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sabato 23 febbraio 2013

IL TEATRO CRISTIANO (The Christian theater) di Pedro Calderón de la Barca


  

Un uomo con una spada in mano insegue furiosamente per le vie di Madrid un individuo stranamente vestito. Questi sente quasi il fiato del suo inseguitore sul collo, si guarda affannato intorno, cercando una via d'uscita… ed ecco gli appare la chiesa. E' salvo. Nessuno oserebbe entrare con una spada in pugno nella Casa di Dio. Con un ultimo guizzo attraversa il portico, avanza tra le colonne, si appoggia ansando ad un ad esse. Ma il suo feroce persecutore non si arresta. Con un colpo spalanca il portone, avanza con la spada puntata verso l'infelice che ora grida terrorizzato… Intervengono sacerdoti, persone che stavano pregando, guardie…, l'uomo armato viene riconosciuto. E' Pedro Calderón e la Barca, il famoso commediografo! Inferocito perché quell'uomo, un attore comico, ha ferito suo fratello, il focoso Calderón si è buttato al suo inseguimento, deciso ad ucciderlo. Il giorno dopo tutta Madrid conosce l'episodio e un famoso predicatore bolla dal pulpito con parole di fuoco quel sacrilego inseguitore.. Calderón non è un uomo da accettare in silenzio quella condanna…, in una sua commedia, rappresentata poco tempo dopo, egli fa una feroce satira di quel predicatore.
Ma la potenza della Chiesa spagnola è immensa… e Calderón finisce in carcere. La permanenza nella cella oscura e solitaria produce un ottimo effetto sull'animo del giovane Calderón. Egli comincia a meditare su di sé e sulla vita dell'uomo…, comprende che oltre alle risse e le avventure esiste nella vita qualcosa di molto più grande, più bello e nobile. E si convince che un artista deve occuparsi dei problemi dello spirito più di che ogni altra cosa. Quando esce dal carcere, Calderón  un uomo diverso…, da allora comincia infatti a scrivere le sue commedie più interessanti, quelle commedie nelle quali si dibatte il problema della salvezza dell'animo umano.
Nel 1635 viene rappresentato il suo capolavoro, "La vita è sogno", una delle opere più discusse e più belle del teatro moderno.
Dopo di allora, la vita di Calderón si fa ancora più inquieta e agitata…, partecipa ad una guerra contro i ribelli della Catalogna, scampa a una grave malattia, cade nella miseria assoluta. Poi, verso il 1650 torna ad affermarsi, ma il successo non gli basta…, il suo animo è inquieto, triste, deluso dalla povera realtà umana e tormentato dal bisogno di conoscere la verità, di trovare la pace. Decide allora di farsi religioso, pur senza smettere di scrivere per il teatro.


Pedro Calderón de la Barca (1600-1681), considerato il più grande drammaturgo spagnolo, portò a compimento i caratteri presenti nel teatro del secolo precedente e, in particolare, nelle opere dei suoi maggiori predecessori, Lope de Vega e Tirso de Molina. La cultura spagnola del Seicento era profondamente legata al cattolicesimo, vissuto con ardore e intransigenza tali da rasentare spesso il fanatismo. Anche nel teatro, le forme più diffuse erano drammi a contenuto sacro e religioso, le commedie dei santi - che appunto mettevano in scena la vita dei santi - e gli autos sacramentales, in cui, nella festa del Corpus Domini, si rappresentava il mistero dell'eucarestia attraverso personaggi allegorici. Accanto a questi spettacoli religiosi, erano diffuse farse popolari profane ancora di carattere medievale. 
A recitare erano compagnie girovaghe costituite da guitti avventurieri, spesso veri e propri ladri e delinquenti. Essi recitavano all'aperto, nelle piazze, su impalcature di legno costruite alla meglio, o nei cortili (corrales) delle case adattati a teatro, coi loggiati che servivano da gallerie. 
A parte i teatri di corte, erano queste le strutture teatrali pubbliche dove si rappresentavano anche i drammi dei grandi autori, di fronte a un pubblico molto misto che andava dagli ecclesiastici e le persone colte fino al popolo, chiassoso e turbolento. Questa caratteristica di teatro popolare - di derivazione medievale - fu presente, accanto all'elemento morale e religioso, anche nei maggiori rappresentanti del teatro spagnolo del Seicento. Esso ignoro quasi completamente le regole e le raffinatezze classiciste in voga in Italia e in Francia. Prevalse invece nei maggiori autori il gusto barocco, più libero, fantasioso, pomposo e lussureggiante, sia nella scenografia sia nel linguaggio e nella struttura dei drammi, nei quali vicende avventurose e intricate si svolgevano in luoghi diversi, con molti cambiamenti di scena. Queste sono le caratteristiche, per esempio, delle centinaia di opere teatrali scritte da Lope de Vega, il creatore del nuovo teatro spagnolo fra Cinquecento e Seicento, il più fecondo ed esuberante drammaturgo di tutti i tempi.
Anche il teatro di Calderón de la Barca è caratterizzato da un lussureggiante gusto barocco e, soprattutto, da un profondo significato morale e religioso, sempre presente sia nei drammi di argomento profano sia in quelli di argomento sacro. Nobile madrileno profondamente legato alla mentalità della sua classe, al senso cavalleresco delI'onore e ai principi morali della religione cattolica, Calderón fu un colto letterato, che aveva studiato all'università di Salamanca e che conosceva la letteratura italiana.
Le sue doti letterarie furono segnalate da Lope de Vega, e il re Filippo IV, nel 1636, lo fece direttore delle feste e degli spettacoli reali, per i quali Calderón compose un gran numero di drammi sacri e profani. Anche la sua produzione è fecondissima e, oltre a poemi, canzoni, sonetti, comprende cinquecentoventi lavori per il teatro.  
Nel 1651 diviene sacerdote e sembra trovare finalmente la pace, ma continuò a scrivere autos sacramentales di complesso contenuto morale e teologico, che vennero rappresentati con splendide scenografie.. La sua vecchiaia, dopo tanta agitazione, è lunga e tranquilla…, serena è anche la sua morte avvenuta il 25 maggio 1681, all'età di ottantun anni.

Fra i suoi maggiori lavori, ricordo Il medico del proprio onore..., L'alcalde di Zalameo..., Il principe costante..., La devozione dello croce..., Il mago prodigioso..., e La vita è sogno

Nei suoi drammi, Calderón sceglie la strada del teatro metafisico, che illumina il pubblico sulle verità morali. I suoi personaggi hanno significati simbolici e le loro vicende angosciose e travagliate acquistano un valore di eventi guidati dalla Provvidenza divina, che alla fine illumina le coscienze indicando loro la via del bene.

    
Monumento a Calderón de la Barca (Madrid)
  







1 commento:

stefania c ha detto...

devo essere sincera..non conoscevo questa storia...


bel blog, complimenti..nuova tua follower, se ti va io sono qua: http://steania.blogspot.it/