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giovedì 11 aprile 2013

IL DUELLO SILENZIOSO (The Quiet Duel - Shizukanaru kettô) - Akira Kurosawa

   
 IL DUELLO SILENZIOSO

Titolo originale - Shizukanaru kettô
(The Quiet Duel)
Regia - Akira Kurosawa
Soggetto - Dalla piece teatrale di Kazuo Kikuta
Sceneggiatura - Akira Kurosawa, Senkichi Taniguchi
Produttore - Hisao Ichikawa, Sôjirô Motoki
Casa di produzione - Daiei Motion Picture Company, Film Art Association
Fotografia - Sôichi Aisaka
Montaggio - Masanori Tsujii
Musiche - Akira Ifukube
Lingua originale - Giapponese
Paese di produzione - Giappone
Anno 1949
Durata 95 minuti
Colore - Bianco/nero
Audio - Sonoro
Genere - Drammatico


Interpreti e personaggi

Toshirô Mifune: Dr. Kyoji Fujisaki
Takashi Shimura: Dr. Konosuke Fujisaki
Miki Sanjo: Misao Matsumoto
Noriko Sengoku: L'infermiera Rui Minegishi
Kenjiro Uemura: Susumu Nakada
Chieko Nakakita: Takiko, moglie di Susumu Nakada

  

    
Ispirato a un mediocre melodramma teatrale di Kazuo Kikuta, Il duello silenzioso propone la figura di un medico umanitario, troppo eroico e perfetto per essere del tutto credibile. 

Durante un'operazione d'emergenza, al fronte, il medico Fujisaki (Mifune) il film è fatto anche per dare un ruolo diverso all'attore) si ferisce con il bisturi. Anteponendo il dovere dla prudenza, porta a termine l'operazione senza guanti. Il paziente, sifilitico, gli trasmerre i germi dell'infamante malattia (all'epoca di non facile guarigione). Dopo la
smobilitazione, per il medico sifilitico la guerra continua, una guerra ben più dura di quella che si è appena conclusa. Il padre - dirige una clinica - preme perché il figlio si sposi; la fidanzata non riesce a capire le ragioni dell'improvviso inesplicato mutamento a suo riguardo.
Dilaniato tra la legittima aspirazione a farsi una famiglia e il dovere di non mettere al mondo dei malati (l'uomo che gli ha comunicato il morbo non si fa invece nessuno scrupolo) il dottor Fujisaki soffre le pene dell'inferno. Se almeno potesse confidarsi con qualcuno... 
Sublimerà dedicandosi eroicamente ai suoi pazienti.
  


   
Dopo una splendida ouverture - la drammatica operazione al campo sotto una pioggia diluviante - il racconto pur formalmente corretto perde di incisività: non riesco a credere fino in fondo alla 'follia'  dell'uomo che Fujisaki ha operato in guerra e che ritorna a trovare il suo medico dopo che sua moglie ha perso il bambino nella clinica di Fujisaki.
A dire il vero, Kurosawa aveva previsto un finale più convincente - era il medico a impazzire - ma la censura non poteva accettare che un medico impazzisse per la sifilide.
Il film tenta di riprendere le istanze morali di Non rimpiango la mia giovinezza, ma qui il duello troppo silenzioso ed edificante del protagonista con la propria coscienza viene sacrificato ai coups de théatre, al melodramma. Ritroviamo l'unghia di Kurosawa nel delizioso ritratto della maliziosa infermiera Rui che spia con amore Fusjiaki, e in certe scene come quella struggente in cui l'infelice dottore come Giobbe grida alle stelle il suo dolore dopo l'abbandono della fidanzata stanca dei suoi incomprensibili silenzi.
  


   

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