9474652420519448 01688101952603718437

martedì 1 maggio 2012

LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI (The Resistible Rise of Arturo UI - Der aufhaltsame Aufstieg des Arturo Ui) - Bertolt Brecht


    
LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI

Autore - Bertolt Brecht
Titolo originale - Der aufhaltsame Aufstieg des Arturo Ui
Lingua originale  - Tedesco
Composto nel 1941 - Prima assoluta 1958


Personaggi 

Dogsborough - Paul von Hindenburg
Arturo Ui - Adolf Hitler
Emanuele Giri - Hermann Göring
Ernesto Roma - Ernst Röhm
Giuseppe Givola - Joseph Goebbels
Dullfeet - Engelbert Dollfuß
Karfioltrust - Junker, il trust degli industriali
Gangster - Nazisti
Fish - Marinus van der Lubbe



La resistibile ascesa di Arturo Ui (titolo originale in tedesco: Der aufhaltsame Aufstieg des Arturo Ui) è un dramma del 1941 del drammaturgo tedesco Bertolt Brecht. Racconta la storia dell'ascesa di Arturo Ui, un immaginario gangster della Chicago degli anni trenta e i suoi tentativi di controllare il racket dei cavolfiori eliminando senza pietà i suoi concorrenti.
   

    
Il teatro dello scrittore tedesco Bertolt Brecht (1898-1956) ha segnato, nel nostro secolo, una svolta per la storia di questo genere letterario e per le abitudini del pubblico; la sua influenza è stata ed è tuttora fortissima. Le innovazioni introdotte si basano su di una concezione dello strumento scenico diversa da quella tradizionale, e su di una serie di artifici tecnici intesi a rinnovare il rapporto con lo spettatore, nonché la funzione stessa degli attori.
Dico subito che l'opera di Brecht non si può comprendere al di fuori della dimensione politica che le è propria. È un teatro concepito con funzioni di ammaestramento e di educazione, come trasmissione di un messaggio ideologico non neutrale. L'autore, marxista, esprime la sua ideologia ed il suo giudizio politico direttamente nell'opera, agendo sempre con un impegno esplicito. La scelta di un'arte capace di insegnare e di educare si accompagna al rinnovamento degli strumenti formali, sulla base di una attenta meditazione teorica, la quale fa i conti con la tradizione del teatro occidentale, a partire da quanto aveva detto il filosofo greco Aristotele. Da Aristotele in poi si è ritenuto che l'opera scenica dovesse svolgersi secondo un realismo ed una verosimiglianza tali da permettere allo spettatore di identificarsi nella rappresentazione, di credere nell'illusoria azione dei personaggi. Credere nella rappresentazione, prenderla per vera, significa partecipare emozionalmente, vivere le passioni inscenate dagli attori. Per Brecht la funzione del teatro deve essere tutto l'opposto. L'identificazione tra spettatore e azione scenica non deve avvenire; addirittura non deve avvenire l'identificazione tra attore e personaggio. L'attore deve recitare con la coscienza di compiere una finzione, mantenendo sempre il debito distacco dal proprio ruolo. Per rompere l'incanto dell'illusione scenica, e quindi costringere il pubblico a pensare (più che a partecipare), a riflettere sul senso delle vicende rappresentate, e a trarne conseguenze di ordine morale, Brecht fa uso di tutta una serie di meccanismi, atti a produrre un "effetto di straniamento". Lo straniamento consiste, appunto, in quel distacco o mancanza di identificazione che dicevamo. A questo scopo gli attori devono recitare palesando l'artificio, ed il pubblico deve essere richiamato alla finzione mediante cartelli, che enunciano il contenuto della scena, o mediante canzoni che interrompono l'azione.
La tecnica di straniamento, nonché l'aspirazione politica e morale del teatro di Brecht, saranno visibili anche nel breve passo che antologizziamo, l'ottava scena di La  resistibile ascesa di Arturo Ui. 

