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venerdì 5 aprile 2013

QUANDO LA MOGLIE VA IN VACANZA (The Seven Year Itch) - Billy Wilder




QUANDO LA MOGLIE VA IN VACANZA
Titolo originale - The Seven Year Itch
Regia - Billy Wilder
Soggetto - George Axelrod
Sceneggiatura - George Axelrod, Billy Wilder
Produttore - Charles K. Feldman, Doane Harrison, Billy Wilder
Fotografia - Milton R. Krasner
Montaggio - Hugh S. Fowler
Effetti speciali - Ray Kellogg
Musiche - Alfred Newman, Sergei Rachmaninov
Scenografia - George W. Davis, Lyle R. Wheeler
Paese di produzione - Stati Uniti d'America
Anno 1955
Durata 105 minuti
Colore - Colore
Audio - Sonoro
Genere - Commedia



Interpreti e personaggi



Marilyn Monroe: La ragazza

Tom Ewell: Richard Sherman

Evelyn Keyes: Helen Sherman

Sonny Tufts: Tom MacKenzie

Robert Strauss: Sig. Gaetano

Oskar Homolka: Dr. Brubaker
Marguerite Chapman: Miss Morris (la segretaria)
Victor Moore: Idraulico
Dolores Rosedale: Helen
Donald MacBride: Mr. Brady
Doro Merande: Cameriera
Carolyn Jones: Miss Finch (infermiera di notte)
Doppiatori italiani
Rosetta Calavetta: Marilyn Monroe
Stefano Sibaldi: Tom Ewell
Renata Marini: Evelyn Keyes
Manlio Busoni: Sonny Tufts
Luigi Pavese: Robert Strauss
Mario Besesti: Oscar Homolka
Lauro Gazzolo: Victor Moore
Wanda Tettoni: Doro Merande

Premi

1 Golden Globe 1956: miglior attore in un film commedia o musicale (Tom Ewell)

  

     
Dopo gli uomini di domenica, dopo le famiglie in gita istruttiva nel deserto, arriva il turno d'un altro grande avvenimento sociale: la partenza delle mogli e dei figli per la villeggiatura. A connotare l'immutabilità dei termini di quello che si configura come un vero e proprio rituale di comportamenti ed atteggiamenti, Wilder usa qui l'artificio d'un prologo, che vede protagonisti indiani e squaws nella stessa area geografica (seppure d'apparenza alquanto diversa) dell'isola di Manhattan, a distanza di circa un secolo. Subito dqpo aver salutato le mogli che partono in canoa lungo l'Hudson, i bravi indiani di Wilder si mettono a seguire con aria famelica i piacevoli passi d'una disponibile indiana di passaggio.

Lo stacco sull'oggi ci porta alla stazione, in mezzo ad un affollamento e ad una frenesia assai maggiori, in una vera e propria calca in cui Richard Sherman (Tom Ewell) è strappato dai congiunti in partenza (sua moglie Helen e il figlioletto Ricky, mascherato da astronauta in modo così realistico che risulta impossibile sfilargli il casco di plastica per il consueto bacio d'addio) tanto bruscamente che gli resta in mano la pagaia della canoa di Ricky, oggetto di non secondaria importanza nello sviluppo delI'azione del film.
Uscito dalla calca della stazione, Sherman è un uomo solo, e melanconico. La moglie gli ha raccomandato di non bere, di non fumare, di mangiare regolarmente, di aspettare in serata un'immancabile telefonata; nell'attesa, Sherman mangia ad un ristorante vegetariano, dove beve latte, e poi se ne va a casa, deciso a restarci, per leggere con calma il dattiloscritto (Sherman lavora in una piccola casa editrice, in cui Piccole donne diventa I segreti del dormitorio delle vergini) d'un trattato sulle psico-patologie sessuali, dovuto a un certo Dottor Brubaker (Oscar Homolka) e in predicato per la pubblicazione. Qui, armato di coca-cola, e respingendo fermamente ogni tentazione' viziosa' ( dalle sigarette al gin), Sherman cerca a più riprese, con eroica buona volontà, di iniziate la lettura del trattato, fino al momento in cui il sonno interviene a porre pietosamente fine all'eccesso di noia e di frustrazione.
Già a questo punto, ancora prima dell'apparizione vera e propria di Marilyn, si disegnano i lineamenti d'una dicotomia: il prologo con gli indiani, oltre a situarsi nel generale ribaltamento ironico degli stereotipi dei generi cinematografici, di cui dirò appresso, aveva configurato situazioni e comportamenti 'immutabili', come l'istinto da cacciatore sessuale del maschio improvvisamente libero, trasmesso pari pari, a parte secondarie circostanze esteriori, attraverso i secoli, oltre le diversità di ruzza; ma Richard Sherman, a quel che sembra, non si comporta così: lasciata la moglie, se ne è andato a casa, e si è addormentato tranquillamente.
Come mai lo svolgimento immediato della premessa, sembra contraddire la premessa stessa?

