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giovedì 21 febbraio 2013

MADAME BOVARY - Film di Claude Chabrol (Tratto dal romanzo di Gustave Flaubert)


  
MADAME BOVARY
Regia - Claude Chabrol
Soggetto - Dal romanzo omonimo di Gustave Flaubert
Sceneggiatura - Claude Chabrol
Fotografia - Jean Rabier
Montaggio - Monique Fardoulis
Musiche - Jean-Michel Bernard, Matthieu Chabrol e Maurice Coignard
Scenografia - Michèle Abbé-Vannier e Jacques Mollon
Paese di produzione - Francia
Anno 1991
Durata - 143 minuti
Colore - Colore
Audio - Sonoro
Genere - Drammatico

Interpreti e personaggi

Isabelle Huppert - Emma Bovary
Jean-François Balmer - Charles Bovary
Christophe Malavoy - Rodolphe Boulanger
Jean Yanne - M. Homais
François Maistre -  Lieuvain, il consigliere della prefettura



Madame Bovary è un film del 1991 diretto da Claude Chabrol, con Isabelle Huppert nel ruolo della protagonista, Emma Bovary. È una delle tante trasposizioni cinematografiche che sono state tratte dal romanzo omonimo di Gustave Flaubert. Emma Bovary, sposata troppo presto a un medico di provincia, sogna ben altri orizzonti. Dopo essere stata sedotta e abbandonata dal libertino Rodolphe, si trova un altro amante in Léon. Quando, rovinata dai debiti, cerca l'aiuto finanziario di Rodolphe, senza trovarlo, decide di suicidarsi con l'arsenico.
   
       
Madame Bovary è un film carnale, seducente, atmosferico che narra la storia di Emma, giovane donna di provincia nutrita di sogni e letture romantiche, che sposa Charles Bovary, un modesto medico di campagna, e ne resta presto delusa. Così disgustata dallo mediocrità quotidiana, dapprima sogna l'amore con Léon, praticante notaio che la corteggia, e a cui però non dà alcuna speranza, poi si lascia sedurre da Rodolphe, un banale dongiovanni che presto si stanca di lei. Abbandonata, Emma si dà a Léon, ritrovato dopo un periodo di assenza. Presto però anch'egli si stanca ed Emma indebitatasi ad insaputa del marito e ricattata da un usuraio, dopo aver chiesto invano aiuto agli antichi amanti, disperata, si avvelena.
  


    
Il tema centrale del film è quello del conflitto insanabile tra aspirazioni ideali (desiderio di amore, di gloria, di bellezza) e mediocre realtà. Emma Bovary non accetta la "normalità" ed aspira ad avvenimenti eccezionali, ma non riesce ad uscire dallo squallore dell'adulterio clandestino, della menzogna, dell'ipocrisia e alla fine soccombe. È il crollo degli ideali romantici che Flaubert rappresenta con lucida consapevolezza.
Questo tema è ben rappresentato quando Emma non ho ancora compiuto l'adulterio e tuttavia si compiace delle proprie fantasie amorose nei confronti di Léon. Tra i due si svolge un incontro fatto di gesti e parole banali; Emma continua a comportarsi esteriormente come uno moglie virtuosa, ma nel suo intimo è divorata dal disgusto per ciò che la circonda. Sono qui presenti i due piani contrastanti cui si accennavo sopra: da una parte la banale realtà di tutti i giorni e la mediocrità di Charles, dall'altra i pensieri segreti di Emma, le sue fantasie voluttuose e il doloroso senso di una perenne mancanza. Tutto ciò è rappresentato con minuziosa cura del particolare e uno grande sensibilità nell'analizzare le più sottili sfumature psicologiche.
Seguendo le linee del romanzo, questo film di Claude Chabrol colpisce per l'emozione drammatica che suscita e la verosimiglianza delle scene in cui vengono smascherate le meschinità di Emma, ma in modo sottile ci fa penetrare a fondo nelle più lievi pieghe del suo animo, rivelando contemporaneamente di farcela sentire vicina.


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