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giovedì 22 maggio 2014

IL TEATRO FUTURISTA (The futurist theater)



    
Ho già avuto occasione di dire del Futurismo e della sua azione di rottura negli anni intorno alla prima guerra mondiale. Come investì la poesia. le arti figurative e la musica. così il Futurismo portò scompiglio anche nel teatro, con testi in genere brevissimi. ma che si prestano, assai più di quanto si potrebbe credere, ad una realizzazione scenica: vennero infatti spesso rappresentati, in mezzo a gazzarre incredibili di pubblico esterrefatto o esilarato i e certamente contribuirono non poco a scrollare dal suo conformismo il morente teatro borghese dell'Ottocento, con le loro proposte apparentemente balorde, ma che viceversa colgono quasi sempre nel segno, denunciando difetti e debolezze del vecchio teatro. 
Si vedano, come esempio, i testi di F.T.Marinetti
Nel primo, La camera dell'ufficiale, sono addirittura aboliti i personaggi: il protagonista, il primo attore del teatro borghese, il mattatore, la prima donna sono spazzati via e al loro posto sono soltanto oggetti. cose, presenze mute, rese eloquenti dai trucchi di una sapiente regia (il soggetto si ispira, in questo come in altri casi, all'atmosfera della prima grande guerra, che all'epoca di queste sintesi futuriste era in pieno corso).
Nel secondo, Runio clacla, ancora marinettiano, il personaggio è un pittore futurista, Giacomo Balla, ad una sua esposizione di quadri; si tratta di uno scherzo irriverente contro le cerimonie ufficiali, i riconoscimenti ufficiali, l'ipocrisia ufficiale, che premia il pittore. senza capire nulla della sua arte; e il pittore si fa capire ancor meno, inventando il linguaggio del runio clacla rimririri,che non significa nulla, o piuttosto significa che col vecchio mondo non c'è più possibilità d'intesa e tanto vale sparare la prima combinazione di lettere che passi per la mente.
Molto interessante è il testo di Bruno Corra e Emilio Settimelli, tra i fondatori di questo teatro futurista: Il pranzo di Sempronio
I futuristi, specialmente in pittura, esaltavano la simultaneità degli stati d'animo nell'opera d'arte. Qui un'intera esistenza è concretata in poche battute. 
"Il Tempo e lo Spazio", come affermava il Manifesto del 1909, "sono morti". Come già si è detto, il pubblico reagiva in modi diversi, in genere con fischi, urla, proteste. Ma certo la provocazione era forte, e resa più clamorosa dal fatto che spesso gli autori di questi pezzi balzavano sul palcoscenico a rispondere con urla e persino con revolverate. 
Oggi, rappresentazioni del genere, se non proprio comuni, sono abbastanza frequenti, anche se spesso si presentano con la pretesa dell'originalità: sono il teatro cabaret, l'underground  e altre manifestazioni, ormai usuali specialmente a New York, a Londra, a Parigi. 
Naturalmente i contenuti sono nuovi, espressione del nostro tempo: ma la radice di questo teatro provocatorio, inteso a scuotere il pubblico dal proprio conformismo e a costringerlo a rimeditare i propri valori,  è proprio nel teatro futurista. nelle sintesi di Marinetti e dei suoi amici, in questi scherzi scoppiettanti, che erano scherzi fino a un certo punto.

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