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sabato 2 febbraio 2013

MASCHERE - Arlecchino, Balanzone, Brighella, Colombina, Gianduja, Meneghino, Meo Patacca, Pantalone, Pulcinella, Rugantino, Stenterello, e altri da colorare...


ARLECCHINO

Arlecchino (conosciuto a livello planetario) è una famosa maschera bergamasca della commedia dell'arte. Il suo nome in lingua francese è Arlequin, mentre in inglese viene chiamato Harlequin. Servo molto loquace, sempre in lite con il suo padrone, apparentemente ingenuo e credulone ma dotato di molta astuzia, non esita a dir bugie o ad ingannare pur di togliersi dai guai, sempre alla ricerca di cibo. Inizialmente indossava un abito bianco che a forza di rattopparlo divenne di tutti i colori, in testa porta un cappello di feltro nero con un codino di coniglio, il volto è parzialmente coperto da una mascherina nera che non si toglie mai, alla cintola porta sempre una borsa di cuoio (scarsella) sempre vuota e un bastone (batocio mestolo con cui nella bergamasca viene mescolata la polenta) col quale somministra botte sonanti nelle zuffe. Rappresenta il simbolo di colui che si adatta a qualunque situazione ed è disposto a servire chiunque, pur di ricavarne dei vantaggi.


Il vestito di Arlecchino

Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un'altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella. 
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchi,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
"Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l'altro bolletta".


    







  
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DOTTOR BALANZONE
    
Balanzone (da balanza, bilancia, allegoria della Giustizia), conosciuto anche con il nome di Dottor Balanzone, è una maschera di origine bolognese. Questa maschera appartiene alla schiera dei 'vecchi' della Commedia dell'Arte. E' un avvocato ben nutrito, rotondo, pieno di buon umore e sempre con il viso color rosso vivo, burbero e brontolone si vanta del suo sapere mentre in realtà molto spesso truffa la gente. Infiora discorsi metà in dialetto bolognese e metà in lingua italiana, sempre pieni di paroloni in greco e in latino sgrammaticato per impressionare il pubblico. Veste completamente di nero, con una lunga casacca, il colletto bianco inamidato, calzoni corti sino al ginocchio, calze, cappello con i bordi rialzati e una grande quantità di libroni impolverati sotto il braccio, come simbolo della sua scienza.
   



   
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BEPPE NAPPA
  
Peppe Nappa, o Beppe Nappa, è una maschera siciliana della commedia dell'arte. Beffardo, pigro ma capace di insospettabili salti e danze acrobatiche, goloso ed insaziabile, ricopre abitualmente nelle trame il ruolo del servitore. Ama stare in cucina, o ronzare intorno alla cucina, annusandone deliziato i profumi, e il cibo è la sua passione. Il costume è composto da una casacca e dei calzoni azzurri, entrambi molto ampi e troppo lunghi, ed un cappellino di feltro bianco o azzurro su una calotta bianca. Il suo nome deriva da "nappa", "toppa" in siciliano. 
  



  
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BRIGHELLA

Brighella deve il suo nome al suo carattere attaccabrighe, insolente e dispettoso. Brighella è il compare di Arlecchino. Entrambi sono i servi della commedia dell'arte, ed entrambi sono nati a Bergamo. E' un tipo spiritoso e scherzoso, indossa mantello, giacca e pantaloni bianchi decorati con strisce verdi, ha le scarpe nere con i pon pon verdi, il volto è parzialmente coperto da una maschera, porta un cappello in tinta col vestito.


Son Brighella, attaccabrighe.
Ho la casacca con le righe,
righe verdi ed alamari,
sempre le tasche senza denari.
Mangio molto, non spendo mai:
niente soldi e niente guai!






  
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CAPITAN SPAVENTA


Capitan Spaventa è una maschera tradizionale della Liguria dell'XI secolo. Anche chiamato Capitan Fracassa, ha un vestito a strisce colorate, gialle e arancioni, un cappello a larghe tese abbellito con piume colorate, ricchi stivali e una spada lunghissima che trascina facendo molto rumore. Ha dei lunghi baffi ed un pizzo castano. E’ uno spadaccino temerario che combatte più con la lingua che con la spada (cioè parla e discute molto). Era solito prendere in giro gli ufficiali di quel tempo. E' una delle maschere più antiche della Commedia dell’arte, è presente già nel XV secolo con il nome di 'Capitano'. Arroganza, smargiasseria e goffaggine lo rendono un personaggio molto buffo.

