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sabato 6 aprile 2013

UNA LEZIONE D'AMORE (A Lesson in Love - En lektion i kärlek) - Ingmar Bergman


  
UNA LEZIONE D'AMORE
Titolo originale - En lektion i kärlek
(A Lesson in Love)
Regia - Ingmar Bergman
Genere - Commedia
Soggetto - Ingmar Bergman

Sceneggiatura - Ingmar Bergman

Produttore - Allan Ekelund

Casa di produzione - Svensk Filmindustri

Fotografia - Martin Bodin
Montaggio - Oscar Rosander
Musiche - Dag Wirén
Scenografia - P.A. Lundgren
Trucco - Carl M. Lundh, Nils NittelLingua originale - Svedese

Paese di produzione - Svezia
Anno 1954
Durata 96 minuti
Colore - Bianco/Nero
Audio - Sonoro (mono)


Interpreti e personaggi



Eva Dahlbeck: Marianne Erneman

Gunnar Björnstrand: David Erneman
Åke Grönberg: Carlo Adamo
Yvonne Lombard: Susanne Verin
Harriet Andersson: Nix, figlia di David
Olof Winnerstrand: professore Henrik Erneman
Renée Björling: Svea Erneman
John Elfström: Sam
Birgitte Reimer (col nome Birgitte Reimers): Lise, la ragazza nel bar
Dagmar Ebbesen: infermiera Lisa
Sigge Fürst: parroco al matrimonio
John Elfström: Sam, l’autista degli Erneman
Renée Björling: Svea Erneman





      
Suona un carillon, tre pupazzi piroettano lentamente seguendo la musica. In attesa dei titoli di testa una voce fuori campo avverte:  "È una commedia che potrebbe diventare una tragedia. Ma tutto si risolve in bene. E perciò è una commedia. Non l'autore, non i suoi personaggi, ma la vita con i suoi piccoli trucchi e le sue complicazioni è la maestra che impartisce questa lezione". 
"Disgraziato!" esclama Susanne rivolta all'amante, il ginecologo David, che vuol interrompere la relazione. "Pretendi di essere un ginecologo - prosegue - e non hai mai capito una donna in vita tua! Uno che in tutta la vita deve guardare le donne in una prospettiva capovolta è inevitabile che diventi  un po' suonato". La donna è molto delusa, vede sfumare un matrimonio in cui aveva sperato. Tenta di giocare le ultime carte, ma l'uomo ha deciso. Sull'orlo del divorzio vuole riconciliarsi con la moglie, Marianne.
Entra nello studio un'altra paziente, ma lui se ne va in fretta e furia. "Si tratta - esclama - di vita o di morte". Sale sull'auto guidata dall'autista e si abbandona ai ricordi. 
In un flashback vediamo il primo incontro tra lui e Susanna, che comincia con una schermaglia verbale e finisce con un lungo bacio.
In un altro flashback vediamo una felice estate dei due amanti. Guardano le stelle, remano, mangiano, nuotano, si amano.
Intanto l'auto raggiunge la stazione. David prende il treno per Malmö dopo aver detto all'autista di tornare a prenderlo la sera a Copenaghen. In treno siede accanto a una donna (più tardi sapremo che è la moglie). Un passeggero scommette con lui che riuscirà a baciare la donna prima di Malmö. Dal libro che David sta leggendo cadono due fotografie raffiguranti i due figli: Puccio e Nix. Ne nasce un altro ricordo per immagini.
Vediamo David che va a trovare la famiglia in villeggiatura. Incontra la figlia Nix, una quindicenne maschiaccia e ribelle che preferirebbe essere uomo e che mal sopporta l'atmosfera resa dell'instabile ménage familiare. Ha deciso di andarsene insieme con il cane Tax. 
Padre e figlia passano la giornata insieme, vanno a trovare un parente vasaio. Nix racconta al padre la delusione provata perché un'amica si è sposata ed è diventata "una ridicola signora che si tinge le labbra e va in giro con un reggiseno di due misure più stretto del necessario". Poi informa che la mamma va tre volte alla settimana a Copenaghen per incontrarsi con lo scultore Carlo Adamo, una vecchia fiamma. 
"È naturale che abbia un amante - dice Nix al padre - come ce l'hai tu".
Vediamo di nuovo la scena del treno. Rientrano Marianne e il passeggero. Questi è stato respinto e paga la scommessa. Marito e moglie fingono di non conoscersi, fingono un primo approccio. David scommette di nuovo col passeggero: sarà lui, questa volta a tentare di baciare la donna. 
Segue un flashback con un ricordo di Marianne. Vediamo il momento in cui la donna scoprì il tradimento del marito e sorprese i due amanti insieme in albergo.
Di nuovo in treno. Marianne dice di essere seccata del viaggio del marito a Copenaghen "per spiarla". Lui la rimprovera per il tradimento e cerca la riconciliazione. Lei gli rinfaccia questa massima: "L'amore è una spasmodica smorfia che finisce in uno sbadiglio". Ma lui non demorde. Decidono di baciarsi per vincere la scommessa. Ma il bacio si prolunga oltre il dovuto. 
Ancora due flashback: la scena del matrimonio di Marianne con Carlo Adamo (che però non si fece perché all'ultimo momento la donna si accorse di amare David) e poi una festicciola in famiglia in occasione del compleanno del nonno, con tanto di picnic. Qui vediamo tra I'altro Nix che domanda al nonno se crede in Dio e il nonno che le risponde: "Sì, se per Dio intendi tutto ciò che è vita. Credo in questa vita, nella vita eterna, in ogni tipo di vita. La morte è solo una frazione della vita. Pensa che noia se ogni cosa fosse sempre la stessa. Ecco, la morte rinnova la vita per l'eternità".
Il treno arriva a Malmö. Ad attendere Marianne c'è Carlo Adamo. Vanno a Copenaghen tutti e tre insieme. David non vuole lasciare soli i due amanti e tutti finiscono in un locale notturno. Marianne scopre che è stato David a mandare a Carlo Adamo il telegramma per l'appuntamento a Malmö. Carlo Adamo fa ubriacare David e lo fa corteggiare da una sua amichetta. Marianne si ingelosisce, diventa feroce e si abbandona a una scenata. Prende il marito a schiaffi, si mette a piangere. I due alla fine si abbracciano. Arriva l'autista e dice che è tutto pronto. Difatti li porta in un grande albergo dove David ha pensato a prenotare una stanza per la notte. Champagne per due.
Il film si conclude con l'ingresso di Cupido nella camera dei due coniugi.
  


