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mercoledì 18 luglio 2012

METELLO - Mauro Bolognini (Tratto dal romanzo di Vasco Pratolini)


   
METELLO
Regia - Mauro Bolognini
Soggetto - Vasco Pratolini
Genere - Drammatico
Sceneggiatura - Luigi Bazzoni, Mauro Bolognini, Suso Cecchi d'Amico, Ugo Pirro
Fotografia - Ennio Guarnieri
Montaggio - Nino Baragli
Musiche - Ennio Morricone
Paese - Italia
Anno - 1970
Durata - 107 minuti
Colore - Colore
Audio - Sonoro


Interpreti e personaggi

Massimo Ranieri: Metello Salani
Tina Aumont: Ida
Lucia Bosè: Viola
Ottavia Piccolo: Ersilia Pallesi
Renzo Montagnani: Poldo, padre di Metello
Frank Wolff: Betto Lampredi
Gabriele Lavia: un carcerato
Adolfo Geri: Del Buono
Manuela Andrei: Adele Solani
Franco Balducci: Sante Chellini
Claudio Biava: Cardini
Pino Colizzi: Giovanni Tenzoni
Luigi Diberti: Ferdinando Lippi
Corrado Gaipa: Ing. Badolati
Luigi Antonio: Guerra
Piero Morgia: facchino
Mariano Rigillo: Olindo Tinai
Steffen Zacharias: Papa' Pallesi

Doppiatori italiani

Rodolfo Baldini: Metello Salani

Premi

David di Donatello 1970: miglior film, David Speciale (Ottavia Piccolo, Massimo Ranieri)
Festival di Cannes 1970: Premio per la migliore interpretazione femminile (Ottavia Piccolo)

Metello è un film del 1970 diretto da Mauro Bolognini, tratto dall'omonimo romanzo di Vasco Pratolini e generalmente ritenuto il suo miglior lavoro.
  

     
TRAMA DEL FILM - Rimasto orfano, il giovane Metello trova lavoro come muratore nel cantiere di un ex operaio che ha rinnegato il suo passato di stenti adeguandosi allo sfruttamento capitalistico del lavoro. Durante il funerale di un collega, Metello si scontra con la forza pubblica, intenta a far rispettare il divieto di esporre bandiere anarchiche, e viene arrestato. Uscito di prigione, abbraccia gli ideali socialisti partecipando allo sciopero generale proclamato per ottenere aumenti salariali. Lo sciopero si rivela lungo e infruttuoso e tra gli operai inizia a serpeggiare il malcontento. Quando un gruppo di questi decide di ripresentarsi al lavoro, per impedirglielo, Metello e altri si gettano in un furioso corpo a corpo con i gendarmi. La vittoria sindacale è vicina, ma la morte di uno degli operai segnerà tristemente il futuro di Metello.



IL ROMANZO - Scritto nel 1952, il romanzo copre l’arco di tempo che va dal 1875 al 1902, dall’adolescenza alla maturità di Metello Salani, che è il protagonista della vicenda. Allevato da una famiglia di contadini, il quindicenne Metello, abbandona la campagna, e si trasferisce in città, Firenze.
Sono gli anni in cui, fra il popolo, si diffondono dottrine e organizzazioni che puntano alla liberazione dalla miseria, dallo sfruttamento, dalla sottomissione…, gli anarchici predicano una società ideale in cui ciascuno sia libero di scegliere la propria vita, senza obbedire a capi o padroni che vogliono imporre la loro volontà…, i socialisti (che nel 1892 si organizzano in partito) lottano perché gli operai si organizzino e conquistino i loro diritti più elementari…, un lavoro sicuro, giustamente pagato…, la libertà politica…, la democrazia.
A Firenze, Metello trova un vecchio amico di suo padre…, comincia a lavorare come scaricatore al mercato, poi come apprendista muratore nell’impresa Badolati. La sua maturazione procede di paro passo con le varie esperienze che influiscono su di lui…, prima fra tutte, l’incontro con Viola, una donna più anziana di lui e più colta di lui (una maestra).

