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giovedì 10 gennaio 2013

LA LENA - Commedia di Ludovico Ariosto

Ludovico Ariosto
    
Nelle commedie ariostesche ricorrono personaggi e motivi della commedia plautiana: padri avari, figli gaudenti, servi astuti d'accordo coi figli per ingannare i padri, donne di malaffare, e scandali derivanti da somiglianza di persone, e riconoscimenti, che risolvono a un tratto la situazione..., ma non mancano allusioni satiriche alla vita e alla corruzione del tempo.


LA LENA

Commedia in endecasillabi sciolti in cinque atti di Ludovico Ariosto. Composta nel 1528, venne rappresentata nel carnevale del 1529 e pubblicata per l'occasione.



Personaggi

CORBOLO, famiglio di Flavio
FLAVIO, patrone giovane
LENA, ruffiana
FAZIO, vecchio
ILARIO, padre di Flavio
EGANO, vecchio
PACIFICO, marito di Lena
CREMONINO famiglio
GIULIANO
TORBIDO, perticatore
GERMOGNANO
BARTOLO
MAGAGNINO, sbirro
SPAGNULO, sbirro
MENICA, massara di Fazio
STAFFIERI dui
MENGHINO, famiglio di Fazio



ATTO I

La scena è a Ferrara. Flavio, giovane gentiluomo ferrarese, è innamorato di Licinia, figlia del vicino Fazio. Per poterla incontrare, deve ricorrere all'aiuto della mezzana Lena, moglie dell'inetto Pacifico, istitutrice di Licinia e amante di Fazio, il quale paga a lei e a Pacifico tutti i loro debiti e dà loro la casa. Lena concede a Flavio di incontrare Licinia solo dietro il pagamento di venticinque fiorini, che Flavio sta per ottenere dall'amico Giulio, impegnando la propria veste.


ATTO II 

Lena si lamenta con Fazio del trattamento economico riservatole, mirando a ottenere qualcosa di più. Fazio, stanco di questi ricatti, minaccia di vendere la casa; allora Lena, per punirlo, decide di macchiare l'onore di Licinia, accettando di ospitare in casa sua l'incontro ma Flavio e Licinia.


ATTO III

Per evitare che il padre di Flavio, Ilario, scopra la verità, Corbolo, servo di Flavio, inventa la storia di un'aggressione al padrone, in cui gli sarebbero stati rubati gli abiti. Ma Flavio non è al sicuro nemmeno in casa di Lena, di cui Fazio vuole prendere le misure per stimarla, in vista della vendita. Flavio viene messo da Pacifico in una botte, che il proprietario, Giuliano, vuole ritirare, temendo che venga pignorata dall'autorità giudiziaria in una causa per debiti tra Pacifico e Bartolo.


ATTO IV

La botte viene contesa fra Bartolo e Giuliano, che accettano l'arbitrato di Fazio, in casa del quale la botte dovrà restare fino alla sentenza. Lena, intanto, si dimostra irremovibile e non permetterà l'incontro tra Licinia e Flavio se prima non avrà visto la somma pattuita.


ATTO V

Corbolo mette in atto il suo piano: a Ilario viene fatto credere che Pacifico,  conciato da bravaccio in armi, voglia punire Flavio, sorpreso in flagrante adulterio con Lena e rifugiatosi in casa di Fazio: Pacifico potrà essere placato versandogli i venticinque fiorini. Ilario, timoroso per la vita del figlio, racconta a Fazio la versione avuta da Corbolo, suscitando la gelosia di Fazio per Lena. A sedare gli animi provvede però Menghino, servo di Fazio, che rivela l'amore tra Licinia e Flavio. Lena, scornata, insulta aspramente Pacifico, ma Fazio le perdona tutto il malanimo dimostrato nei suoi confronti, invitandola al banchetto nuziale per Licinia e Flavio.


COMMENTO


Il culto per i comici romani (Plauto e Terenzio) era vivo a Ferrara più che altrove: e vi erano frequenti, fino alla fine del Quattrocento, le rappresentazioni di commedie antiche, tradotte in volgare.
Ludovico Ariosto pensò di far rappresentare commedie originali, pur imitando i comici latini..., e così divenne egli l'iniziatore della commedia, come fu detta, regolare. Secondo la costituzione della commedia latina, la commedia ariostesca rappresenta un'azione, che nella realtà deve durare un giorno o poco più (unità di tempo), e svolgersi sempre sulla stessa scena: che rappresenta - affinché tutti i personaggi possano legittimare la loro presenza - un luogo pubblico, per lo più una piazza (questa continuità della scena si chiamò unità di luogo).
Gli atti sono cinque: preceduti da un prologo, cioè da un attore che viene a riassumere la favola, a presentare i luoghi e i personaggi, talvolta a richiamare l'attenzione del pubblico sui criteri artistici dell'autore, spesso a fare dello spirito in base ad equivoci disonesti.

La "Lena" (che in latino vuol dire mezzana d'amore) ha per principale personaggio una trista femmina, la quale riesce, con i mezzi che è facile immaginare, a fare che due giovani si trovino insieme..., e i padri, poiché lo scandalo è avvenuto, e conviene ripararlo, acconsentono che si sposino.


Come si nota in questa commedia, le peripezie, le vicissitudini e l'intreccio della storia sono orditi da un astuto servitore ai danni del proprio padrone e alle volte anche contro gli stessi protagonisti. In questa commedia il servo è Corbolo, famiglio di Flavio, che si mette in accordo con Lena, la ruffiana, per dare un po' di filo da torcere a Fazio, padre della protagonista Licinia. Infatti pare che tempo prima che Flavio e Licinia s'innamorassero il nobile Fazio abbia ingannato Lena durante un incontro e ora questa vuole vendicarsi assieme Corbolo. L'inizio di questo inganno è stato progettato per far guadagnare a Lena un po' di soldi per il suo bordello, inoltre Corbolo continuando a creare disordine tra le varie identità, conduce nella matassa anche il padre di Flavio: Ignazio, approfittando del fatto che Fazio è un vecchio avaro e gelosissimo. Corbolo fa in modo che questi sorprenda Ignazio che sta pagando la Lena dopo un incontro, facendolo montare su tutte le furie. Proprio all'apice dell'intrigo, nel momento di massima tensione, tutti i personaggi vengono a sapere che Flavio e Licinia si sono dichiarati fidanzati, perciò tutto si rimette a posto e Lena si tiene i suoi soldi.


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