   
Una lezione d'amore è un'operina graziosa, si segnala per la raffinatezza dell'incastro e per l'intelligenza del dialogo. Col sorriso sulle labbra si racconta una gravissima crisi coniugale. I ritorni indietro sono continui, e non sempre perfetti. Vediamo ad esempio una lunga scena tra Nix e il nonno che non potrebbe far parte del sogno di David né di quello di Marianne, in quanto nessuno dei due è presente. E vediamo uno scompartimento ferroviario più simile a una immobile quinta teatrale che a una ricostruzione fedele. 
La prima impressione che si riceve del film è quella di una inconsueta sciatteria formale. E viceversa, a un esame più approfondito, appare evidente che anche sotto il profilo formale il film è costruito con estrema attenzione e sorvegliatezza e che fa parte del programma dell'autore la rinuncia al conseguimento di effetti di particolare vigore figurativo per conferire all'opera una atmosfera vagamente familiare e dimessa.
Tono da cronaca familiare, dunque? O anticipazione del cinema da camera? Non direi. Piuttosto stile di film povero in cui la ricchezza è data più dal dialogo che dal contorno. E il dialogo è affascinante, coinvolgente, appassionante. 

È una lezione sostanzialmente buona ma anche bella, diventata tutta poesia. E cioè intelligente, divertente, a momenti anche tremenda, narrata e recitata in ogni suo punto molto bene (teatralmente, se non sempre cinematograficamente), ricca di molte piccole verità e anche di qualche grande verità.
Se le situazioni sono simili a quelle di certo cinema americano di consumo, lo svolgimento è invece più vicino allo stile del vaudeville, rivisitato alla luce dell'esperienza del teatro svedese
È un Bergman insolito, almeno per questo periodo, ma non un Bergman disattento alle tematiche di fondo che più gli interessano e che troveranno modo di essere sviluppate più in profondità in opere successive. Basti pensare alla meditazione del padre  di David sulla morte, all'insofferenza della giovane Nix per l'ipocrisia, all'incongruenza del ginecologo che non capisce le donne, al dialogo tra padre e figlia che anticipa in qualche modo certe situazioni di Come in uno specchio.
  
Gunnar Björnstrand: David Erneman e Eva Dahlbeck: Marianne Erneman




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