Su queste vicende, s’innesta il clima vivace di lotte sociali, che caratterizza quel periodo…, l’esperienza di lavoro come muratore conduce Metello a stringere legami con la Camera del Lavoro (prima organizzazione sindacale) e con gli esponenti socialisti di Firenze. Matura così lentamente la coscienza di appartenere ad un vasto movimento che opera nella speranza di una società più giusta.
Il filo conduttore di questo romanzo è l’amore per Ersilia, che trova la sua giusta conclusione nel matrimonio…, nel legame con la moglie, la vita di Metello diventa più regolare e tranquilla.
Non tutto è facile per i due sposi…, una lunga battaglia sindacale mette a dura prova la fermezza e la maturità di Metello. Gli edili scendono in sciopero, per ottenere miglioramenti salariali, ma gli imprenditori oppongono una resistenza decisa e dura. L’astensione dal lavoro è lunga, difficile e penosa, giacchè ben presto la miseria e la stanchezza mettono in crisi l’unità di tutti i lavoratori. In questo periodo difficile e snervante, Metello tradisce Ersilia ed ha un’avventura con Idina, un’amica della moglie.
E’ anche questo un segno dello sbandamento e dell’incertezza che il lungo sciopero ha prodotto dentro di lui. Ma l’agitazione raggiunge il culmine, quando la polizia spalleggia l’impresa contro gli operai…, è lo stesso ingegner Badolati ad intervenire, per evitare spargimento di sangue, anche se in un tafferuglio alcuni operai vengono colpiti. Lo sciopero si conclude con la vittoria della categoria, che ottiene quanto desiderava…, tuttavia, quelli che hanno guidato l’agitazione /tra questi c’è Metello) vengono arrestati all’improvviso. Nuovi mesi di carcere, la riflessione e la lontananza temprano definitivamente il carattere di Metello…, uscito di prigione, è di nuovo pronto a ricominciare la sua vita di lotta e di fatica accanto ad Ersilia.



Nato a Firenze il 19 ottobre 1913. Vasco Pratolini ha tratto gran parte della sua ispirazione dall’ambiente in cui è nato e cresciuto… una famiglia operaia.
Infatti, il mondo popolare di Firenze è al centro di tutta la sua opera, nata da un’esperienza diretta a contatto con gente semplice, ma piena di intelligenza e di maturità.
Pratolini non comincia come scrittore di professione…, svolge i mestieri più vari (il lift, il venditore di bibite, il rappresentante di commercio, l’impaginatore di giornali), entrando in contatto con gli ambienti operai e con quel sottomondo cittadino, fatto di persone che vivono alla giornata, campando dei lavori più strani e improvvisati.
Ammalatosi a ventun anni, deve trascorrere un biennio in sanatorio. Al ritorno a Firenze, un incontro decisivo segna una svolta nella sua vita…, lo scrittore Elio Vittorini lo introduce negli ambienti letterari, nelle riviste. Pubblica così il suo primo racconto, sul periodico “Letteratura”. Trasferitosi a Roma, lavora come impiegato al Ministero dell’Educazione nazionale…, dopo l’8 settembre 1943, partecipa attivamente alla resistenza romana, col nome di battaglia di Rodolfo Casati.
La sua fortuna letteraria comincia nel dopoguerra…, “Il Quartiere”, “Cronache di poveri amanti”, “Cronaca familiare”, “Metello”, “La costanza della ragione”…sono queste solo alcune sue opere migliori. E' morto a Roma il 12 gennaio 1991

3 commenti:

Paola ha detto...

Mi piacque molto il film, all'epoca, ero ventenne e anche fan di Ranieri... Ma mi piacque indipendentemente da lui.. Il libro invece non l'ho mai letto nonostante mi sia proposto tante volte di farlo.

Marianna S. ha detto...

mia madre ha adorato questo film

TheSweetColours ha detto...

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