di Sophie serve a trattenere Larry accanto a Isabel. Il ragazzo di un tempo è diventato ormai un uomo maturo, ma non per questo ha smesso di inseguire il proprio ideale do perfezione e di cercare la verità.
Larry appartiene più che mai a quel Dio che egli cerca in ogni angolo della terra e in ogni volto di sofferente senza riuscire a trovarlo, ma che un giorno stenderà la sua mano per attirarlo a sé.
Seppellita la povera Sophie, Larry torna in America. Non ha nessun progetto ambizioso, non si è mai considerato né un salvatore né un mistico. E' solo un uomo: tornerà fra la sua gente, sceglierà un lavoro umile, forse si metterà a fare l'autista di Tassì. A contatto del suo prossimo riuscirà più facilmente a restare se stesso e, chissà, forse qualcuno sulla scia del suo buon esempio potrà trovare la strada verso la vita dello spirito.
Sa di aver imboccato il sentiero arduo della perfezione: che vi arrivi stando al volante di un tassì o meditando in un monastero non ha importanza. L'importante è che, alla fine, arrivi almeno a intravedere quella perfezione per la quale egli ha saputo sacrificare tutto se stesso senza chiedere nulla in cambio.
   

1 commento:

TheSweetColours ha detto...

non lo conoscevo!