9474652420519448 01688101952603718437

sabato 18 maggio 2013

LA FIGLIA DI IORIO (The daughter of Iorio) - Gabriele D'Annunzio

Gabriele D'Annunzio
   
LA FIGLIA DI IORIO 
Autore - Gabriele d'Annunzio
Lingua originale - Italiano
Genere - Tragedia pastorale
Composto nel 1903
Prima assoluta - 2 marzo 1904 in Lingua italiana
Teatro Lirico di Milano
Prima rappresentazione italiana - Compagnia Talli-Calabresi 
(Irma Gramatica - Ruggero Ruggeri)

Personaggi

Lazaro di Roio
Candia della Leonessa
Aligi
Splendore - Favetta - Ornella
Maria du Giave - Vienda
Teòdula di Cinzio
La Cinerella - Mònica della Cogna
Anna di Bova - Felàvia Sèsara
La Catalana delle Tre Bisacce
Maria Cora
Mila di Codra
Fermo di Nerfa
Ienne dell'Eta
Iona di Midia
La vecchia dell'erbe
Il cavatesori
Il santo dei monti
L'indemoniato
Un pastore - un altro pastore
Un mietitore - un altro mietitore
La turba
Il coro delle parenti
Il coro dei mietitori
Il coro delle lamentatrici


La figlia di Iorio è una tragedia pastorale in versi in tre atti di Gabriele D'Annunzio. Composta fra il luglio e l'agosto 1903, venne rappresentata a Milano il 2 marzo 1904 e pubblicata a Milano nel 1904. Quest'opera è ritenuta il capolavoro dannunziano.
   



   
LA FIGLIA DI IORIO

ATTO I

In Abruzzo, in un'imprecisata epoca remota, fervono i preparativi per le nozze del giovane pastore Aligi; la madre, Candia della Leonessa, che gli ha procurato la sposa, compie i riti propiziatori senza però placarne l'inquietudine.
Arriva la sposa, Vienda, vestita dalle tre sorelle di Aligi, Splendore, Favetta e Ornella, e Aligi trasalisce al canto dei mietitori nei.campi. I due sposi ricevono gli omaggi beneauguranti delle donne, interrotti dalla precipitosa irruzione di una sconosciuta, col volto coperto, inseguita dai mietitori. I mietitori infoiati assediano la casa di Candia per avere la sconosciuta; le donne spingono Candia a consegnare la donna ai mietitori per non contaminare i riti propiziatori. 
Un mietitore identifica la sconosciuta: è Mila di Codra, figlia del mago Iorio, nota per concedersi facilmente agli uomini. Candia, vedendo Aligi attratto da Mila, le impone di andarsene, considerandola una creatura demoniaca. Aligi, esasperato, trascina Mila per i polsi e sta per colpirla, ma Mila si divincola e si rifugia presso le sorelle di Aligi.
Il giovane pastore la perdona, poiché ha visto su di lei un angelo proteggerla; i mietitori, credendo al prodigio raccontato da Aligi, assistono in silenzio alla litania recitata da Candia e dalle parenti, e si allontanano subito dopo. Le donne capiscono che i mietitori aveano ragione, quando compare Lazaro di Roio, padre di Aligi, bendato e sanguinante perché si è azzuffato per Mila, che sparisce.
   
ATTO II

In una caverna, Aligi convive con Mila senza contatto carnale e intaglia nel legno degli angeli da offrire come ex voto. Aligi vuole essere dispensato dalle nozze con Vienda, per unirsi a Mila. Chiede al santo Cosma quale sia il segreto incanto della voce di Mila, che lo ha ammaliato. Cosma impone ad Aligi di interrogare il proprio sangue, prima di condurre con sé la straniera.
Mila vuole andarsene, redenta dall'amore di Aligi, ma non riesce a staccarsene. 
Durante una preghiera, il lumino davanti alla Madonna si spegne; Mila chiede aiuto a una sconosciuta, in cui riconosce Ornella, la sorella di Aligi che l'ha soccorsa davanti alle parenti, venuta a chiederle la grazia di lasciare Aligi e scacciare la maledizione dalla loro famiglia. 
Ornella è vestita a lutto, perché vituperata da tutti i consanguinei come la causa delle loro disgrazie. Ornella crede all'innocenza di Mila e se ne va reputandola santa. 
Arriva Lazaro con due compari, per prendersi Mila; tra padre e figlio scoppia una lite e i due compari trascinano via Aligi. Lazaro si getta su Mila, ma Aligi, liberato da Ornella, lo abbatte con un colpo d'ascia.
   
ATTO III

Si celebra il compianto funebre di Lazaro. Candia è impietrita dal dolore; Aligi è giudicato colpevole e condannato all'amputazione della mano e ad essere rinchiuso in un sacco con un cane mastino, per essere poi gettato a fiume; prima che la sentenza venga eseguita, Aligi viene portato a casa per essere perdonato dai parenti. 
Candia, recitato il compianto mariano sul corpo di Cristo, perdona il figlio. 
Arriva Mila a rivendicare l'innocenza di Aligi, confessando di averlo stregato. Candia si scaglia contro Mila, mentre la folla reclama la liberazione di Aligi e il rogo per Mila. Aligi, ebbro per il vino datogli dalla madre, implora di essere purificato. 
Liberato, cade in un sonno profondo e Mila, prigioniera, affronta il rogo purificatore, invocato dalla folla; è proclamata santa da Ornella, che, testimone del delitto, sa che la donna si immola per amore
  


  
VEDI ANCHE . . . 

GABRIELE D'ANNUNZIO - La vita
   

Nessun commento: