9474652420519448 01688101952603718437

giovedì 24 maggio 2012

MATA HARI - Greta Garbo (Trama, commento e video)


    
MATA HARI

Regia - George Fitzmaurice
Sceneggiatura - Benjamin Glazer, Leo Birinsky (dialoghi aggiuntivi di Doris Anderson e Gilbert Emery)
Produttore - George Fitzmaurice, Irving Thalberg (non accreditato)
Casa di produzione - Metro-Goldwyn-Mayer
Genere - Drammatico
Fotografia - William H. Daniels
Montaggio - Frank Sullivan
Scenografia - Cedric Gibbons
Costumi - Adrian
Paese - Stati Uniti d'America
Anno - 1931
Durata - 89 minuti
Colore - Bianco/Nero
Audio - Sonoro

Interpreti e personaggi

Greta Garbo: Mata Hari
Ramón Novarro: tenente Alexis Rosanoff
Lionel Barrymore: generale Serge Shubin
Lewis Stone: Andriani
C. Henry Gordon: Dubois
Karen Morley: Carlotta
Alec B. Francis: l'avvocato Caron
Blanche Frederici: sorella Angelica
Edmund Breese: carceriere
Helen Jerome Eddy: sorella Genevieve
Frank Reicher: il cuoco-spia
Misha Auer: soldato fucilato

Doppiatori italiani del 1932

Francesca Braggiotti: Mata Hari
Doppiaggio del 1952:
Tina Lattanzi: Mata Hari
Doppiaggio del 1983:
Rita Savagnone: Mata Hari
Roberto Chevalier: tenente Alexis Rosanoff
Sergio Tedesco: generale Serge Shubin
Giorgio Piazza: Andriani
Vittoria Febbi: Carlotta
   
Durante la prima guerra mondiale, la spia tedesca Mata Hari deve sedurre un ufficiale tedesco, ma se ne innamora. Il superiore della donna è geloso, e la missione va in malora; ma la donna avrà una morte da eroina.
   


    
"In poche ore fa rivivere i culti sacri dei popoli asiatici".
La scritta, a grandi lettere rosse sullo sfondo giallo del manifesto, sormontava l'ingresso di un teatro parigino.
All'interno non c'era più un posto disponibile. 
Sotto il raggio dei riflettori la danzatrice aveva iniziato la parte più attesa e più audace del suo programma, con la quale sembrava ipnotizzare la platea. 
In realtà la sua esibizione,, che puntualmente ogni sera si ripeteva a "teatro esaurito", riusciva a dare un'illusione di Oriente quasi genuino. 
Il sipario calò lentamente in uno scrosciare di applausi. 
La danzatrice corse, rapida, verso il suo camerino. 
In un angolo oscuro del corridoio, un uomo l'attendeva. 
Le sbarrò il passo e l'abbracciò appassionatamente. 
Un lungo bacio li unì, e in quei pochi secondi una piccola capsula di metallo passò da lei a lui: conteneva un messaggio segreto. 
Poi l'uomo si allontanò rapidamente. 
La danzatrice, rivestitasi, si fece condurre al lussuoso Hotel dove abitava sotto il nome di Mata Hari. 
  

    
PRIMI SOSPETTI 

"Fate entrare Mata Hari", disse una voce autoritaria. 
Il poliziotto si trasse di lato e la donna entrò nella stanza del capitano Ladoux, capo del Servizio di Controspionaggio francese. 
Pur essendo sulla quarantina, Mata Hari era ancora bellissima. 
Erano pochi gli uomini che sapevano resistere al suo potere di seduzione che ella sapeva usare come un'arma sottile sempre a suo favore. 
Tuttavia Ladoux non ne fu impressionato. 
Comodamente seduto, con un gesto invitò la donna ad accomodarsi. 
"Ho intenzione di allontanarvi dalla Francia. Vi ritengo una mediocre ballerina, ma un'abile spia"... disse Ladoux gelidamente. 
"Che cosa ve lo fa supporre?"... rispose calma Mata Hari. 
"Non ho le prove. Ma non dubito di averle tra breve, se seguiterete a frequentare i tedeschi. Siamo in guerra, non dimenticatelo; e mi spiacerebbe far fucilare, un giorno o l'altro, una così bella donna. Mi sono spiegato?"... Così dicendo, Ladoux sorrise, sarcastico. 
La donna si sentì perduta: sapeva bene che Ladoux non stava affatto scherzando e che qualcosa del suo pericoloso gioco doveva essere trapelato. 
Tuttavia con aria ironica disse... 
"Io sono olandese e quindi neutrale. Posso frequentare tutti i tedeschi che voglio. Dopo tutto sono miei ammiratori". 
"Non illudetevi di riuscire a ingannarmi. Vi farò sorvegliare giorno e notte e al primo passo falso sarete perduta".
  
