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martedì 16 aprile 2013

THE HAUNTED HOUSE (La casa stregata) - Buster Keaton



THE HAUNTED HOUSE

La casa stregata, nota anche come La casa dei fantasmi
Regia - Buster Keaton, Eddie Cline
Sceneggiatura - Buster Keaton, Eddie Cline
Produttore - Joseph M. Schenck
Paese di produzione USA
Anno 1921
Durata 21 minuti
Colore - Bianco/Nero
Audio - Muto
Genere - Comico

Interpreti e personaggi

Buster Keaton: impiegato di banca
Virginia Fox: figlia del presidente
Joe Roberts: cassiere
Eddie Cline: altro impiegato
  

    
L'uscita di The Haunted House coincide con l'annuncio del fidanzamento fra Keaton e Natalie Talmadge, ma come auspicio non è gran che: si tratta infatti di uno dei meno riusciti fra i cortometraggi keatoniani. Anche qui la storia è nettamente divisa in due parti slegate, che potrebbero essere proiettate anche separatamente.

Buster Keaton è un impiegato di banca, innamorato della figlia del direttore. Da un vaso di colla che va a impiastricciare le banconote nasce una serie di peripezie che vedono alla fine il protagonista fuggire inseguito dalla polizia. Casualmente si rifugia in una villa solitaria e la scopre  abitata da fantasmi, oltre che piena di trabocchetti, scale che si trasformano in piani inclinati, ecc. Rimasto stordito in seguito a una caduta, sogna di trovarsi in paradiso, ma le scale di questo sono quelle della casa e lo fanno bruscamente scivolare all'inferno, dove le fiamme gli bruciano il sedere e lo risvegliano. La ragazza è accanto a lui. Lieto fine.
  
Buster Keaton
  
In questo cortometraggio ricompaiono molti degli elementi tipici del cinema di Keaton (l'inseguimento, la casa meccanica, il sogno che diventa incubo, il risveglio riparatore), ma troppe situazioni appaiono gratuite, narrativamente ingiustificate: che Keaton sia un impiegato di banca serve solo alla prima parte (al gag della colla sulle banconote) e non si riflette minimamente sulla seconda; e poi perché Keaton si rifugia proprio in una casa che si sa stregata e pericolosa? Lo stesso sogno non è che una parentesi all'interno di un percorso sostanzialmente estraneo. D'altra parte, con r ritmi produttivi cui obbedisce, non si può pretendere che ogni suo film sia un capolavoro. Si ride comunque....



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