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lunedì 23 luglio 2012

UN 'ESTATE D'AMORE (Summer Interlude - Sommarlek) - Ingmar Bergman


UN 'ESTATE D'AMORE

Titolo originale - Sommarlek
Regia - Ingmar Bergman
Soggetto - Ingmar Bergman, Herbert Grevenius
Genere - Drammatico
Produttore - Allan Ekelund
Casa di produzione - Svensk Filmindustri
Fotografia - Gunnar Fischer
Montaggio - Oscar Rosander
Musiche - Erik Nordgren, Bengt Wallerström
Pëtr Il'ič Čajkovskij da Il lago dei cigni
Scenografia - Nils Svenwall
Trucco - Carl M. Lundh
Paese - Svezia
Anno - 1951
Durata - 96 minuti
Colore - Bianco/Nero
Audio - Sonoro (mono)




Interpreti e personaggi

Maj-Britt - Nilsson - Marie
Birger Malmsten - Henrik
Alf Kjellin David - Nyström
Annalisa Ericson - Kaj, ballerino
Georg Funkquist - Lo zio Erland
Stig Olin - Maestro di danza
Mimi Pollak - Signora Calwagen, zia di Henrik
Renée Björling - Zia Elisabeth
Gunnar Olsson - Sacerdote


La ballerina Marie si vede recapitare inaspettatamente un plico contenente il diario di Henrik, un giovane da lei amato durante un'estate di tredici anni prima e morto prematuramente per un banale incidente. In una giornata libera dalle prove, raggiunge lo chalet sul mare dove visse quei giorni d'amore e li rievoca con le lacrime agli occhi. Scopre che il plico le è stato inviato da un anziano zio che dopo la morte di Henrik l'ha indotta a una squallida relazione. Poi torna in città, riprende le prove, ha un colloquio con il suo maestro di ballo che cerca di convincerla a guardare in faccia la vita senza inseguire sogni lontani. A un giovane giornalista che le vuole bene consegna infine il diario, invitandolo a leggerlo. Se dopo egli vorrà ancora sposarla, accetterà. La donna rompe così la spirale dell'egoismo che l'aveva assalita dopo la morte del giovanotto. Lo zio le aveva detto: “Nella vita si può fare solo una cosa: difenderci, proteggerci alzando intorno a noi un muro che ci isola”.
Ma quel muro era diventato per lei una prigione. Ora ha superato la crisi. Sorride nuovamente alla vita, che vale la pena di essere vissuta. 
“Vorrei piangere - dice - disperdere con le lacrime la mia vacuità, cancellare questo periodo di tempo inutile. Se mi interrogo a fondo scopro quasi che sono felice”.
  


   
Il film è il primo in cui Bergman dimostra di avere la piena padronanza delle sue possibilità espressive. Fu accolto con un certo interesse alla Mostra del cinema di Venezia del 1952, presentato fuori concorso. È, per due terzi, il racconto commosso e sincero del grande amore tra i due giovani; per l'ultimo terzo è una riflessione, spesso amara, sulla vita e sul destino. Si è fatto un gran parlare, al riguardo, del pessimismo bergmaniano. In effetti il film è opera aperta. Propone modi diversi di concepire e affrontare la vita, non offre soluzioni precostituite. Ma suggerisce di non dimenticare la vita di tutti i giorni, la quotidianità. C'è sempre qualcosa che vale, suole raccomandare Bergman, al di sotto di ogni riflessione sui massimi sistemi. 
Dal punto di vista espressivo, l'opera è di grande intensità e bellezza. Il modo in cui è presentato e fotografato il paesaggio nordico ne fa uno dei protagonisti del film. Da notare infine l'uso della musica, dal Lago dei cigni di Čajkovskij (che accompagna le scene di balletto) ai brani di Chopin (che punteggiano i momenti romantici della relazione tra i giovani). Tre semplici arpeggi cadenzano la scena del dramma. Una prorompente musica orchestrale sottolinea il momento in cui la donna rompe i ponti con il passato dei rimpianti e decide di affrontare la vita con nuova energia. Quest'uso funzionale della colonna musicale tornerà spesso nei film di Bergman, perfino in “Sussurri e grida”, un'opera che secondo un pregiudizio diffuso sarebbe del tutto priva di musica.
  

In questa scena, Marie si confida con il suo maestro di ballo, che la incoraggia ad abbandonare i ricordi e a guardare in faccia la realtà del presente.


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2 commenti:

Gabe ha detto...

ciao Loris ,come va?,ci siamo persi di vista,ma mi manca sempre il tempo per fare tutto.
Ho letto con piacere le presentazioni dei vecchi,ma sempre bellissimi film di Bergman,grazie,ciao

TheSweetColours ha detto...

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