Si può tentare di dare questa risposta: come tutti gli eroi wilderiani, Sherman è un eroe della presa alla lettera. Se caratterizziamo la borghesia (specialmente la piccola borghesia) come la classe sociale che porta più avanti di tutte le altre il processo di auto-spossessamento della propria vita in funzione dei vari feticci ( feticcio-lavoro, feticcio-famiglia, feticcio-salute, ecc.) che risultano funzionali alla griglia di divisione dei compiti che il tutto sociale in quel momento cerca di darsi per la sua stabilità, allora Sherman è tipico, poiché si porta il lavoro a casa, manda la famiglia in villeggiatura, rinuncia a bere e a fumare in modo di conservarsi la salute e poter continuare a portarsi il lavoro a casa, mandare la famiglia in villeggiatura, ecc. ecc. Ma è anche vero che la ferie (estiva o no) del piccolo borghese classico fa emergere ciò che non è possibile tenere eternamente imbrigliato nel sistema della griglia, ossia il desiderio, la trasgressione sessuale: questo, tacitamente, accade, ma non è previsto.
Sherman è un personaggio wilderiano, e dunque atipico, proprio perché ha introiettato così profondamente la lettera del processo di auto-spossessamento proprio alla sua classe sociale da non osare infrangerla neppure quando tutte le circostanze esteriori spingerebbero in quella direzione.
Di fronte Marilyn che bussa alla porta, Sherman si rifugia nell'immaginazione, e tramite l'immaginazione si imbatte nei materiali depositati proprio dal cinema a livello di inconscio collettivo; del resto non poteva essere che cosi, se è vero che nello scontro realtà/immaginazione, la rappresentanza stessa della realtà è qui cinema (è Marilyn Monroe!) esattamente come l'immaginazione.
  
    
Tutte le fantasie di Tom Ewell, comprendano o no Marilyn, sono di tipo cinematografico, nel senso che attingono le loro suggestioni dall'universo filmico standardizzato della divisione in generi, Sherman/Wilder assume i generi, con i loro stereotipi, e li ridicolizza nella derisorieta della fabula, proprio connotandone al massimo la stereotipia. Così, per esempio:

1 - Sherman immagina di dialogare con l'immagine della moglie Helen, seduta in terrazzo vicino a lui, e di scambiarsi opinioni sui rispettivi (più o meno buoni) motivi d'essere reciprocamente gelosi. Viene nominata una fantomatica amica di Helen, e Sherman si scatena nella fantasia d'un bacio appassionato sulla riva del mare, in mezzzo alle onde, tra lui e l'amica
della moglie; la scena proviene direttamente da From Here to Eternity (diretto da un altro viennese, l'amico Zinnemann, due anni prima). Così, Sherman esalta la sua forza di carattere, unitamente alle potenzialità del suo fascino, immaginando di respingere fermamente le profferte d'amore della sua segretaria discinta....

2 - angosciosamente, poi, Sherman immagina la possibile seduzione di Helen da parte di un comune amico, bello, alto, aitante, e situa la scena, ribaltamento speculare di quella sulla spiaggia, su un carro di fieno trainato, senza conducente, da cavalli forniti di enormi paraocchi, inserendo quindi nel genere sentimentale campagnolo le suggestioni indirette delle orchestre bendate di Stroheim e Lubitsch...

3 - ancora, Sherman immerge la sua fantasia di seduzione di Marilyn, al pianoforte, nell'atmosfera romantica del drammone sentimentale, commentato da un galeotto Rachmaninofi: scena che avrà il suo risvolto ridicolo nel goffo approccio, abortito nella caduta dal seggiolino, al suono prosaico delle 'tagliatelle'...

4 - più esplicitamente, Marilyn e Sherman si recano a vedere Il Mostro della Laguna Nera, e questo da un lato, introducendo la notazione della 'pietà' di Marilyn verso il "povero mostro senza amore", farà lievitare la sua finale tenerezza verso il goffo Sherman, dall'altro scatenerà la fantasia di quest'ultimo ad immaginarsi mostro seduttore, satiro smascherato e additato, addirittura per televisione, al pubblico disprezzo.

Tornerà qui l'ambiente (immaginario) del ristorante vegetariano, in cui i clienti, con verdure falliche in mano, ascoltano allibiti dall'idraulico pettegolo il resoconto delle imprese criminali di Sherman, delle quali parla ormai tutta la città.., e Sherman assiste alla propria morte: sua moglie, infuriata per il tradimento, gli scarica addosso i colpi d'una pistola, e lo abbatte ai piedi della botola, del buco galeotto, tramite mimetizzato della comunicazione "impossibile" tra due appartamenti, due livelli, due universi.
La scala che, dall'interno dell'appartamento di Sherman, sembrava portate al nulla, al soffitto chiuso, trova in realtà il suo sbocco nella botola aperta, ma il varco così creatosi è solo debolmente metaforico: non solo, nel '55, il codice Hays è ancora all'opera, e impedisce comunque la consumazione dell'adulterio, ma Sherman stesso, accumulatore wilderiano di stereotipi, assume il codice nella sua lettera, ne introietta i divieti e ne vive, allegramente, tutte le frustrazioni. Lo spostamento simbolico si localizzerà, magari, sul dito, che rimarrà preso nella bottiglia di champagne, poi nel rubinetto, prima di essere colpito da un ben strano tic...
e gli oggetti di Ricky, nascosti nell'ombra,.tenderanno agguati autopunitivi ad un padre irrimediabilmente dimentico della pagaia.
  




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