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mercoledì 21 maggio 2014

IFIGENIA (Iphigénie - Iphigenia) - Jean Racine

Ifigenia ritratta da Anselm Feuerbach

IFIGENIA (Iphigénie)
Jean Racine
Lingua originale - Francese
Tragedia in versi in cinque atti 
Fonti letterarie - Euripide (Ifigenia in Aulide)
Ambientazione - In Aulide
Pubblicato nel 1675
Prima assoluta il 18 agosto 1674 - Palazzo di Versailles

Personaggi

Agamennone
Achille
Ulisse
Clitennestra, moglie di Agamennone
Ifigenia, figlia di Agamennone
Erifile, figlia di Elena e Teseo
Arcas, domestico di Agamennone
Euribate, domestico di Agamennone
Egina, donna al seguito di Clitennestra
Doride, confidente di Erifile
Guardie

Trasposizioni operistiche

Ifigenia in Aulide
Iphigénie en Aulide
Iphigenia in (o auf) Aulis
Ifigenia in Aulide - libretto di Apostolo Zeno
Ifigenia in Aulide di Carl Heinrich Graun
Ifigenia in Aulide di Niccolò Jommelli
Iphigénie en Aulide di Christoph Willibald Gluck
Ifigenia in Aulide di Luigi Cherubini



ATTO I

 Ad Aulide l'esercito greco non può salpare per Troia a causa della bonaccia. Secondo l'indovino Calcante, per placare l'ira degli dèi bisogna sacrificare lfigenia, la figlia di Agamennone. Ifigenia è convocata ad Aulide da Micene, insieme alla madre Clitemnestra, con la scusa di unirla ad Achille, appena giunto dalla vittoriosa conquista della Tessaglia e di Lesbo. 
Agamennone tenta di bloccare Ifigenia e Clitemnestra inviando loro il servo fucade con la falsa notizia della rinuncia d'Achille alle nozze, ma ormai le due donne sono vicine al campo greco.


ATTO II

Erifile, la giovane di Lesbo catturata da Achille e subito innamoratasi di lui, è giunta ad Aulide al seguito cli Ifigenia, per consultare Calcante sui propri natali. Ifigenia, insieme alla madre, decide di ripartire per Argo, offesa dal presunto rifiuto di Achille - di cui accusa Erifile - e dall'accoglienza inspiegabilmente gelida di Agamennone.


ATTO III

Achille e Ifigenia si rappacificano; Ifigenia si avvia all'altare convinta di sposare il condottiero, ma Arcade le svela che cosa l'attende. 
Clitemnestra inorridisce; Achille è indignato e giura di difendere anche con le armi la sua amata.


ATTO IV

Agamennone, vinto dall'affetto paterno e dall'opposizione di Clitemnestra e Achille, ordina alle guardie di scortare Clitemnestra e Ifigenia lontano da Aulide, affinché la figlia possa salvarsi. 
Per eliminare la rivale, Erifile, gelosa, rivela a Calcante la decisione di Agamennone.


ATTO V

Si diffonde la notizia che Agamennone ostacola la volontà degli dèi, e il campo greco è in tumulto. Achille è deciso a salvare lfigenia, ma la giovane è disposta a sacrificarsi, per evitare un inutile spargimento di sangue.
All'ultimo momento Calcante blocca il sacrificio della principessa: la vittma designata dall'oracolo è in realtà Erifile - figlia segreta di Teseo e di Elena, chiamata anch'essa Ifigenia -, che si uccide sull'altare. 
Compiuto iI sacrificio, gli dèi sono favorevoli ai Greci e la spedizione può cominciare.


Esistono due versioni del mito di Ifigenia scritte da Euripide, Ifigenia in Aulide, dove la fanciulla sarà sacrificata e la flotta greca potrà salpare, e quella intitolata Ifigenia in Tauride, dove la figlia di Agamennone sarà salvata poco prima del sacrificio dalla dea Diana e trasformata in cervo.
Racine grazie alla sua straordinaria conoscenza dei miti classici attinge questo finale da un'altra versione classica anche se molto meno nota, quella di Stesicoro.
Il motivo di questa scelta si può ricondurre alla consuetudine, per gli autori di opere teatrali del periodo, di attenersi a delle regole: la bienseance (decoro, decenza), secondo la quale sarebbe stato ignobile far comparire sulle scene il sacrificio di una fanciulla esente da colpe, e la vraisemblance (verosimiglianza), per cui la trasformazione di una donna in cervo non sarebbe stata verosimile.


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