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giovedì 19 luglio 2012

LA TERRA DEL DESIDERIO (Skepp till India land) - Ingmar Bergman


LA TERRA DEL DESIDERIO

Titolo originale - Skepp till India land (Nave per le Indie)
Genere - Drammatico
Regia - Ingmar Bergman
Soggetto - Ingmar Bergman, Martin Söderhjelm
Sceneggiatura - P. A. Lundgren
Produttore - Lorens Marmstedt
Fotografia - Göran Strindberg
Montaggio - Tage Holmberg
Musiche - Erland von Koch
Paese - Svezia
Anno - 1947
Durata - 98 minuti
Colore - Bianco/Nero
Audio - Sonoro (mono)






Interpreti e personaggi

Holger Löwenadler - Capitano Blom
Anna Lindahl - Alice Blom
Birger Malmsten - Johannes Blom
Gertrud Fridh - Sally
Naemi Briese - Selma
Hjördis Petterson - Sofi
Lasse Krantz - Hans
Jan Molander - Bertil
Erik Hell - Pekka
Åke Fridell - Proprietario del locale di varietà


Il film racconta una storia d'amore. Il giovane marinaio Johannes torna in patria dopo sette anni di viaggio. Si riaffacciano i ricordi, specie dopo l'incontro con Sally, una ragazza che a suo tempo ha amato. Egli dichiara di amarla ancora, ma lei lo respinge. Johannes vaga sulla spiaggia ripensando al passato. Il film si dipana in un lungo flashback.

Rivediamo Johannes, sette anni prima, alle prese con un recupero marittimo. Il padre, il capitano Blom, è assente, i marinai scalpitano ed egli assume il comando dell'operazione. Nel frattempo il padre si trastulla tra osterie e locali notturni. In uno di questi fa scoppiare una rissa e corteggia una sciantosa. È Sally, che egli porterà poi con sé incurante delle proteste della moglie e del figlio. Ma intanto un medico gli ha annunciato le drammatiche conseguenze di una malattia agli occhi. Blom annuncia a Sally la sua imminente cecità. Quando Sally va ad abitare nella barca della famiglia Blom scoppiano tra Johannes e il padre violente liti. Tra Johannes e Sally fiorisce presto l'amore, e questo acuisce l'astio tra padre e figlio. La moglie esorta il capitano a ravvedersi, a tornare a lei, ma egli rifiuta. I due giovani innamorati fanno progetti e fanno l'amore in un vecchio mulino. Poi Sally confessa al capitano il suo amore per Johannes. Ne segue una discussione animata; lei dice al capitano: “Non sei altro che un fallito”.
Si procede all'operazione di recupero e il capitano, addetto alla pompa mentre il figlio lavora sotto la chiglia in uno scafandro da palombaro, tenta di ucciderlo interrompendo il flusso dell'aria. Johannes è salvato dagli altri due ma il capitano, come impazzito, fa inabissare il relitto recuperato in mare, vanificando giorni e giorni di fatica e danneggiando tutta l'attrezzatura. Poi va a terra, raggiunge la sua garçonnière in città e la devasta. Là arriva ad arrestarlo la polizia, ma egli per sottrarsi alla cattura si butta dalla finestra. Si salverà, ma morirà pochi anni dopo.
Dopo il drammatico episodio, Johannes decide di partire per l'India a bordo di una nave. Sally tornerà a cantare e a ballare nello squallido locale.
Finisce il flashback e Johannes torna da Sally. Le ripete che l'ama e che vuole portarla via con sé: “Bisogna cercare di evadere quando ci sentiamo chiusi. Altrimenti il muro si alza e non c'è che buttarsi dalla finestra”. 
La donna resiste, ma alla fine cede e accetta la proposta di rifarsi una nuova vita con lui. Salpa la nave con i due giovani a bordo. Il film si conclude con un volo di gabbiani e con una musica orientale in sottofondo. La giovinezza e il vero amore hanno trionfato sull'egoismo, sull'incomprensione, sulle traversie della vita.


COMMENTO

È un film povero, realizzato con pochi mezzi. Un film semplice, lineare, didascalico. La morale è messa via via in bocca ai protagonisti. 
Johannes all'inizio dice a Sally: “C'è stata una gran tempesta stanotte. A volte ci vuole, pulisce l'aria”. 
Sally, nel vecchio mulino, gli dice: “Dobbiamo aver qualcuno da amare. Se non lo abbiamo è come essere morti”. 
Poi, quando Johannes sta per partire per l'India, aggiunge: “Ho la sensazione che non ci sia niente al mondo che possa veramente durare. So solo che ti amo, tutto il resto non conta”. 
Alcuni temi cari a Bergman si fondono qui con il racconto, a tratti anche banale, dell'amore contrastato tra due giovani. C'è l'apologia dell'amore come unico ideale per cui vale la pena di vivere, c'è il contrasto tra genitori e figli, c'è il riferimento a quel muro che ogni uomo, quando è sopraffatto dal suo egoismo, innalza attorno a sé per evitare il rapporto con gli altri.
In conclusione posso dire che questo film incarna violenza, passione, tragicità e quei momenti in cui sono stati vissuti sentimenti pieni e forti si dissolvono in un lento seppur inevitabile ritorno alla feroce realtà della vita.


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3 commenti:

Paola ha detto...

Ho visto diversi film di Bergman... Mi piace molto, per la sua particolarità... Ero al liceo quando in tv trasmettevano i suoi film, e non me ne persi uno... Questo non lo ricordo ! Forse non era nel programma di allora.. Ma ricordo con piacere Il posto delle fragole, sussurri e grida, La fontana della vergine, Il settimo sigillo....belli davvero. Grazie Loris, un abbraccio

Marianna S. ha detto...

"dobbiamo aver qualcuno da amare"... è vero...

TheSweetColours ha detto...

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