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mercoledì 31 ottobre 2012

L'ULTIMA TENTAZIONE DI CRISTO (The Last Temptation of Christ) - Martin Scorsese (Trama, commento e video)



   
L'ULTIMA TENTAZIONE DI CRISTO

Titolo originale - The Last Temptation of Christ
Regia - Martin Scorsese
Soggetto - Nikos Kazantzakis
Sceneggiatura - Paul Schrader
Fotografia - Michael Ballhaus
Montaggio - Thelma Schoonmaker
Musiche - Peter Gabriel
Scenografia - John Beard, Andrew Sanders e Giorgio Desideri
Genere - Storico, drammatico
Paese di produzione - Stati Uniti
Anno - 1988
Durata - 164 minuti
Colore - Colore
Audio - Sonoro

Interpreti e personaggi

Willem Dafoe: Gesù
Harvey Keitel: Giuda
Barbara Hershey: Maria Maddalena
Verna Bloom: Maria, Madre di Gesù
Victor Argo: Pietro, Apostolo
Gary Basaraba: Andrea, Apostolo
Michael Been: Giovanni, Apostolo
Paul Herman: Filippo, Apostolo
John Lurie: Giacomo, Apostolo
Andre Gregory: Giovanni Battista
David Bowie: Ponzio Pilato
Harry Dean Stanton: Saulo/Paolo
Tomas Arana: Lazzaro
Juliette Caton: Ragazza Angelo
Irvin Kershner: Zebedeo
Paul Greco: Zelota
Steve Shill: Centurione
Roberts Blossom: Vecchio Maestro
Barry Miller: Geroboamo

Doppiatori italiani

Claudio Sorrentino: Gesù
Paolo Poiret: Giuda
Rossella Izzo: Maria Maddalena
Massimo Corvo: Andrea, Apostolo
Massimo Rinaldi: Giovanni, Apostolo
Dario Penne: Giovanni Battista
Luciano Roffi: Ponzio Pilato
Piero Tiberi: Saulo/Paolo
Mauro Gravina: Lazzaro
Giuppy Izzo: Ragazza Angelo
Tonino Accolla: Geroboamo



    
L'ultima tentazione di Cristo, come progetto più volte fallito e poi finalmente come opera realizzata, ha una storia talmente complicata e contorta che meriterebbe un libro a sé. Ricondotto in una normale analisi contestuale, acquista invece le giuste proporzioni di coraggiosa e lucida proposizione di un cristianesimo “laicizzato”, non agiogralfco, criticamente moderno, secondo la chiave di lettura fornita dal lungo romanzo omonimo di Nikos Kazantzakis.

Il falegname Gesù di Nazareth fabbrica le croci con cui vengono giustiziati i ribelli ebrei sul monte Golgotha. Lo zelota Giuda, suo amico d'infanzia, lo accusa di collaborare con i Romani, ma egli sente confusamente di essere chiamato ad una missione che ancora non conosce. Un'altra amica d'infanzia, la prostituta Maria Maddalena — che egli visita nel lupanare — lo rimprovera di rifiutare il suo amore per debolezza e viltà. In cerca di purificazione, Gesù incontra un anziano monaco che sta per morire, poi viene a sapere che era già morto prima che gli parlasse, e la stessa notte gli appare Satana sotto forma di serpente, dopodiché un altro monaco gli annuncia che ora è purificato e deve diffondere tra la gente il messaggio divino.
Giuda, schieratosi coi ribelli zeloti, e incaricato di ucciderlo, ma preferisce seguirlo per capire se potrà favorire la sua causa. Gesù impedisce il linciaggio di Maddalena ad opera di Zebedeo, poi pronuncia il Discorso della Montagna, radunando intorno a sé un gruppo di discepoli. Giuda lo esorta a visitare in Giudea Giovanni il Battista, il quale a sua volta lo sfida a sostenere un lungo digiuno nel deserto: per quaranta giorni Gesù resiste alle numerose tentazioni del demonio, e alla fine della prova gli appare lo stesso Giovanni, insanguinato, che lo invita a rivelare la parola di Dio. Apprendendo che Giovanni è stato decapitato da Erode, Gesù torna dai discepoli (che ormai chiama apostoli) e comincia a predicare e a compiere miracoli, ridando la vista a un cieco, tramutando l’acqua in vino alle nozze di Canaan e resuscitando Lazzaro. Dopo aver cacciato i mercanti dal tempio, diventa estremamente popolare, tanto che lo zelota Saul, geloso del suo ascendente, uccide Lazzaro. 
A Gerusalemme, la Domenica delle Palme, Gesù a cavallo di un asino è attorniato dalla folla entusiasta. Gli ebrei vorrebbero che li guidasse alla rivolta contro Roma (ed effettivamente basterebbe un suo
cenno per scatenare il popolo contro i dominatori), ma egli chiede a Dio un segnale e sviene, colpito dalle stigmate. Salvato da Giuda, e ormai del tutto consapevole del sacrificio che la propria missione divina gli impone, lo prega di aiutarlo a compierla consegnandolo ai Romani. 
Congedatosi dagli apostoli nell’ultima cena, Gesù va all’Orto del Gethsemani e vi è raggiunto dalle guardie, che lo arrestano dopo che Giuda l’ha baciato per identificarlo. Giudicato dal tribunale di Ponzio Pilato, e condannato a morte e inchiodato a una croce sul Golgotha.
Mentre agonizza, gli appare un angelo custode sotto le sembianze di una fanciulla, per annunciargli che Dio l’ha salvato dalla morte. ¨È liberato e curato da Maddalena, la quale si unisce a lui, gli da un figlio e muore. L’angelo allora lo conduce da Maria e Marta, le sorelle di Lazzaro, e con esse Gesù vive una vita lunga e serena, allietata da molti figli. 
Quando incontra Saul, divenuto il predicatore cristiano Paolo, apprende che il popolo l’ha sempre creduto morto e risorto, per volontà di Dio. In punto di morte, mentre Gerusalemme brucia, Gesù è
visitato da li apostoli, e Giuda lo accusa con rabbia di aver tradito la sua missione. In quello stesso istante la fanciulla-angelo si trasforma nella fiamma del demonio che già lo aveva tentato nel deserto, ed egli comprende e accetta il proprio destino, ritrovandosi nuovamente crocifisso. Grida: “Padre, perché mi hai abbandonato?», e muore.
  