  





   
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COLOMBINA

Colombina è il nome di una maschera della commedia dell'arte veneziana,  la scaltra servetta fidanzata di Arlecchino. Nelle rappresentazioni è spesso oggetto di attenzioni da parte del padrone Pantalone, la qual cosa provoca la gelosia in Arlecchino. Indossa un vestito rosso,  bianco e blu, ed è furba, allegra, maliziosa e pungente, spensierata, chiacchierina un po' pettegola.  
  

  
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CORALLINA

Corallina è una simpaticissima maschera veneziana, una servetta impertinente e vivace, che colora la trama delle commedie con l'elemento amoroso, ed è anche volubile e sensuale.
  


       
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DAMA


   
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FACANAPA




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FAGIOLINO


Fagiolino è una maschera bolognese. E' uomo povero, ma ricco di appetito, generoso coi deboli e severo con i cattivi. Si fa giustizia da solo usando il suo inseparabile bastone. Tipica è anche la cuffia bianca in testa, da "monello" bolognese, la sua città.
  

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FLORINDA


  
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GIACOMETTA

Giacometta è la moglie di Gianduja, è coraggiosa e pratica come il marito, maliziosa e dal carattere forte ma gentile, capace con il buonsenso di risolvere qualsiasi problema, veste con un abito rosso con sopra grembiule bianco, al collo porta un fazzoletto verde, in testa un cappello giallo adorno di un nastro rosso, calze nere e scarpe gialle
  
  
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GIANDUJA
  
Gianduja è una maschera popolare torinese di origini astigiane della commedia dell'arte. Il suo nome deriva dalla locuzione Giöan d'la douja ovvero Giovanni del boccale. Ha la faccia rubizza ed è vestito con la giacca col bordo rosso, panciotto giallo, brache di fustagno, in testa porta un tricorno e un codino rivolto all'insù, sulla cui punta spicca un nastrino rosso, porta un fiocco al collo e l’inseparabile ombrello (si sa, in Piemonte piove spesso…), scarpe nere e calzini rossi. .
   




  
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MENEGHINO

Meneghino è una maschera della commedia dell'arte che si identifica con la città di Milano. Il suo vero nome è Domenico, il diminutivo è Domeneghin.  Impersona un servitore rozzo ma di buon senso che, desideroso di mantenere la sua libertà, non fugge quando deve schierarsi al fianco del suo popolo. Porta il tricorno, la parrucca con un codino stretto da un nastro rosso, la giacca lunga rossiccia e marrone, i calzoni in cima al ginocchio verdi e in fondo le calze a righe rosse e bianche. Sotto la giacca indossa una camicia gialla con ai bordi del pizzo e un fazzoletto intorno al collo. Le scarpe sono marroni con fibbia davanti 





  
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MEO PATACCA

Meo Patacca è una maschera romana che, assieme a quella di Rugantino, rappresenta il coraggio e la spavalderia di certi tipi di Trastevere, il quartiere più popolare di Roma.  Spiritoso ed insolente, Meo Patacca é il classico bullo romano, sfrontato ed attaccabrighe, esperto ed infallibile tiratore di fionda, ma in fondo generoso e di animo aperto. 
  





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MEZZETTINO

Mezzettino è una delle tante variazioni dello Zanni: furbo e intrigante, il risultato della contaminazione delle doti tra Brighella e Scapino. Il nome deriva probabilmente dal termine "mezzettin boccale" che indica la mezza misura. Viene raffigurato nel suo costume caratteristico a strisce bianco-rosse formate da losanghe colorate disposte in verticale.
     



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PANTALONE

Pantalone nasce a Venezia intorno alla metà del Cinquecento, rappresenta il tipico mercante vecchio, avaro,  lussurioso, pedante e brontolone. Indossa uno zucchetto rosso,  una lunga zimarra nera che copre una calzamaglia rossa e babbucce nere.
  




