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domenica 8 aprile 2012

TEATRO CINESE (Chinese Theater) - LIANG SCIAN-BO e ZHU YING-TAI



LIANG SCIAN-BO e ZHU YING-TAI
   
Antica leggenda cinese, che risale al quarto secolo dopo Cristo, ripresa in musica, danza e canzoni agli inizi del Novecento, dagli artisti erranti che poi fondarono l'Opera “Scaio-sin”.

Ying-tai, figlia di Ciu, anziano possidente nella contea di Sciang-yu, provincia di Cekiang, è una fanciulla intelligente e affettuosa (foto 1, a sinistra). 

Vedendo dalla sua finestra una fila di studenti che si recano in città per i loro studi, vuole anch'essa recarsi alla scuola di Hang-ceu, capoluogo della provincia di Cekiang. Ma suo padre si oppone: il costume feudale vieta alle ragazze di studiare a scuola. Non ai maschi, però: e Ying-tai si traveste da maschio con tale abilità, che neppure suo padre la riconosce. Il genitore è quindi costretto a lasciarla partire, in compagnia della servetta Ying-sin, anch'essa travestita. 
Durante il viaggio, Zhu Ying-tai fa la conoscenza di Liang Scian-bo, giovane studente che pure si reca a Hang-ceu. La loro amicizia si accresce ed essi vivono accanto come fratelli durante i tre anni di scuola (foto 2). 

La fanciulla è innamorata, mentre Scian-bo ignora il suo segreto. 
Ying-tai però, prima di partire, lo rivela alla moglie del suo professore (foto 3), pregandola di fare i passi necessari presso le due famiglie perchè il matrimonio sia possibile. La signora, che del resto si era già accorta della cosa, accetta. 
Liang Scian-bo, desolato per la partenza dell'amico, lo accompagna, anzi la accompagna per un buon tratto di strada. 

Fermatisi a un pozzo (foto 4), Ying-tai sta per confessare, ma le manca il coraggio e s'accontenta per il momento d'invitare l'amato a casa sua. 

Quando, passato qualche tempo, Liang Scian-bo arriva ufficialmente da Zhu, sa tutto. La sua gioia è immensa, ma il padre ha promesso Ying-tai al figlio del prefetto (foto 5). 

          I due innamorati cadono in preda alla più profonda disperazione (foto 6) e, obligati a separarsi, giurano di unirsi per sempre dopo la morte. 
In effetti il giovane, inconsolabile, muore appena ritornato a casa. 

Viene il giorno delle nozze. La fanciulla ha ottenuto dal padre il permesso di scendere dal palanchino e di allontanarsi dal corteo per salutare un'ultima volta la tomba dell'amato. Quivi giunta, scoppia in pianto e grida la sua infelicità (foto 7). 

Di colpo, nasce una bufera, e un fulmine cade sulla tomba, spezzandola in due: la ragazza vi si precipita dentro, la tomba subito si richiude. Ma presto la bufera cessa, e il cielo di nuovo si schiarisce: una coppia di splendide farfalle - le anime dei due tragici amanti - esce dalla tomba e volteggia tra i fiori.


    

    
L'opera cantata a colori Liang Shan-bo e Zhu Ying-tai, che i cinesi modestamente chiamano 'documentario' in quanto è la trasposizione fedele di una famosa favola trasportata poi nel teatro di Sciao-sin, è stata ritenuta da Charlie Chaplin un capolavoro di poesia e di fantasia.
   

1 commento:

TheSweetColours ha detto...

teatro cinese? wow