     
Prima ancora della sua uscita, il film ha suscitato lo sdegno delle correnti fondamentalista e integralista di protestanti e cattolici militanti, che hanno dato vita a una vera e propria crociata anti-Scorsese, promuovendo un movimento di opinione teso a soffocare la libertà interpretativa dell'opera d'arte e a focalizzarsi esclusivamente sulla dimensione scandalistica dell’evento. Fortunatamente la critica specializzata ha saputo prescindere da questo veto pregiudiziale, e ha formulato un giudizio basato sui caratteri intrinseci del film anziché soffermarsi sul mero contenutismo.
Vale comunque la pena, a titolo informativo, di riportare integralmente il testo del comunicato ufficiale della Commissione Episcopale Italiana che invitava i periodici cattolici ad astenersi dal recensire L’ultima tentazione, cosi come infatti fece l'autorevole “Rivista del cinematografo”....

“Dopo aver visionato il film L'ultima tentazione di Cristo, si conferma che esso è inaccettabile e moralmente offensivo. La figura di Gesù è infatti radicalmente falsilicata, anche con un artificio cinematografico improponibile nei suoi contenuti. Il film pertanto non merita di essere visto, merita solo il silenzio riservato alla mediocrità. Per chi crede che Gesù è il Figlio di Dio e l’uomo senza peccato, e anche per chi riconosce l’altezza della sua umanità, dare attenzione a questo film è contraddire alle proprie convinzioni, oltre che prestarsi ad un'operazione commerciale che umilia chi l’ha compiuta. L'unico dato che resta è  la forza della persona di Gesù, che pone anche oggi la domanda decisiva per la nostra esistenza. Solo essa ha potuto, per contrasto, dare risonanza anche a questo film ambiguo e volgare”.

Affascinato dalla “umanizzazione” della figura di Cristo, Scorsese capovolge l'impostazione cristologica adottata da Pasolini e Rossellini, e preferisce andare dal personaggio alla storia. Il suo Gesù è anzitutto la proiezione dei conflitti e delle emozioni di un autore che, entro i limiti della sua sensibilità di artista, è anche riflesso dell’animo dell’uomo contemporaneo..., in quanto condivide le angosce, le paure, le rabbie in cui ogni essere umano si dibatte, è il protagonista di una esperienza di tentazione dal quale siamo invitati a sentirci capiti e aiutati.


L'ultima tentazione di Cristo riscatta con un marcato rigore espressivo la provocatoria "irriverenza" dell'assunto, sconcertante perché proveniente da un autore di formazione cattolica, e rimane comunque un'opera intensamente sofferta e vissuta, degna della massima attenzione e considerazione. 
La sceneggiatura di Paul Schrader privilegia la dimensione della sofferenza e del tormento morale, il dilemma esistenziale e soprattutto pone l'accento sul problematico dualismo Dio/uomo. A tratti prevale sulla linearità del testo l'acuta visionarieta del regista - non priva di parziali eccessi verbali o visivi - ma complessivamente viene mantenuto up equilibrio di fondo che garantisce una spettacolarità esemplare, del tutto esente dai canoni dell'iconografia tradizionale.
  





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4 commenti:

Paola ha detto...

Non l'ho mai visto... e penso che non lo vedrò mai.... Sai che non riesco più a guardare film sulla Crocifissione di Nostro Signore? Ci soffro troppo..
Un caro saluto, a presto

Stefy Rostry ha detto...

film moto discusso...mio marito lo ha visto ma io non ci sono riuscita!!

TheSweetColours ha detto...

Interessante!

sergio celle ha detto...

...ho letto la tua recensione sul film di Scorsese. Siccome non l'ho visto, mi riprometto di vederlo in una notte di solitudine...premetto, non posseggo alcuna fede religiosa, ma le parole che contengono verità le sento...grazie Loris...alla prox...