L'opera vuole descrivere una vicenda storica, la salita al potere di Hitler e del nazismo in Germania. Per far ciò, anziché mettere in scena dei personaggi che incarnino in maniera verosimile i protagonisti della storia di quel periodo e ne ricostruiscano i momenti salienti, l'autore trasferisce le vicende storiche in un contesto chiaramente irreale: l'ascesa di Hitler è raccontata attraverso la storia di una banda di volgari gangsters, che opera ai danni dei negozianti di una città. Capo di questi gangsters è Arturo Ui, che simboleggia la figura del dittatore. L'analogia tra la storia politica e la favola è affidata ad un gioco di equivalenze, di cui lo spettatore viene informato continuamente mediante cartelli, che richiamano la realtà degli avvenimenti tedeschi negli anni dell'ascesa di Hitler.
La scena più significativa per me è ambientata nella sede del "trust dei cavolfiori", cioè nell'immaginaria associazione dei negozianti di cavoli. Arturo Ui sta tenendo un comizio grossolano, in cui, facendo leva sulle paure dei negozianti (provocate dagli stessi gangster), offre la protezione della sua banda, secondo forme notoriamente proprie della malavita organizzata. Per meglio convincere i malcapitati commercianti (che simboleggiano la borghesia tedesca degli anni '30), alcuni uomini di Ui trasportano bidoni di benzina in un vicino magazzino, e gli danno fuoco. La protezione, l'ordine assicurato dai banditi, sarà a quel punto più che mai necessario. Qualcuno dei presenti ha visto che l'incendio è stato appiccato da coloro che offrono la pretestuosa protezione, ma la minaccia di una pistola lo farà tacere.
In che cosa questa vicenda di malavita richiama i fatti della politica tedesca al tempo dell'ascesa di Hitler? Sul palco scende un cartello, sul quale sta scritto:

“Nel febbraio del 1933 il palazzo del Reichstag fu divorato dalle fiamme, Hitler accusò i suoi nemici di averlo incendiato e diede il via alla "notte dei lunghi coltelli".

Qui ci si riferisce ad un episodio famoso della strategia di Hitler per la conquista del potere. Il 28 febbraio del 1933 prese fuoco il Reichstag, l'edificio del parlamento tedesco. Dell'attentato (compiuto dai nazisti) furono incolpati i comunisti, e si procedette ad arresti massicci, secondo una tecnica sperimentata di terrorismo politico, che consiste nel commettere un crimine per spaventare l'opinione pubblica, e nello scaricare su altri la colpa, ottenendo così mano libera per mettere in atto misure repressive eccezionali. In seguito all'incendio del Reichstag fu posto fuori legge il partito comunista, ed in breve Hitler poté assumere i pieni poteri. L'anno dopo il dittatore procedeva a massacrare, nella notte detta "dei lunghi coltelli", i capi della fazione più intransigente del suo stesso partito, consolidando così la propria posizione di forza. Questi gli avvenimenti storici, che Brecht trasferisce nella dimensione 'bassa' di una banda criminale cittadina, pur avvertendoci continuamente che la favola allude a fatti di ben diversa portata. Lo scarto tra la favola e i fatti è tale da far scaturire un meccanismo di ironia, con funzione demistificatrice, intesa cioè ad abbassare il valore dei personaggi storici ai quali si allude. 
A questo proposito ho riportato qui sotto alcune note scritte dallo stesso Brecht in vista di una possibile messa in scena. Queste note sono importanti perché svolgono alcuni temi propri del teatro brechtiano in generale, e introducono al nostro testo in particolare, con una notevole coerenza e chiarezza ideologica. 

Due i punti trattati dallo scrittore: 

1. la riduzione di un personaggio storico come Hitler alla dimensione banale di delinquente non ha solo la funzione dissacrante della parodia, ma serve a ristabilire una scala di valori basata su verità di ordine politico.

2. solo la riduzione a parodia e commedia può restituire ai fatti la loro vera dimensione tragica, perché lo 'straniamento' ci permette di riflettere sul senso delle cose, sottraendoci ad una banale concezione della storia vista come prodotto 'eroico' di pochi 'grandi uomini' (che magari sono in realtà solo “grandi assassini”). Brecht in queste note dà anche indicazioni concrete sulla messa in scena, la quale deve essere indirizzata alla parodia, ma senza che il tono grottesco divenga eccessivo, per non soffocare il senso reale di orrore che deve rimanere costante durante la rappresentazione.


Premessa

La resistibile ascesa di Arturo Ui, scritta nel 1941 in Finlandia, rappresenta un tentativo di spiegare al mondo capitalistico l'ascesa di Hitler trasponendola in circostanze a quel mondo familiari. L'uso del verso dà la misura del carattere eroico dei personaggi.

Cenno per l'esecuzione

Questo dramma va rappresentato in stile grandioso, perché gli avvenimenti acquistino quel risalto che purtroppo loro compete; se possibile, con chiare reminiscenze del dramma storico elisabettiano, perciò con sipari e praticabili.  Si può recitare, ad esempio, davanti a sipari di juta imbiancati di calce, con chiazze color sangue di bue. All'occorrenza possono essere anche usati fondali dipinti a mo' di panorama, e sono altresì consentiti effetti musicali do organetti, trombe e tamburi. Ma naturalmente va evitata la pura e semplice parodia, e anche in chiave do grottesco non deve mai venir meno l'atmosfera dio orrore. E' necessaria un'esecuzione plastica, condotta a ritmo veloce, con gruppi d'insieme chiaramente afferrabili, nel gusto dei vecchi quadri d'argomento storico.

1 commento:

TheSweetColours ha detto...

interessante...