    
IL DOPPIO GIOCO 

In effetti erano già alcuni anni che Mata Hari lavorava per lo spionaggio tedesco. 
A Berlino, negli uffici del Servizio Segreto, il dossier che la riguardava era classificato sotto la sigla H.21 e l'incartamento era voluminoso: in esso si diceva che Margaretha Zelle, nata a Leewarden (Olanda) il 7 agosto 1876, dipendeva direttamente dal Generale Von Kroon, capo del Controspionaggio tedesco. 
Seguiva poi il suo curriculum vitae e il rapporto di tutta la sua attività spionistica. 
Separata dal marito, ufficiale olandese dell'esercito coloniale, era venuta a Parigi in cerca di fortuna. 
Poiché la permanenza in Oriente le aveva permesso di imparare alcune danze esotiche, essa poté creare il personaggio di Mata Hari, che in dialetto indossano significa "uccello dell'aurora". 
Ben presto la ballerina Mata Hari divenne famosa e cominciò a contare tra i suoi più arditi ammiratori importanti personaggi della politica e della finanza francese. 
Non fu certo per caso che il Servizio Segreto tedesco si interessò a lei: alla fitta rete spionistica che la Germania stava tessendo in tutta Europa occorreva proprio un agente segreto introdotto nel vivo della vita politica e militare della Francia. 
Fu così che Mata Hari divenne H.21. 
Nel frattempo gli avvenimenti in Europa precipitavano: l'estate del 1914 vide milioni di uomini mobilitati per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. 
Quando si vide sul punto di essere scoperta, Mata Hari decise di osare fino al limite del possibile. 
Pochi giorni dopo il colloquio con Ladoux, ella tornò negli uffici del Deuxième Bureau e chiese di essere ricevuta dal capo del Servizio Segreto francese. 
Aveva una proposta da fargli ed era certa che Ladoux l'avrebbe ascoltata. 
"Potrei fare la spia per la Francia! Il mio prestigio in Germania è grande. Sono amica perfino del principe ereditario." 
L'uomo non mostrò alcuna meraviglia, in fondo si era aspettato qualcosa di simile e doveva ammettere che Mata Hari gli sarebbe stata più utile così che chiusa in carcere. 
Quindi accettò la sua proposta. 
In realtà essa pensava che con quel patto avrebbe allontanato i sospetti dei francesi, pur seguitando a servire i tedeschi. 
Un gioco assai pericoloso. 
Il Controspionaggio francese decise di metterla alla prova. 
Come primo incarico le fornì notizie militari perché le facesse pervenire ai patrioti belgi. 
Ella avrebbe dovuto imbarcarsi in Spagna su una nave neutrale, raggiungere l'Inghilterra e di qui l'Olanda e il Belgio. 
Appena giunta in Spagna, Mata Hari prese contatto con l'Ambasciata tedesca di Madrid e si incontrò col generale Von Kroon a cui vendette i segreti avuti dai francesi. 
Troppo sicura di sé, non previde che il Controspionaggio francese era in grado d'intercettare con facilità tutte le comunicazioni dell'ambasciata tedesca in Spagna. 
Quando dalla Spagna i tedeschi trasmisero a Berlino i segreti venduti da Mata Hari, i francesi intercettarono il messaggio. 
La trappola contro Mata Hari era dunque scattata. 
Il Controspionaggio francese aveva le prove per incriminarla. 
Pochi giorni dopo il suo ritorno a Parigi, essa fu arrestata sotto l'accusa di spionaggio a favore della Germania. 
Per dieci mesi - dal gennaio all'ottobre 1917 - Mata Hari subì una dura prigionia e i continui interrogatori di un processo per alto tradimento. 
Ma i suoi nervi non cedettero. 
Di fronte ai vari capi d'accusa e alla prova costituita dai 15.000 franchi ricevuti da Von Kroon negò sempre. 
Tuttavia il tribunale la dichiarò colpevole e la condannò a morte. 
Quando il verdetto venne pronunciato, Mata Hari ascoltò impassibile la condanna e riuscì perfino a sorridere ai giudici. 
Il suo difensore, l'avvocato Clunet, innamorato di lei, si recò dal Presidente della Repubblica francese e gettandosi ai suoi piedi implorò la grazia per Mata Hari. 
Ma tutto fu vano.
  
     
"LA BELLA MORTE" 

All'alba del 15 ottobre 1917, Mata Hari ricevette in cella la notizia di prepararsi a morire. 
Ancora una volta dette prova di grande sangue freddo... 
"State sicuri che saprò morire senza paura. Farò quella che si chiama una bella morte!". 
Si vestì con il suo abito più elegante e si truccò con cura. 
Prima di varcare la soglia della cella un ufficiale le chiese se avesse qualche rivelazione da fare. 
"Nessuna...- rispose seccamente - ma anche se ne avessi, ormai sarebbe troppo tardi." 
Sul luogo dell'esecuzione, rifiutò la benda sugli occhi e salutò graziosamente con la mano il proprio avvocato. 
Subito dopo, una raffica di fucileria l'abbatteva. 
Il suo corpo fu sepolto alla periferia di Parigi e la pratica riguardante H.21 venne archiviata. 
Tuttavia la spia Mata Hari alimentò, fino ai giorni nostri, decine di romanzate vicende e ispirò con la sua vita interi volumi di letteratura spionistica.


VEDI ANCHE . . .

GRETA GARBO - La Divina
      

4 commenti:

Paola ha detto...

Non potevo mancare, Greta Garbo rimarrà sempre la mia attrice preferita, tra quelle dei tempi lontani . grazie per lo splendido post, ti lascio il mio saluto e l'augurio di un buon fine settimana

TheSweetColours ha detto...

Interessante

Laura ha detto...

Lei è sempre bravissima... oltre che stupenda! :-))

Marianna S. ha detto...

che creatura affascinante....