   
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PULCINELLA

Pulcinella è una maschera napoletana della commedia dell'arte. E' la personificazione del dolce far niente. E' un servitore furbo, coraggioso oppure vigliacco, parla e gesticola tantissimo, non è capace a starsene zitto quando dovrebbe e proprio per questo é rimasta famosa l’espressione “é un segreto di Pulcinella”. Veste con un camiciotto e pantaloni molto larghi e bianchi, in testa un cappello a punta e sul volto porta una maschera nera che fa risaltare il suo naso particolare. Ha le rughe e la gobba.  
  





    
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RUGANTINO

Rugantino è una maschera del teatro romano. Questa maschera impersona un tipico personaggio romanesco, er bullo de Trastevere, svelto co' le parole e cor cortello, il giovane arrogante e strafottente ma in fondo buono e amabile. L'aspetto caratteristico di Rugantino è l'arroganza, infatti il suo nome nasce dalla parola romanesca ruganza ovvero "arroganza".  Indossa un paio di calzoni ed una giacca lunga, ha il panciotto colorato e le calze a strisce, in testa porta un grosso cappello tipo gendarme.
  

     
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SANDRONE

Maschera emiliana che copre i capelli con un berretto di lana rossa. Porta la giubba viola, il panciotto bianco con pallini, i calzoni corti fino al ginocchio, le calze rigate. Ha il faccione color del vino, di cui è molto amico; caratteristico tipo del contadino ignorante, ma pieno di buon senso e di furberia; talvolta è falso e bastonatore a diritto o a torto.
  

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SCAPINO

Scapino è  una maschera di carnevale bergamasca nata verso la fine del cinquecento 
derivata da Brighella, a cui rassomiglia. 

Rappresenta il servitore imbroglione, furbissimo e vigliacco: il nome di Scapino, originariamente detto Scappino, deriva infatti dal verbo scappare, e indica l'abitudine costante del personaggio a scegliere la fuga come soluzione più semplice e sbrigativa in ogni caso di pericolo.


  
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SCARAMUCCIA

Scaramuccia è una maschera della commedia dell'arte, derivata dal Capitano: fanfarone e vanaglorioso, vestiva di nero secondo l'uniforme degli spagnoli di stanza a Napoli. In verità però la maschera nacque a Napoli con il nome di Scaramuzza, assumendo la forma Scaramuccia (toscana) nel Settecento.
  
  
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STENTERELLO

Stenterello è la maschera tradizionale di Firenze. Conosciuto come l'unica maschera del Carnevale e del Teatro fiorentino, indossa una giacca blu con il risvolto delle maniche a scacchi rossi e neri, ha un panciotto puntinato verde pisello e dei pantaloncini scuri e corti, ha una calza rossa e una a strisce bianco - azzurro e le scarpe nere. In testa porta un cappello a barchetta nero e una parrucca con il codino. 
  




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TARTAGLIA

Tartaglia è una maschera della commedia dell'arte napoletana, affine a quella del dottore, dalla quale deriva. Goffo e corpulento, senza baffi né barba e con la testa rasa, prese il nome di Tartaglia dalla balbuzie di cui è afflitto. Ad essa ed alla forte miopia si limita tutta la comicità del personaggio, povero di contenuti umani. Indossa un abito verde, calze bianche, mantello verde variegato di giallo e un ampio cappello grigio.







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2 commenti:

Anonimo ha detto...

intderessante riconoscere le varie maschere che appartengono alla nebbiosa styoria della Commedia dell'arte e del teatro nazionale e del carnevale, anche se alcune maschere di quest'ultimo, cm Burlamacco (di Viareggio), nn vengono menzionate. Interessante sarebbe fare un paragone fra il teatro di prosa e quello in dialetto e vernacolo, nei quali esistono dei fili conduttori che illuminano le somiglianzefra i vari dialetti e vernacoli, appunto.

Anonimo ha detto...

Ancora vogliosottolineare cme accanto ai classici, come Goldoni e Moliere, ci siano i cntemporanei, da Brecht fino a De Filippo, nn trascurando alcuni autori di vernacolo, come Gino Lena e Pancaccini e Beppe Orlandi riguardo al vernacolo livornese in specie...grz ancora per avermi dato la possibilità di esprimermi...vostro step