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sabato 27 ottobre 2012

IL CASANOVA DI FEDERICO FELLINI

   
     IL CASANOVA DI FELLINI
Regia - Federico Fellini
Genere - Drammatico
Soggetto - Storie della mia vita di Giacomo Casanova
Sceneggiatura - Federico Fellini, Bernardino Zapponi
Produttore - Alberto Grimaldi per PEA
Distribuzione (Italia) - Titanus (1976)
Fotografia - Giuseppe Rotunno
Montaggio - Ruggero Mastroianni
Effetti speciali - Adriano Pischiutta
Musiche - Nino Rota
Scenografia - Danilo Donati, Federico Fellini
Costumi - Danilo Donati
Maurizio Mein: aiuto alla regia
Liliana Betti : 2° aiuto alla regia
Antonio Orfanò : 2° assistente alla regia
Paese di produzione - Italia
Anno - 1976
Durata - 148 minuti
Colore - Colore
Audio - Sonoro

Interpreti e personaggi

Donald Sutherland: Giacomo Casanova
Tina Aumont: Henriette
Cicely Browne: la marchesa Durfé
Carmen Scarpitta: la signora Charpillon
Diane Kourys: la figlia della Charpillon
Clara Algranti: Marcolina
Daniela Gatti: Giselda
Margareth Clementi: Suor Maddalena
Mario Cencelli: Dott. Mobius l'entomologo
Olimpia Carlisi: Isabella
Silvana Fusacchia: altra figlia dell'entomologo
Chesty Morgan: Barberina
Adele Angela Lojodice: la bambola meccanica
Dimitri Tamarov: l'imbonitore
Sandra Elanie Allen: la gigantessa
Clarissa Maryè Roll: Annamaria
Alessandra Belloni: la principessa
Elisa Mainardi
Marika Rivera: Astrodi
Angelica Hansen: attrice gobba
Marjorie Belle: Contessa di Waldestein
Marie Marquet: la madre di Casanova
Daniel Emilfork-Berenstein: Du Bois
Luigi Zerbinati: il Papa
John Karlsen: Lord Talou

Doppiatori italiani

Gigi Proietti: Giacomo Casanova
Oreste Lionello: Dott. Mobius, Du Bois
Lilla Brignone: La marchesà Durfè
Carmen Scarpitta: signora Charpillon
Solvi Stubing: Isabella
Renato Cortesi: Edgard
Cesarina Ghinaldi: Madre di Casanova
Livia Giampalmo: Principessa

Premi

Premi Oscar 1977: Oscar ai migliori costumi
2 Nastri d'argento: miglior scenografia e migliori costumi
1 David di Donatello 1977: migliore musica
2 Premi BAFTA: BAFTA alla migliore scenografia, BAFTA ai migliori costumi
  

    
Giacomo Casanova, gentiluomo veneziano, ora bibliotecario alla Corte di Waldenstein, rievoca le avventure e gli incontri amorosi della sua vita spericolata.
Durante le feste di un carnevale veneziano accerta di dar prova delle proprie capacità amatorie con una suora, anche per accondiscendere ai piaceri da voyeur dell’amante di lei, Ambasciatore di Francia, che vuol compiacere per ricavarne benefici. L’Inquisizione condanna la sua vita libertina e lo arresta accusandolo di praticare la magia nera. E rinchiuso nei Piombi ma ne Fugge e riesce a raggiungere Parigi dove frequenta i salotti aristocratici, e in particolare quello della Marchesa d’Urfè che spera di ottenere da lui il segreto dell’immortalità. Contrae una malattia venerea e presto riprende i suoi viaggi e le sue avventure libertine. Frequenta omosessuali, ha nuovi intrecci amorosi, incontra la donna—cannone, è l’eroe di serate orgiastiche dove si unisce innumeri volte con le ospiti, passa da una corre all’altra, ed avvicina anche il Papa, conosce Voltaire, ma ne viene umiliato. Non gli rimane, in vecchiaia, che accettare il posto di bibliotecario del Conte di Waldensrein, anche se è vilipeso dalle sgarberie dei domestici.
Ormai la sua consolazione è soltanto quella di danzare con una bambola meccanica.



   
Il film è da godersi interamente con gli occhi, anche se l'intervento di Nino Rota e della sua musica così pertinente accresce le meraviglie visive, le provoca, caratterizza e arricchisce, e diventa indispensabile perché “uno spettacolo silenzioso”, diceva Noverre, teorico del balletto, “alla lunga stanca”..., ed è da godersi con gli occhi come avviene appunto nei dieci o più incontri dei padiglioni magici, cari a Houdini, a Fregoli, a Mélies, ed ai lontani frequentatori del Boulevard du Temple, o di Piazza Pepe, regno dei mimi, e scuola di Petrolini. 
La forma tutta visiva prescelta diventa l’unico e fondamentale contenuto. 
In che cosa si distingue contenutisticameme l’una avventura che segue all’altra? In niente, perché tutto si conclude in atto sessuale. E come il refrain di una ballata, d’un vau-de-vire, d’un vaudeville. Ma le diversità insorgono proprio dai padiglioni differenti che vengono visitati, ove ogni teatrino ha la sua caratteristica e la sua singolarità. Fellini fa una pittoscultura di tanti presepi alla rovescia, o di “sacra rappresentazione popolare” (alla rovescia), di carosello automatico, dai mille movimenti: ci si era già provato nelle scene sacre del teatrino delle scolare in “Giulietta degli spiriti”, e nella 'parade' prelatizia di “Roma”. 
I singoli episodi di “Casanova” non sono - come apparve superficialmente a certuni - ripetizioni e luoghi comuni: bensì dimostrazioni e ritorni di uno stile inconfondibile, unico, di cui soltanto il cinema italiano si è potuto privilegiare.
E debbo necessariamente tornare alla musica di Nino Rota, che fa tutt’uno col film, come, nei balletti, si amalgamano musica, scenografia, coreografia: nell'opera dei castrati (dando l’avvio a un’operina nello spettacolo), nella pantomima, nella danza della bambola, negli scatti da orologeria-balletto dell'uccello metallico. 
Gli attori, col protagonista Donald Sutherland, le scene e i costumi di Danilo Donati, ma scaturite dal suggerimento del regista, le caratteristiche e i pregi della fotografia, sono il suo vocabolario e il suo sfondo, la sua scelta creativa e la sua cultura, e fanno parte della sua tavolozza, come Georges Mélies animava e fondeva i personaggi artificiosi, talvolta burattineschi, e i materiali vili, foranei, del suo incantevole “Voyage dans la lune”.
  



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2 commenti:

TheSweetColours ha detto...

Interessante!

sergio celle ha detto...

...ciao Loris, bè, su G.Casanova, non ho letto la tua recensione poiché in biblioteca ho "Storia della mia vita" apparsa all'epoca prima in lingua francese...storia che ho letto più di una volta...poi posseggo anche il dvd di Fellini. Peccato che nel film molte sue testimonianze non siano presenti...ma forse non sarebbero bastate un paio d'ore per raccontare tutta la sua vita...che tanto mi ha affascinato...alla prox...