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domenica 9 dicembre 2012

IL BURBERO BENEFICO (Le bourru bienfaisant) - Carlo Goldoni




 IL BURBERO BENEFICO

(Le bourru bienfaisant)

Commedia in prosa in tre atti
di Carlo Goldoni.
Rappresentata a Parigi
alla Comédie-Française
il 4 novembre 1771,
venne pubblicata a Parigi nel 1771.






  

PERSONAGGI


Il Signor Geronte
Il Signor Dalancour, nipote di Géronte
Dorval, amico di Géronte
Valère, amante di Angélique
Piccard, lacchè di Géronte
Un lacchè di Dalancour
Madame Dalancour
Angélique, sorella del signor Dalancour
Martuccia, donna di governo del signor Geronte



ATTO I

Angélique, nipote di Géronte, è innamorata di Valère, ma vi sono ostacoli al loro matrimonio: Dalancour, fratello e tutore di Angélique, per mantenete i lussi della moglie, a cui non sa negare nulla, ha sperperato in soli quattro anni tutto il patrimonio, attirandosi il disprezzo dello zio. La dote della
sorella è a rischio, sicché il fratello vuole monacare Angélique per evitare ulteriori spese.
Angélique si confida con Géronte, burbero e scostante, tutto concentrato nel gioco degli scacchi, ma in fondo generoso; durante il colloquio, la giovane, intimidita dallo zio, non
gli rivela l'amore per Valère, e perciò Géronte decide di cercarle un buon partito. Dati i pessimi rapporti tra Géronte e il nipote, Dalancour incarica Dorval, amico di Géronte, di convincere lo zio ad aiutarlo nella sua disastrosa situazione finanziaria, tacendo alla moglie il loro dissesto.


ATTO II

All'ambasceria di Dorval, Géronte dispone che Dalancour metta la testa a posto e concede Angélique a Dorval, che accetta purché la ragazza acconsenta. Dalancour è ormai alle strette: è infatti condannato e sta per essere incarcerato. Valère è pronto a soccorrere Dalancour e a sposare Angélique anche senza dote, e incarica Marton di fare la proposta a Géronte; mentre Dorval, visto il fermo rifiuto di Angélique, si oppone alle nozze decise da Géronte.


ATTO III

Dorval si fa garante della causa di Valère e Angélique, mentre Géronte si commuove alla supplica di Dalancour, promettendo di aiutarlo e accettando che Madame Dalancour resti con lui, purché i beni vengano amministrati in modo più giudizioso.
Géronte concede a Valère la mano di Angélique insieme a una dote assai cospicua.


IL BURBERO BENEFICO, commedia di carattere

A Parigi il rapporto tra Carlo Goldoni con la corte fu parallelo ad altri incontri con i più illustri illuministi del tempo (Diderot, Rousseau, Voltaire). Né dall'una né dall'altra parte fu mai decisamente conquistato. Dall'ambiente reale gli venne lo stimolo per la composizione di un'opera tutta scritta in francese (Le bourru bienfaisant) in occasione del matrimonio tra il Delfino di Francia e Maria Antonietta. La prima rappresentazione (4 novembre l77l) alla Comédie Française fu un trionfo, tanto più straordinario se si pensa che Goldoni aveva imparato a conoscere il francese soltanto da nove anni. La replica ebbe luogo a Fontainebleau davanti a Luigi XV. Più tardi l'autore tenterà anche una mediocre versione italiana, Il burbero di buon cuore, edita nel 1789.
L'intreccio e il primo attore ricordano La casa nova, solo che il 'rustego' è ora il protagonista assoluto e sganciato da una precisa origine socio-economica.
Subito dopo, nel 1772, Goldoni scrisse L'avare fastueux, che fu rappresentato solo nel novembre 1786 accolto con tale indifferenza, nel teatro semivuoto di Fontainebleau, da indurre l'autore a non rappresentarlo più.


* * *

Il burbero benefico Géronte è il protagonista: facile all'ira, ma di buon cuore. Tra questi contrasti si svolge l'intreccio.  Egli ha due nipoti. Angélique ama Valère, ma non osa rivelare ciò allo zio; il quale, credendo di farle piacere, ha deciso di dotarla e di sposarla al maturo Dorval, suo amico. L'altro nipote Dalancour, giovane non cattivo, ma un po' leggero, per amore della moglie, ha fatto dei debiti ed è ormai rovinato, senza che la moglie abbia sospetto di ciò.
Quando Angélique, parlando con Dorval, intuisce che la si vuol sposare ad altri che a Valère, rifiuta le nozze..., e Dorval non insiste. Anzi fa conoscere la difficoltà per queste nozze a Géronte, che scatta e nell'ira fa perfino cadere a terra il servo, pronto poi a soccorrerlo, anzi a offrirgli il suo bastone stesso. In tali trambusti, proprio Dalancour ricorre allo zio: altro scatto di ira, poi un principio di commozione..., quando interviene la moglie di Dalancuor per giustificare sé e il marito.
Nuovo dispetto di Géronte: la signora sviene... E il vecchio ne ha pietà; ma per aiutarli, insiste nel voler sposare Angelica a Dorval, e credendo che questi rifiuti per la povertà della ragazza le promette una forte somma.
Ma Dorval parla chiaro: anzi svela che Valère, per salvar Dalancour, ha offerto tutto il suo patrimonio, sposando poi la ragazza senza dote.
A queste parole Géronte finisce di commuoversi: pagherà i debiti del nipote e sposerà Angelica a Valère, dandole tutto ciò che aveva promesso per le nozze con Dorval.
  
Statua di Goldoni - Venezia
   

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